3 Lug
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Imperdibile appuntamento estivo con il meglio dell’anno ci presenta i più appassionanti racconti (Short stories) tratti dalle riviste e dai siti online americani, selezionati da due curatori del calibro di David G. Hartwell e Karthryn Cramer. Per i lettori di fantascienza, la natura è una vecchia amica che ogni tanto strizza l’occhio. Le sue regole sono conosciute alla perfezione, le sue attitudini note, eppure ogni tanto capita l’imprevisto. |
| Una ruga nel libro di biologia, una smagliatura in quello di chimica dimostrano che le vecchie, fidate leggi hanno subito una scossa. Che non erano più al passo con i tempi. Non è la natura a essere capricciosa, è l’uomo a non saperla descrivere adeguatamente. Non sempre, almeno: lo dimostrano gli splendidi racconti di questo volume, in cui, accanto a molta eccellente SF avventurosa e mozzafiato, sono contenuti alcuni dei celebri “short short” pubblicati dalla rivista Nature, il più autorevole periodico scientifico del mondo. Non per giocare con le sue leggi, ma per stupirsene una volta di più. |
| Nato nel 1941, antologista e editor, David G. Hartwell cura da tempo una raccolta in cui presenta i migliori racconti e romanzi brevi dell’anno. In questo ricco volume “Urania” offre ai lettori italiani The Year’s Best SF n. 11, come sempre una vetrina delle migliori short stories di scuola angloamericana. Kathryn Cramer, sua moglie e collaboratrice, ha curato antologie di hard SF, fantasy (The Year’s Best Fantasy) e horror (The Architecture of Fear, per cui ha vinto il World Fantasy Award). |
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the fifth of November, Gunpowder, treason and plot. I see no reason why Gunpowder treason Should ever be forgot! » |
27 Giu
| Ho finalmente tra le mani, dopo un fortunoso acquisto nell’internettiano mondo dell’usato, il famoso Universo Incostante, di Vernon Vinge, l’edizione della Nord Oro. Il libro vinse nel 1993 l’ambito premio Hugo e rappresenta un condensato di tutti i temi che la fantascienza può offrire: l’incontro con civiltà aliene (e difficilmente capita ormai di imbattersi in alieni tanto in-credibili), la minaccia ignota, il sospetto e la paranoia, l’intrigo |
| politico, il viaggio, il naufragio, la flotta vendicatrice, la missione di salvataggio, l’ombra apocalittica. |
| Il titolo italiano (diverso dall’originale - “A Fire upon the Deep” che letteralmente sarebbe “Un fuoco sul profondo” - come vuole l’abitudine a mio parere scorretta di cambiare titolo alle opere straniere) richiama solo uno dei concetti cardinali del romanzo. L’intera storia si sviluppa in 545 lunghe pagine su tre piani narrativi differenti: la (doppia) vicenda sul pianeta Artiglio, lo scambio di messaggi nella Rete, l’universo intero. In ogni situazione vengono sviluppate delle idee nuove e fondamentalmente eccezionali. |
| Vinge immagina un universo in cui le leggi fisiche variano a seconda delle zone. In corrispondenza del centro della nostra galassia si trovano le inesplorate e inesplorabili Profondità imponderabili, poi viene la zona Lenta, il regno dei reietti e dei calcolatori meccanici, dove non sono possibili programmi senzienti e la velocità della luce costituisce una barriera insuperabile, quindi l’Esterno, con la sua alta tecnologia e il suo insieme eterogeneo di razze, e, infine, il Trascendente, la zona più evoluta, i cui abitanti sono Potenze, esseri quasi-divini, dall’intelligenza sconfinata e la vita brevissima. |
| Un ruolo centrale nell’universo di Vinge è svolto dalla comunicazione e dalla Rete - una sorta di internet futuribile che mette in contatto tutti gli abitanti dell’Esterno ed è accessibile anche dalle Potenze del Trascendente - come nel mondo reale, anche qui la conoscenza è il bene primario su cui si gioca l’evoluzione e la prosperità delle razze. La vecchia Terra, che nel romanzo non compare se non come uno sbiadito ricordo, si trova, ovviamente, al centro della zona Lenta, dove il progresso è ostacolato da leggi fisiche che impediscono non solo la tecnologia più evoluta, ma, soprattutto, il contatto tra le civiltà, relegando ogni pianeta abitato ad una distanza insuperabile dalle altre forme di vita - e generando un senso di claustrofobia che attanaglia il lettore: davvero ci si sente intrappolati in questa zona Lenta, tagliati fuori dalle meraviglie dell’universo. |
| Se esistono i romanzi epocali, quelli capaci di fare la storia di un intero genere intero o, di più, imporsi come pietre miliari di una cultura, Universo Incostante è forse una delle rare perle fantascientifiche a meritarsi di diritto un posto di rilievo in un simile ricercatissimo catalogo. E per questo non può mancare nel bagaglio di ogni appassionato, come pure del lettore restio alla fantascienza ma magari curioso di capire verso quale meravigliosa frontiera muoverà la letteratura di questi anni di costante accelerazione verso la Singolarità. |
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25 Giu
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Il Professor De Turris alla presentazione del libro “Il drago in bottiglia” |
| Oggi vorrei segnalare un evento che si svolgerà a Roma e a cui parteciperà il Professor Gianfranco De Turris, giornalista RAI nato a Roma nel 1944, uno dei massimi studiosi italiani di letteratura fantastica, che considero il mio personale Virgilio, guida nel grande mondo della Fantasia e del Fantastico, un vero maestro, esploratore di generi popolari come la Fantascienza, il Fantasy, il Soprannaturale, il Mito, da Tolkien a Lovecraft, da King a Castelli, da Verne a Dick, dalla narrativa al cinema e al fumetto. |
| Dal 1993 è presidente della Fondazione “Julius Evola”, coordinandone i “Quaderni”, e dirige la nuova ristampa commentata delle opere del pensatore, edite dalle Edizioni Mediterranee, (come il bellissimo Celti e Greci, il libro degli eoi di Bernard Sergent) Ha scritto romanzi di narrativa fantastica. Ha curato, negli anni Sessanta, la sezione narrativa della rivista romana “Oltre il cielo”. Negli anni Settanta ha curato con Fusco le collane di fantascienza di Fanucci. Infine, negli anni Ottanta ha diretto la rivista “L’Altro Regno”, dedicata alla critica fantascientifica, è stato presidente del Premio Tolkien ed ha curato le collane di fantascienza dell’editore Solfanelli. |
| Il professor De Turris è anche curatore di una trasmissione, l’Argonauta, in onda su radio rai 1 che dovrebbe essere imprescindibile e come dice l’autore: “Il nome Argonauta evoca l’idea di viaggio. Un bordeggiare lungo coste poco note, o l’avventurarsi tra flutti ignoti, per cercare non il Vello d’Oro, come fece Giasone con la sua nave Argo e raccontò Apollonio Rodio nell’omonimo poema, ma qualche buon libro di oggi, e anche, forse soprattutto, di ieri, travolto e dimenticato dai marosi dell’attualità, e tentare di evitare gli scogli delle patacche illeggibili”. |
| Urania, stregati dalla Luna nella Città delle storie disabitate è un progetto promosso da Comune di Roma (dal 30 giugno al 18 Luglio) — Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione — in collaborazione con il Teatro di Roma, la Fondazione Fossati e Zètema Progetto Cultura, che si inserisce nel programma dell’Estate Romana. Chi avrà la fortuna di trovarsi nella città eterna in quel periodo e nello specifico sabato 11 luglio ore 19.30 (Sala A) potrà ascoltare il pofessor Gianfranco De Turris in una conferenza dal titolo di Fantaspaghetti: ovvero Il cinema e la letteratura di fantascienza italiana (Interviene Marco Manetti). Per chi volesse leggere i suoi interessanti saggi, allego i link degli articoli che si trovano in rete e dei libri che avevo recensito come Bestie, uomini, dei. Il mistero del re del mondo, Creature dall’ignoto, La compagnia, l’anello, il potere. J. R. R. Tolkien creatore di mondi, Cronache del fantastico, Il drago in bottiglia, Roma fantastica. Orrori e misteri di ieri, oggi e domani, Jules Verne e l’esoterismo. I viaggi straordinari, i Rosacroce, Rennes-le-Chateau, Camerata Linus e il Il vento delle stelle |
Articoli di Gianfranco De Turris[nella successiva edizione le appendici, le parti più interessanti del libro, sono state eliminate. E.V.] Fantascienza e politica
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25 Giu
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| Il prof. Enrico Reggiani (Associate Professor of English Language and Literature dell’Università Cattolica di Milano) http://wbyeats.wordpress.com/ mi ha segnalato il 4° incontro dell’IRISH CLUB (29 giugno 2009 ore 18.00) su “Isola con fantasmi” di John Banville (Guanda), presso il caffè libreria I CLASSICI DEL CAFFE’ - VIA FOPPA 4 Milano. Gli incontri riprenderanno a settembre. |
| L’ultimo lunedì di ogni mese un appuntamento fisso sulla letteratura dell’Isola di Smeraldo: dai capolavori del passato alle più recenti novità degli autori contemporanei. L’Irish Club è aperto a tutti: lettori, spettatori, ascoltatori, traduttori, studenti, studiosi, semplici appassionati e devoti cultori. Per confrontare e condividere emozioni ed intuizioni, riflessioni ed interpretazioni, metodi e prospettive suggeriti dalle opere al centro dei vari incontri (e che si raccomanda - se possibile - di leggere prima di ogni appuntamento…) |
16 Giu
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| Una Londra devastata dalla guerra atomica combattuta contro i robot potrebbe essere lo sfondo di Terminator 5, questo è l’affascinante quadro che i produttori della nuova trilogia di Terminator avrebbero intenzione di realizzare. John Connor verrebbe rimandato indietro nel tempo nella Londra del 2011 per non si sa ancora quali scopi. | ||||||||||||||||||||||||||||
| Come avevo già avuto modo di scrivere, tra Gran bretagna e fantascienza c’è una lunga relazione di amore. Dai tempi di Herbert George Wells e della Macchina del tempo (1895) che si è creato questo sodalizio, 1984 il romanzo di George Orwell è ambiantato a Londra. JG Ballard era considerato il più grande scrittore della sua nazione, anche Aldous Huxley (L’isola, Il mondo nuovo) era inglese come Arthur Clarke (2001 odissea nello spazio). Alcuni tra i più bei film degli ultimi anni sono girati in Inghilterra, film come V per Vendetta, Children of Man, 28 giorni dopo e 28 settimane dopo. L’inghilterra è la patria di Foundation, la rivista di fantascienza in lingua inglese più nota al mondo; è la patria di serie tv geniali e storiche come Spazio 1999 o I sopravvissuti o di nuove e innovative serie tv come Torchwood, Primeval, Apparitions, Survivors, Being Human, Terry Pratchett’s The Colour of Magic, Ashes to Ashes, Dr Who, Life on mars. | ||||||||||||||||||||||||||||
| Senza dimenticare la brit invasion postumanista di cui Charles Stross rappresenta insieme a Iain M. Banks o M. John Harrison, oppure i più giovani Ken MacLeod, Richard K. Morgan, Alastair Reynolds – la voce più autorevole. Tolkien e Lewis erano inglesi e con le loro opere (il signore degli anelli, Le cronache di Narnia) hanno inventato un genere, il Fantasy che molto ha in comune con la fantascienza, JK Rowling con Harry Potter ha rivitalizzato il genere ottenendo un successo strepitoso, Neil Gaiman, autore di fumetti e scrittore è inglese come pure il divertente Jasper Fforde. In pratica si può dire che gli Anglosassoni abbiano la fantascienza nel sangue (oltre ad una notevole dose di alcool of course). |
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| Inoltre il gruppo inglese dei Pink Floyd è stato associato più volte alla fantascienza, Nick Mason ha dichiarato a proposito:”Certo, avevamo un interesse nella fantascienza, leggevamo Robert Heinlein e Dune, e Ray Bradbury, ed avevamo un enorme interesse in che cosa ci avrebbe riservato il futuro” e ricordiamo che la loro musica è stata suonata anche nello spazio. Durante l’allunaggio del Luglio ‘69 la BBC usò le loro musiche “spaziali” per fornire un commento sonoro all’evento; più tardi, dopo l’uscita di “Delicate sound of thunder“, alcuni cosmonauti russi portarono tale album in volo nello spazio nel corso di una missione scientifica. Let there be More Light si rifà a uno dei più classici temi della fantascienza: un incontro ravvicinato con una nave aliena. Roger Waters conclude il pezzo con un’immagine che sembra presa direttamente da un cartone animato giapponese: “Summoning his cosmic power, and glowing slightly from his toes, his psychic emanations flowed”. C’è ancora un’astronave nel testo di Set the Controls for the Heart of the Sun. Ma stavolta non si tratta di alieni: da un intervista di Waters apprendiamo che c’è un comandante che, sorvolando paesaggi rurali (Roger era molto ispirato in quegli anni dalla campagna inglese), decide improvvisamente di far “Rotta verso il Cuore del Sole”. |
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| Mr. Nobody è un interessante film per ora uscito solo in Belgio; Nemo Nobody, un uomo che conduce una normalissima vita con la moglie Elise e tre figli. Un giorno però, incredibilmente, si risveglierà nel 2092, trovandosi un anziano di 120 anni. | ||||||||||||||||||||||||||||
| Nemo è infatti l’uomo più vecchio della Terra, unico mortale rimasto in un mondo di immortali. Cercherà di indagare nella propria vita per capire se è stato o meno un bravo genitore. Jared Leto è il protagonista scritto e diretto da Jaco Van Dormael. Accanto al camaleontico attore, visto recentemente nei panni dell’assassino di John Lennon in Chapter 27, ci saranno Sarah Polley, Diane Kruger, Rhys Ifans e Juno Temple. Le riprese del film si sono svolte tra Bruxelles, Montreal e Berlino. |
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| Life on Mars, il cui titolo si rifà all’omonima canzone di David Bowie che fa da colonna sonora al telefilm, è stata oggetto di vari remake: ha, infatti, una sua versione americana, dallo stesso titolo che purtroppo è durata solo una stagione; Io l’ho trovata molto divertente e con alcuni episodi veramente molto belli | ||||||||||||||||||||||||||||
| Ma, Life on Mars, potrebbe, altresì, avere una versione italiana prodotta da Paypermoon e intitolata 29 settembre, titolo “preso a prestito” dalla canzone portata al successo da Lucio Battisti. La fine della serie di cui parliamo, inoltre, arrivata dopo sole due stagioni per la volontà dell’attore protagonista di uscire dal cast, ha dato vita a uno spin off di successo dal titolo Ashes to Ashes, con protagonista Gene Hunt catapultato dagli anni ‘70 agli anni ‘80, da Manchester a Londra. | ||||||||||||||||||||||||||||
| Sono comparse delle foto fatte all’ E3 expo del concept art del Power Suit da combattimento, un specie di armatura da combattimento che ricorda vagamente gli automi che Ripley manovrava in Aliens: Scontro finale, e che si vedrà sia nel film che nel gioco Avatar di James Cameron. | ||||||||||||||||||||||||||||
| E’ uscito il trailer del film The Time Traveler’s Wife, adattamento del romanzo fantascientifico di Audrey Niffenegger La Moglie dell’Uomo che Viaggiava nel Tempo. el film Eric Bana interpreta Henry, un bibliotecario che a causa di un problema genetico viaggia nel tempo, anche per periodi lunghi. Questo mette a repentaglio la sua relazione con la moglie, l’artista Clare Abshire (Rachel McAdams), che l’uomo aveva conosciuto da bambina durante un viaggio nel tempo… |
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| Qualche consiglio riguardante film, letteratura e fumetti: | ||||||||||||||||||||||||||||
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12 Giu
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E’ prevista per il 9 luglio l’uscita di quello che sembra un autentico capolavoro dell’animazione, con tinte goticheggianti, epiche e da incubo, 9. Nel cast del film prodotto da Tim Burton ci saranno, nella schiera dei doppiatori ovviamente, Jennifer Connelly, John Christopher Reilly, Elijah Wood, Crispin Hellion Glover, Christopher Plummer e Martin Landau. |
| Quando 9 prende vita, si ritrova in un mondo post-apocalittico. Tutti gli umani se ne sono andati ed è solo per un colpo di fortuna che 9 si imbatte in un piccolo gruppo di suoi simili, in cerca di rifugio da alcune spaventose macchine che vagano per il pianeta, anche loro prossime all’estinzione. Nonostante sia l’ultimo arrivato del gruppo, 9 convince gli altri che nascondersi non serve. Dovranno essere loro ad attaccare, se vogliono sopravvivere, ma prima di tutto dovranno scoprire per quale ragione le macchine li vogliono distruggere. Come scopriranno ben presto, l’intero futuro del mondo dipende da loro. |
| Non si conosce ancora la data d’uscita per il mercato italiano, ma intanto possiamo goderci il primo trailer nella nostra lingua! Parliamo dell’attesissimo sci-fi District 9, con Peter Jackson in cabina di produzione e il sudafricano Neill Blomkamp in quella di regia. In uscita negli Usa il prossimo 14 agosto, il film porterà in sala le discriminazioni a cui sono soggetti gli extraterrestri dopo che l’invasione della terra è avvenuta! |
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11 Giu
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| Si allontana il progetto del regista D.J. Caruso (Eagle eye, Disturbia) di realizzare con Shia LaBeouf un film dal fumetto Y: The Last Man, pubblicato dalla divisione editoriale DC Vertigo, scritta da Brian K. Vaughan e disegnata quasi interamente dalla co-creatrice Pia Guerra) |
| Y-The Last Man è un gioco di parole: in inglese suona più o meno come suonerebbe “why the last man” (”perché l’ultimo uomo”). La trama parte dall’inquietante fenomeno che ha causato lo sterminio della popolazione maschile della terra, tranne il protagonista e la sua scimmia. La Y si riferisce non solo a Yorick (il nome del protagonista), ma anche al cromosoma che differenzia i maschi dalle femmine. |
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| LaBeouf (Transformer, Eagle eye, Disturbia) in una recente intervista ha detto di non essere interessato a fare il film al momento e che forse sarà troppo vecchio quando il progetto avrà finalmente il via libera. “Se prendi Sam Witwicky (protagonista di Transformer) e gli metti una scimmia sulle spalle, non so quanta grande differenza ci sia. Mi sembra nuovamente la situazione in cui un ragazzo normalissimo si trova in una situazione straordinaria”. Ed ha aggiunto “Non ho voglia di fare il film in questo momento e potrei essere troppo vecchio per il ruolo quando sarà il momento”. |
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11 Giu
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| Masi Oka (l’Hiro di Heroes) sarà il protagonista di The Defenders una delle prossime pellicole di casa DreamWorks diretta da D.J. Caruso, della cui produzione si occuperà J.J. Abram. |
| La storia è quella di un gruppo di teenager provenienti da tutto il mondo che, senza conoscersi, partecipano a un videogame multiplayer, ma che, un giorno, verranno coinvolti in un’avventura nel mondo reale che li costringerà a incontrarsi e a trasformarsi davvero in degli eroi (il tutto in stile Amblin, compagnia di produzione cinematografica e televisiva fondata da Steven Spielberg, nella quale avventura e innocenza si sono sempre fuse, come fu nell’indimenticabile I Goonies). |
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10 Giu
![]() Immagine tratta da La Jetèe |
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| Partendo dalla visione del film Terminator salvation, mi sono divertito a ricordare le principali e fondamentali opere cinematografiche e letterarie dove il viaggio nel tempo è un elemento fondamentale, buon divertimento. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Ricordando che secondo alcuni scienziati relativisti, potrebbe esistere una specie di “legge di natura” volta a preservarci da tutta la serie di paradossi che nascerebbero dall’effettuazione di questi “viaggi nel tempo”. Per ora, però, nessuno è in grado di descrivere questa “legge”. Sì è però parlato, e si continua a parlare, di “buchi neri” come di passaggi per viaggi nel tempo; di “multi universi”, di “stringhe spaziotemporali”, ecc… I relativisti hanno sempre visto con disappunto queste teorizzazioni e, in parte, le hanno smontate. Ultimamente, però, Michio Kaku, un professore di fisica di New York, nel libro “Hyperspace”, ha scritto: “La maggior parte degli scienziati, non ha studiato seriamente le equazioni di Einstein”. Chi invece lo fa, sostiene in sintesi Kaku, potrebbe realizzare una sorta di buco nero da laboratorio utilizzando una tecnologia complessissima e in gran parte ancora al di fuori dalla nostra portata. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Ma l’aspetto più interessante degli sviluppi teorici di Kaku e di altri scienziati che si occupano di questi problemi è quello che potremmo definire “l’aggiramento dei paradossi”. Noi sappiamo bene che, tornando indietro nel tempo, potremmo creare degli sconvolgimenti disastrosi nella trama del nostro presente (il futuro di chi torna indietro) anche solo compiendo azioni apparentemente irrisorie. Classico l’esempio del film Ritorno al Futuro. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Questo è un “paradosso” che rende alquanto ardito pensare a viaggi nel tempo. Ma, a quanto pare, i suddetti scienziati potrebbero aver scoperto, sempre teoricamente, come aggirare tali paradossi. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Secondo un’interpretazione della fisica quantistica (ci sono molte interpretazioni e nessuno sa qual è quella giusta, se mai ne esista una), ogni volta che un oggetto quantistico, come un elettrone, è di fronte ad una scelta, il mondo si divide per permettergli di accettare ognuna delle possibilità offerte. Nell’esempio più semplice l’elettrone si potrebbe trovare di fronte ad una parete con due buchi, di modo che potrebbe attraversare un buco o un altro. L’Universo si divide in modo che in una delle versioni della realtà (un gruppo di dimensioni relative) attraversa il buco sulla sinistra, mentre nell’altra va attraverso il buco sulla destra. Spinta al limite questa interpretazione afferma che l’Universo è scisso in copie tendenti all’infinito di se stesso, tutte variazioni su un tema di base, in cui tutti i risultati possibili di tutti i possibili esperimenti devono accadere in qualche luogo del ‘multiverso‘. Ci potrebbe essere quindi, per esempio, un Universo in cui i nazisti non hanno perso la seconda guerra mondiale, oppure dove i russi sono arrivati per primi sulla luna. |
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| Qualche consiglio su cinema, letteratura e fumetti: |
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