Perché la tecnologia ci rende umani
“Un maestro della provocazione e un filosofo della scienza dialogano sul corpo modificato da scienza e tecnologia. La tecnologia è oggi la cifra della nostra stessa evoluzione, l’orizzonte in cui l’umano si riscrive continuamente”.
Le tecnologie estetiche, biomediche e digitali sembrano trasfigurare il corpo come mai in altre epoche: cos’è dunque diventata la carne oggi? Di quali emozioni e passioni è capace, quali diritti può ancora esercitare? Ma poi, si può ancora parlare di “umano”? Ha ancora senso distinguere tra naturale e artificiale?
Moriggi e Nicoletti – filosofo il primo, tra i pochi in Italia a non demonizzare la tecnica, e giornalista il secondo, acuto cronista del mondo virtuale – dialogano su questioni che da sempre scandiscono la storia dell’uomo, ma che oggi devono essere nuovamente decifrate.
La singolarità è vicina
La singolarità è vicina di Ray kurzweil, Apogeo.
Ancora vent’anni e i progressi tecnologici dell’uomo supereranno la nostra capacità di comprenderli e, quindi, di controllarli. Il fenomeno è conosciuto negli ambienti scientifici come Singolarità Tecnologica e a preconizzarne l’avvento imminente è il Dr. Vernor Vinge, matematico e romanziere che per primo negli anni ’80 introdusse il concetto nella letteratura fantascientifica.
In un suo saggio del 1993 (intitolato appunto “Technological Singularity”) le elucubrazioni di Vinge si spinsero verso affermazioni a dir poco sconvolgenti: “Entro trent’anni, avremo i mezzi tecnologici per creare una intelligenza superumana. Poco dopo, l’era degli esseri umani finirà”.
L’intelligenza non-biologica eguaglierà la ricchezza e la raffinatezza dell’intelligenza umana per poi superarla abbondantemente grazie a due fattori: la continua accelerazione del progresso dell’informatica e la capacità [delle intelligenze non-biologiche - NdT] di condividere rapidamente il proprio sapere. Integreremo nanorobot intelligenti nel nostro corpo.
Di quanti amici abbiamo bisogno
Di quanti amici abbiamo bisogno? Robin Dunbar, Raffaello Cortina editore.
Quanti amici avete su Facebook? Alcune migliaia? Allora ci deve essere qualche errore. I nostri geni contengono infatti istruzioni molto chiare in merito: non è umanamente possibile avere più di 150 amici. Per ragioni analoghe, la monogamia costituisce un vero salasso per il nostro cervello, mentre non è detto che essere alti di statura sia sempre un vantaggio.
Attraverso esperimenti all’avanguardia che hanno rivoluzionato la biologia evoluzionistica, Robin Dunbar ci mostra come il lontano passato accompagni la nostra vita di tutti i giorni.
Stimolante e provocatorio, tra frivolezze e curiosità evoluzionistiche il libro al centro di questa discussione è un’opera essenziale per comprendere perché le persone agiscono come agiscono e che cosa significhi essere “umani”.



