3 Set

I Radiohead sono talmente contenti del risultato ottenuto dai loro fan che non hanno posto obiezioni. Una posizione unica quella del gruppo di Oxford, che ancora una volta dimostra di andare controcorrente rispetto al music business sempre più avido e avaro. Potrebbero pubblicare un dvd live a ogni fine tour e fare soldi a palate, come gli U2 ad esempio.
Thom Yorke e i componenti del gruppo sono molto soddisfatti delle immagini girate da 50 fan a Praga lo scorso anno che hanno concesso le loro canzoni in versione hi-fi, dando cioè i master ai realizzatori di Prague DVD, film-concerto fai da te girato nella capitale della Repubblica Ceca il 23 agosto del 2009. il sito web dedicato al progetto è stato inondato dai contributi e molte clip sono state postate su YouTube. Un film collettivo realizzato con i contributi di 50 diversi “operatori” tutti dotati di una economica camera Flip.
Andando sul sito del Prague DVD si può scaricare tutto il set gratis, disponibile anche in versione iPhone. Inoltre i fan cechi possono ricevere il cd gratuito, non in vendita, un regalo dei fan per i fan da condividere. I Radiohead hanno pubblicato un cd dal vivo nel 2001, ma il loro film concerto risale al 1995 con il Live at the Astoria. Si tratta quindi di un enorme regalo al loro pubblico perché avrebbero potuto realizzare un’operazione simile e commercializzarla, o semplicemente negare il sonoro. Invece preferiscono essere generosi e continuare a lavorare al loro ottavo album.
Dal 17 agosto, sul sito ufficiale della band, è possibile scaricare gratuitamente il singolo These Are My Twisted Words
Unici come sempre.
2 Set
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Astronavi sulla preistoria di Peter Kolosimo, Mursia.
Nel post precedente scrivevo di alieni ed eccomi ritornare sull’argomento con un libro che ho ri-letto quest’estate, si tratta di una vera chicca scritta dal grandissimo Peter Kolosimo e fu scritto nel 1972.
Scrittore controverso e inquieto, tra gli italiani più famosi all’estero, un personaggio tanto affascinante, in quanto Kolosimo studiava il “MISTERO” e ha contribuito a creare quella che viene chiamata “fantarcheologia”.
Lo scrittore trascorre gli anni della sua vita bolzanina (era nato a modena) a scrivere libri e confrontare documenti di prima mano provenienti dalle biblioteche di mezza Europa, per dimostrare che il denominatore comune delle antiche civiltà misteriose conducevano ad Atlantide, l´isola dell´Antartide inabissatasi per un cataclisma 12 mila anni fa e minuziosamente descritta da Platone. Il continente oltre le Colonne d´Ercole cancellato dal primo diluvio universale che non era abitato da terrestri. Il percorso scientifico di Kolosimo sulle tracce lasciate dalle entità atterrate dallo spazio sulla terra degli Aztechi e dei Maya dell´America centrale, nell´Egitto predinastico e in altre civiltà come quelle leggendarie di Mu e Lemuria.
Peter Kolosimo era un sognatore, un ricercatore dotato di una enorme capacità di raccontare, egli esponeva la tesi e i suoi libri si concludevano sempre con un punto interrogativo.
Piccolo aneddoto su Peter Kolosimo che mi ha coinvolto in prima persona.
A metà circa degli anni novanta scrissi a fantascienza.com chiedendo se potessero dedicare uno speciale a Peter Kolosimo in quanto sognatore della fantascienza unita all’archeologia, considerando che i sui libri li ho sempre letti come si legge un affascinante romanzo.
Qualche giorno dopo mi risponde credo Silvio Sosio in persona che in maniera alquanto seccata mi scrive che “loro” in quanto fantascienza.com seguono solo la fantascienza “seria” non le buffonate alla Kolosimo.
Ci rimango piuttosto male ma nel corso degli anni, nel 2002, fantascienza.com fa uscire un bellissimo speciale dal titolo di PK: Peter Kolosimo, sognatore patafisico a firma di Massimo Pietroselli, autore che seguiamo con particolare cura e che abbiamo intevistato l’anno scorso. Finalmente penso io anche i puristi della fantascienza hanno dovuto riconoscere il suo valore.
1 Set
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A inizio ferie mi è stato regalato un’interessante e affascinante libro,
Se l’universo brulica di alieni…dove sono tutti quanti?
Cinquanta soluzioni al paradosso di Fermi e al problema della vita extraterrestre
Un’affascinante guida al crescente dibattito scientifico sull’esistenza della vita extraterrestre. Il lettore riceverà un’istruzione di base in molti campi della scienza, tra cui astronomia, biologia, chimica, geologia, meteorologia e perfino psicologia. Webb è chiaro, divertente e imparziale nei confronti di ciascuna delle cinquanta opinioni.
Se ci sono quattrocento milioni di stelle solo nella Via Lattea, e forse quattrocento milioni di galassie nell’Universo, è ragionevole che là fuori, in un cosmo che ha quattordici miliardi di anni, esista – o sia esistita – una civiltà avanzata almeno quanto la nostra: è l’enormità dei numeri a pretendere che sia così. Ma allora perché gli extraterrestri non ci hanno lasciato tracce, messaggi, artefatti? Se le dimensioni e l’età dell’Universo sostengono con forza l’esistenza di popolazioni aliene, perché non ne abbiamo testimonianza? Dal giorno del 1950 in cui, parlando con i colleghi alla mensa di Los Alamos, un serissimo Enrico Fermi domandò: «Dove sono tutti quanti?», questo paradosso porta il suo nome.
Negli anni, schiere di scienziati di primo piano, ma anche filosofi, storici e autori di fantascienza, si sono cimentati con il paradosso di Fermi: qualcuno sostiene che gli alieni siano – non riconosciuti – già in mezzo a noi, altri affermano che semplicemente le civiltà extraterrestri non ci abbiano ancora comunicato la loro presenza, e come si può immaginare non mancano gli scettici.
Stephen Webb, fisico teorico e appassionato collezionista delle soluzioni del paradosso di Fermi, presenta le più belle in questo libro, dandone un resoconto rigoroso, comprensibile e divertente: un potente e inconsueto esercizio intellettuale per gli amanti della scienza e del pensiero speculativo.
1 Set
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L’ombra del vento, Mondandori, è stato il mio libro dell’estate, in ritardo rispetto alla sua uscita perchè volutamente rifuggo i bestsellers e devo dire che l’ho trovato eccezionale, un gran libro che rimane nel cuore, un libro per chi ama i libri, adesso sto leggendo Il gioco dell’angelo sempre di Carlos Ruiz Zafón ma è un poco noioso rispetto al primo.
Al Cimitero dei Libri Dimenticati
“Questo luogo è un mistero, Daniel, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza. Molti anni fa, quando mio padre mi portò qui per la prima volta, questo luogo era già vecchio, quasi come la città. Nessuno sa con certezza da quanto tempo esista o chi l’abbia creato. Ti posso solo ripetere quello che mi disse mio padre: quando una biblioteca scompare, quando una libreria chiude i battenti, quando un libro si perde nell’oblio noi, custodi di questo luogo, facciamo in modo che arrivi qui. E qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito. Noi li vendiamo e li compriamo, ma in realtà i libri non ci appartengono mai. Ognuno di questi libri è stato il miglior amico di qualcuno. Adesso hanno soltanto noi, Daniel. Pensi di poter mantenere il segreto?”
Di seguito allego anche un’interessante intervista all’autore uscita su il giornale oggi.
di Enrico Groppali
Conoscendo l’eccentrica planimetria degli edifici di cui costella le sue pagine col puntiglio e la severità di un cartografo, mi aspettavo che Carlos Ruiz Zafón, in quella Los Angeles che ha eletto a sede permanente, fosse andato alla ricerca di un luogo insolito, per non dire maledetto. Non vi so dire quindi il mio stupore quando, con un sorriso fanciullesco sulle labbra, mi ha fatto strada in un superattico che sovrasta il Sunset Boulevard.
1 Set

Oblivion la graphic novel scritta dal regista di Tron Legacy Joseph Kosinksi è stata acquistata dalla Disney.
Scritta insieme ad Arvid Nelson (Rex Mundi, X-Men Unlimited vol. 2), la storia ruota intorno all’ex-soldato Jak, riparatore dei droni nati per dare la caccia agli ultimi Scavengers, selvaggi alieni che hanno popolato la superficie della Terra abbandonata dagli uomini perché diventata ormai una landa desolata a causa dell’inquinamento. L’umanità vive al di sopra delle nuvole. Nel corso di una delle sue ricognizioni, Jak si imbatte in una navicella spaziale, al cui interno ritrova una donna in un stato di profondo sonno indotto. La riporta in cielo, nei suoi uffici, ma il suo risveglio innescherà una catena di eventi che porteranno Jak a dubitare di tutte le sue certezze.
IL progetto è stato abbracciato da Radical Comics, che ne decise fin da subito lo sviluppo su due binari: da una parte la carta (l’uscita è prevista nel 2011), dall’altra il grande schermo.
31 Ago

L’amico Nicola Donati da vero geek mi ha segnalato questa infografica che riassume i salti temporali effettuati nei principali film/serie tv di fantascienza, da non perdere, da Star Trek a Ritorno al futuro, dall’Esercito delle 12 scimmie a Terminator, I banditi del tempo etc…Lost non c’è ma tutto il resto si.
31 Ago
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Lost moderno Lettura di una serie televisiva di Giuseppe Grossi, Ed Pagina.
Dopo il bel libro di Roberto manzocco, Pensare Lost. L’enigma della vita e i segreti dell’isola e quello di Simone Regazzoni, La filosofia di Lost ecco un nuovo libro trattare della nostra isola preferita.
L’Isola di Lost è il luogo del mistero e del dubbio, ma diventa anche una metafora autoreferenziale della serie nel panorama televisivo: unica, irraggiungibile, isolata. Così il pubblico diventa suo arcipelago, costretto a perdersi tra le trame di una storia di smarrimento. Gli spettatori si sentono tutti parte di una storia di naufraghi che, che tra mito e scienza, ha creato personaggi e racconti totalmente accostabili al pensiero postmoderno. Laddove per postmoderno si intende un modo nuovo di guardare la realtà; più complesso, mai razionale, sempre scettico e pronto ad essere messo in discussione. Ecco perché il “Lostmoderno” non può fornire risposte, ma interrogare la serie scoprendone i retroscena socio-antropologici. Concetti come luogo, politica, gioco ed onomastica sono tutti funzionali a rafforzare l’instabilità di un testo postmoderno. Tra i tanti quesiti della serie emerge la possibilità di una sola risposta: come e perché Lost sia diventata la serie che ha cambiato per sempre la narrazione televisiva.
31 Ago

Periodo fortunatissimo per la fantascienza o per quello che si prevede prossimamente per la fantascienza, nelle produzioni 2010 Repo Man non mi ha esaltato piuttosto aspetto Earthling, Never Let me go e Space Battleship Yamato.
Entusiasmanti sono però i progetti per il 2011 come Tron Legacy, Battle: Los angeles, Machete, Captain America: The First Avenger, Cowboys and Aliens, Skyline, Sucker Punch, Forbidden Planet, Falling Skies e Terra Nova, Outcast nel 2012 Little Brother(X), Boilerplate, Super8, Star Trek 2, Gravity, Interstellar, Terminator 5 e forse Le montagne della follia, nel 2013 Neuromante.
E’ inoltre recente la notizia che Ridley Scott che oltre al prequel di Alien (sulla cui sceneggiatura è al lavoro anche Damon Lindelof) abbia in produzione anche un film tratto dal famoso Guerra eterna di Joe Haldeman e la sceneggiatura è stata affidata a David Webb Peoples autore tra l’altro della sceneggiatura finale di Blade Runner e di L’esercito delle 12 scimmie.
Per quello che riguarda le uscite di settembre parto subito con elogiare Urania che finalmente mette in campo grandi nomi, ad agosto ha pubblicato di Vernor Vinge, teorizzatore della Singolarità Tecnologica, Alla fine dell’arcobaleno, romanzo vincitore del Premio Hugo 2007.
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Mentre a settembre torna in edicola il grandissimo Greg Egan, con un romanzo di hard science fiction dal respiro cosmico, Incandescence. Una delle due razze protagoniste del nuovo romanzo di Egan è un popolo di insettoidi senzienti che lavorano instancabilmente su un pianeta roccioso e inospitale, impegnati a sopravvivere giorno dopo giorno con il sudore della fronte. L’altra razza è umana, abita su molti mondi e ha vinto tutti i problemi legati al benessere materiale, alla vecchiaia e alle malattie: la sua passione sono i misteri biochimici. Ma cosa rappresentano le molecole di DNA trovate su una meteora proveniente dal centro galattico? E quali sono i rischi di un pianeta che orbita intorno a un buco nero? Poco a poco, tutti i misteri convergeranno verso uno solo.
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Interessante opera è Raimondo mirabile, futurista, Edizioni XII - Eclissi di Graziano Versace che ha raccontato in questo strano romanzo steampunk, ambientato a Milano poco dopo l’esplosione del Movimento inventato da Marinetti, geniale personaggio che si agita sullo sfondo della narrazione e che compare come un fantasma; curioso, poi, assegnare proprio questa parte a Effeti Marinetti e alla sua creazione: tutto il Futurismo, infatti, attraversa il romanzo come un ectoplasma — concetti esoterici che in realtà erano assolutamente invisi ai futuristi. In breve, la storia di Raimondo Mirabile, Futurista, si dipana dalla constatazione indotta in Raimondo Mirabile, nel suo maggiordomo e in un’accolita di loro amici più o meno intimi, che sulla Terra siano sbarcati un manipolo di alieni che si stanno impadronendo di Milano e di altre grandi metropoli della Terra; complici gli spettacoli futuristi e alcune sedute spiritiche, questi alieni riescono ad appropriarsi, tramite ipnosi e capacità affabulatorie estreme, della psiche di personaggi importanti.
Speriamo che sia già in traduzione italiana The Windup Girl di Paolo Bacigalupi che si è aggiudicato tutto e a cui manca solo il premio Hugo.
Mentre già questo mese al cinema noi appassionati potremo godere di Inception, in uscita il 24 settembre, capolavoro di Christopher Nolan, uno che di film geniali se ne intende a cominciare da Batman per arrivare a Memento passando per The prestige.
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Secondo il critico Marco Spagnoli “Inception è più di un film originale: una produzione del genere, infatti, costituisce un caso pressoché unico nel panorama delle produzioni hollywoodiane dove gli utili economici vedono costantemente immolare un cinema diverso, fatto di grandi storie in nome di presunti risultati di botteghino, spesso, invece particolarmente scadenti. Questo film, invece, costituisce un caso a parte e sembra possibile ipotizzare che sia proprio in virtù del clamoroso successo di The Dark Knight, Nolan abbia avuto la libertà di girare un lavoro in piena autonomia.
Tra Shakespeare e Freud, da Kubrick a Spielberg, tra Hitchcock e i fratelli Wachovski, Christopher Nolan, confermandosi uno dei più grandi autori della storia del cinema, porta a compimento una storia su più livelli narrativi che ha tutta i crismi del cinema d’azione, ma — al tempo stesso — è plasmata nel sostrato concettuale e nella koiné narrativa del grande cinema di fantascienza.”
Matthew Vaughn, il regista di X-Men: First Class dopo aver visto Inception si è visto costretto a modificare in parte la sceneggiatura del suo film. “Mi è piaciuto molto ma il mio cuore ha perso un battito quando ho visto sullo schermo alcune idee che avevamo avuto per il nostro film. Dovevamo scegliere se lasciarle nella storia, come se stessimo copiando, o cancellarle. Così alla fine abbiamo deciso di buttare via 12 pagine della sceneggiatura e altrettante dello storyboard.”
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Sul fronte fantasy sempre il 24 settembre avremo nei cinema L’utimo dominatore dell’aria, film di M. Night Shyamalan, primo adattamento cinematografico di una futura trilogia basata sulla serie animata statunitense Avatar - La leggenda di Aang. In un mondo dove gli elementi aria, acqua, terra e fuoco possono essere controllati da individui noti come dominatori, vi sono quattro partizioni geografiche, ognuna delle quali corrisponde ad uno dei quattro elementi.
Essendo un grande ammiratore di Shyamalan (dal Sesto senso ad Unbreakable a The village e The sign, sono curioso di vederlo alle prese con una produzione ad altissimo budget).
Per le serie tv è da segnalare assolutamente The event, prima puntata il 20 settembre negli USA, che si preannuncia incredibilmente bello.
La serie si presenta come un un misto di generi thriller, sentimentale, giallo, con elementi di fantascienza.

I produttori hanno promesso che i misteri legati alla trama non rimarranno irrisolti, ma le risposte arriveranno tempestivamente, alcune già a partire dal secondo episodio. Il produttore esecutivo Evan Katz spiegò che «tutto è stato progettato per fornire delle risposte, in modo da non lasciare gli spettatori con un senso di frustrazione con il proseguo della stagione».
Mentre è stato già rilasciato il pilot di No ordinary family, Creata da Greg Berlanti e Jon Harmon Feldman vede protagonista la famiglia Powell, tipica famiglia americana che, dopo uno schianto aereo con annesso bagno nel Rio delle Amazzoni, acquista straordinarie abilità.

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Mentre è da recuperare assolutamente una chicca, e qui concludo, Blatta di Alberto Ponticelli, Leopoldo Bloom Editore. Disegni da stato dell’arte, bellissimi, la clonazione ha permesso l’immortalità degli uomini. L’unico obiettivo che è possibile e giusto avere è: la produttività, il lavoro. Nessun contatto umano, nessuna emozione. Sono tutti intrappolati nelle loro stanze, nelle loro tute e nelle loro menti, sono tutti scarafaggi rinchiusi, tutte blatte…ma come tutti gli insetti prima o poi qualcuno scappa, uno di loro si ribella.
Alla prossima. Non prima di avervi ricordato che il 23 settembre comincia la quarta stagione di The big bang theory e non ci saranno Unknown person, Haven, V e Lie to me che mi potranno distrarre dalla mia serie tv preferita, Bazinga!!
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