11 Ott
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| La data del 14 di ottobre era stata ipotizzata già nel corso del mese passato, anche se il ritardo nella spedizione degli inviti ha fatto credere in una posticipazione dell’evento. Al centro dell’attenzione vi saranno pertanto i portatili, che dovrebbero (ma siamo sempre nel campo delle ipotesi) portare una ventata di novità, a partire dai chipset integrati NVIDIA, passando per il fantomatico “Brick”, sino ad un nuovo portatile da 800 dollari come emerso nel corso della giornata di ieri. |
| Cupertino si trova a pochi chilometri da San Francisco, nel cuore della Silicon Valley. |
| Silicon Valley Tour: |
9 Ott
| Vorrei segnalare due film che si preannunciano molto interessanti, il primo è stato presentato a Cannes quest’anno ma in italia uscirà l’anno prossimo, il regista è Fernando Meirelles ed è tratto da un romanzo di José Saramago, Blindeness - Cecità. La repressione ottusa di chi detiene il potere, la ferocia inaudita e barbara dello stato di necessità, l’abbrutimento primitivo dell’involuzione umana. Tra Orwell e Golding, Cecità possiede la nauseante claustrofobia di 1984 (o fahrenheit 451) e l’istintuale climax del Signore delle mosche. |
| Trama: In una città qualunque, di un Paese qualunque, un automobilista è fermo al semaforo, in attesa del verde, quando si accorge di perdere la vista. All’inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è così. Gli viene diagnosticata una malattia sconosciuta: un “mal bianco” che avvolge le vittime in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l’inizio di un’epidemia che colpisce progressivamente tutta la città e l’intero Paese. I ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbrutimento da chi non è stato ancora contagiato. Tra la violenza e la lotta per la sopravvivenza si inserirà la figura di una donna che, con un gesto d’amore, ridarà speranza all’umanità. |
| Il secondo è un adattamento del romanzo di Aldous Huxley, Il Mondo Nuovo da parte di Ridley Scott che in questi giorni sta lavorando sulla sceneggiatura. |
| Trama: Ambientato nell’anno di Ford 632, corrispondente all’anno 2540 della nostra era, il romanzo descrive una società il cui motto è “Comunità, Identità, Stabilità”. A seguito di una devastante guerra di nove anni (iniziata negli anni ‘40), l’intero pianeta viene riunito in un unico Stato, governato da dieci “Coordinatori Mondiali”. La storia è proibita e solo i coordinatori sanno come la presente società sia nata e come fosse in precedenza. |
| Gli esseri umani in questa società sono divisi in caste, ottenute tramite un ritardo controllato dello sviluppo degli embrioni, avvelenati per via chimica o per privazione dell’ossigeno, in modo da influenzarne il futuro sviluppo fisico e intellettivo. Gli esseri umani delle tre caste inferiori sono prodotti per clonazione. |
| Sotto molti aspetti la società del Mondo Nuovo può essere considerata utopica e ideale: l’umanità è finalmente libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, priva di povertà e guerra, permanentemente felice. L’ironia tuttavia è che questa condizione ideale è ottenuta sacrificando le cose che generalmente consideriamo importanti per l’essere umano: la famiglia, l’amore, la diversità culturale, l’arte, la religione, la letteratura, la filosofia e la scienza. In questo senso la società del Mondo Nuovo è una “distopia”, cioè un’utopia negativa. |
7 Ott
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Dopo molto tempo dalla sua uscita riesco a pubblicare una breve recensione di un film che personalmente ho molto atteso, Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo. Diciannove anni dopo Indiana Jones e l’ultima crociata l’eroe con frusta e cappellaccio creato da Lucas e Spielberg ricomincia la sua attività di archeologo. Gli anni sono passati sia per lui che per quelli come me hanno amato questo personaggio fin dalla sua |
| prima apparizione e forse abbiamo perso la capacità di stupirci. Lo ritroviamo nel 1957 nel bel mezzo di un deserto del Sudovest degli Usa mentre la Guerra Fredda domina la scena politica con il terrore del conflitto nucleare e al cinema fanno la loro comparsa gli ‘esseri venuti dallo spazio’. |
| Questa volta quindi i ‘cattivi’ sono i russi e il professor Jones, dopo essere sfuggito alle loro grinfie nella sequenza iniziale, si trova preso di mira dalla CIA la quale non si fida di lui al punto di fargli togliere la cattedra. Indiana è allora pronto per farsi sollecitare da un giovane atteggiato ‘alla Marlon Brando’ e a lanciarsi in una nuova avventura carica di azione e con una nemica implacabile alle calcagna: Irina Spalko, una sensitiva affamata, come ormai è tradizione, di potere. |
| Si nutrivano molte attese e al contempo molti timori per questo quarto episodio della saga troppe volte annunciato e troppe volte rinviato. L’avanzare dell’età del protagonista Harrison Ford non favoriva lieti auspici, ma se devo dirla tutta Harrison Ford è sempre all’altezza della situazione. I miei dubbi rispetto a questo quarto episodio sono legati alla sceneggiatura veramente scarsa. |
| Spielberg riporta sullo schermo la Karen Allen amata rivale de I predatori dell’Arca Perduta facendola portatrice di una notizia destinata a cambiare la vita di Indiana, e fin qui niente da eccepire ma il proseguo della trama è abbastanza scontato e troppo ridondante. |
| Il film comunque vale la pena di una visione, nella mia personale classifica si pone in terza posizione dopo I predatori dell’Arca Perduta e L’ultima Crociata a pari merito del Tempio maledetto. |
7 Ott
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Sono riuscito a vedere dopo qualche mese dalla sua uscita, l’ultima fatica di M. Night Shyamalan, E venne il giorno. Dopo il paranormale Il sesto senso, il fantascientifico The Signs, il fumetto di Unbreakable - Il predestinato, il fantastico The village, il fantasy Lady in the water, il regista si cimenta con un nuovo genere, il terrore. C’è qualcosa nell’aria. Qualcosa di impalpabile e indefinito. |
| Un respiro e si spegne l’istinto di sopravvivenza dell’uomo. In città, sui marciapiedi, nei parchi, sulle strade, la gente si toglie la vita: precipitando da un’impalcatura, sparando un colpo di pistola, pugnalandosi con un fermaglio, lanciandosi sotto un’automobile. |
| E venne il giorno è tutto questo e molto altro ancora. È un film misterioso e perturbante, saturo di colori freddi, carico di tensione sonora e atmosfere livide. Dentro un clima diffuso di inquietudine, Shyamalan esaspera quella forma di allarme emotivo che si ritrova in ogni sua opera e che anche questa volta prende corpo nei personaggi, immersi in un rammarico che li ha separati da un affetto assoluto e cruciale. Padrone “favoloso” di atmosfere, attori e tecniche di gestione della tensione, Shyamalan pone l’accento su un individuo, il professore malinconico e devoto (alla moglie) di Mark Wahlberg, che compie un percorso di emancipazione dentro un mondo che diventa improvvisamente un’entità estranea e ostile. |
| E venne il giorno è costruito sul modello tradizionale del racconto fantastico ottocentesco. Lo spettatore è tenuto per buona parte del racconto in uno stato di accorta indefinibilità, tutto quello che di anormale e di incomprensibile si verifica nel mondo degli uomini è l’effetto di un causa sovrannaturale, irrazionale e scientificamente inverificabile. Il “meraviglioso” è dato proprio dallo stato di sospensione che quella indefinibilità genera nella narrazione stessa. E venne il giorno è un film potente che mette a nudo la solitudine e la paura degli uomini, una distesa di esseri inermi e indifesi in cerca di protezione. Forse è questo il senso del cinema di Mr. Night. L’uomo delle favole. |
4 Ott
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| Vi vorrei segnalare il sito del production diary di My favourite game il primo lungometraggio di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, due giovani registi che rappresentano già un gran bella realtà del cinema di genere. |
| My favourite game viene definito così dai suoi autori: “Dicono sia difficile definire tramite i generi un nostro film. Prendete E:d:e:n…è fantascienza ? Ne siete sicuri ? Dopo averlo visto qualcuno lo ha definito epico…storico… MFG sarà un horror…thriller…action…il tutto condito da venature di subdola critica sociale. No…forse non critica…ma descrizione. Una presa di coscienza, ecco. |
| …Un film sul Soft Air. Per chi non lo sapesse, il Soft Air è uno sport che simula una guerriglia tra due squadre di partecipanti perfettamente attrezzati e travestiti da soldati. A livello di contenuto, MFG si è evoluto molto velocemente. Capimmo subito che il film avrebbe assunto tinte thriller…migrando verso l’horror. Che la storia sarebbe stata sostanzialmente un trip in cui i ragazzi sarebbero impazziti e iniziando a dubitare l’uno dell’altro e forse anche ad uccidersi. Ma era chiaro che serviva una letale minaccia esterna. Il vero pericolo.” |
| Sempre dal sito queste sono le influenze dichiarate: |
| “L’iniziale natura indipendente del film…unita alla nostra volontà di creare anziché clonare qualcosa di già esistente, ci ha portato a “giocare” con il genere. Scrivendo la prima versione della sceneggiatura abbiamo utilizzato certi cliché per ingannare alcune aspettative dello spettatore (veicolabili nel genere horror), e per spiazzare il pubblico senza preavviso. Per cui, anche i teen-horror nel loro complesso hanno contribuito alla creazione di MFG…ma non per emulazione, tutt’altro. |
| Inevitabilmente, ogniqualvolta accenniamo del progetto a qualcuno, ci fanno due nomi sorridendo: ”Predator” e “The Blair Witch Project”. Indubbiamente MFG è figlio di Predator …ma meno di quello che si possa pensare. Il tono del film e parte del messaggio è figlio di Fight Club. Un certo tipo di approccio visivo, in alcuni frangenti, è figlio di The Village, 28 Giorni Dopo e de La Casa, e anche di certe suggestioni che colpiscono occhio e cuore provenienti dal cinema d’Oriente.” |
| Per cui continuate a seguire l’interessante divenire degli eventi, siamo certi che My favourite game sarà un interessante opera prima. |
4 Ott
| Come sottolinea la famosa canzone di Scott McKenzie oggi ci troviamo, digitalmente parlando, a San Francisco California. Quando ero bambino e avevo sette anni andavo matto per una serie tv che si chiamava Sulle strade di San Francisco, con un giovanissimo Michael Douglas e un grande attore di nome Karl Malden, un altro film ambientato in questa città è The Rock con un Sean Connery in gran forma. San Francisco è forse in questo momento la città più creativa tecnologica e dinamica del mondo. |
| La maggior parte delle aziende che operano nel campo informatico sono situate nella zona meridionale di San Francisco, denominata “Silicon Valley” (in italiano “valle del silicio”) proprio per la grande concentrazione di industrie legate ai semiconduttori e ai computer (Google, Microsoft, Apple, Symantec, Sun, Ebay, Intel, AMD, Hewlett-Packard e tanti altri), un’area a forma di V che si estende da San Francisco fino a San Josè per poi risalire fino a Berkeley e Palo alto. Sede anche di importanti realtà dell’arte cinematografica mondiale quali Pixar, Lucasfilm e ILM. |
| Da poco George Lucas ha acquistato, tra le polemiche con i comitati degli ambientalisti, 60mila metri quadri di terra accanto al Letterman Hospital, The Presidio, ex base militare (in cui nel 1988 viene girato Presidio scena di un crimine, bel film con Sean Connery e Meg Ryan). Ha speso 350 milioni di dollari per realizzare il Letterman Digital Arts Center, nuovo quartier generale di LucasFilm, Industrial Light and Magic e LucasArts, tre delle quattro società che possiede e che fino a poche settimane prima erano dislocate nella cittadina di San Rafael e in alcuni sobborghi di Los Angeles. |
| Lucas è anche l’uomo che aveva fondato nel 1979 la prima squadra degli effetti speciali in computer grafica (la scena di terraforming provocata dalla sonda Genesis in Star Trek II, nel 1982) per poi vendere tutto a Steve Jobs sette anni dopo. La società adesso si chiama Pixar, ha sede dall’altro lato del Bay Bridge, a Emeryville, non più di quattro miglia in linea d’aria dal Presidio. |
| L’obiettivo di George Lucas, spiega l’uomo più prezioso per la sua rivoluzione, è ancora più ambizioso di quello che si può immaginare. Cliff Plummer, 42 anni, da cinque anni è il Cto (Chief technology officer) di LucasFilm e delle altre società del regista: progetta, gestisce e migliora tutta la dotazione informatica dell’azienda, il cui cuore pulsante è uno stanzone con i server per creare i fotogrammi ad alta risoluzione della computer grafica. Più di tremila processori Amd Opteron a 64 bit, ai quali si aggiungono le altre mille workstation di Hp che, se non utilizzate dagli artisti digitali, possono lavorare in parallelo con la sala macchine. |
| Plummer è capo-officina dietro questa rivoluzione: «Mentre Hollywood ancora deve scoprire Internet, noi facciamo film a un terzo dei costi, ma soprattutto stiamo cambiando la mente di un’intera generazione di film-maker». L’effetto finale l’ha indicato poco prima degli ultimi Oscar lo stesso Lucas: «Tra venti anni non esisteranno più i blockbuster analogici da 200 milioni di dollari. I film saranno indipendenti, a basso budget e l’industria del cinema sarà completamente diversa». |
| Tutto questo e altro ancora è San Francisco…. |
| San Francisco e Letterman Digital Arts Center: |
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Pixar headquarter: |
3 Ott
| Questa sera su Steel - Premium Gallery sul digitale terrestre andrà in onda Afterville il corto cinematografico diretto da due giovani registi milanesi, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, già autori dei pluripremiati cortometraggi di fantascienza E:d:e:n e The Silver Rope. |
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| Il corto vede nella parte dei protagonisti tre giovani promesse del cinema italiano, Roberto Laureri, Giorgia Wurth e Paolo Giangrasso. Nel cast figura anche David Zed, noto come “Mister Zed” (su CNN, MTV, “Tonight Show” di Jay Leno). Ma soprattutto incuriosirà gli appassionati la presenza dello scrittore Bruce Sterling, che nel film interpreta la parte di uno scienziato. |
30 Set
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Oggi Faramir mi ha segnalato questa interessante pubblicazione, L’Anello e la Croce di Andrea Monda, Rubbettino Editore, di genere Tolkieniano. Il libro si propone esplicitamente di indagare il significato teologico de “Il Signore degli anelli”, cercando di capire chi sono veramente gli hobbit, rispondendo a domande del tipo: e se fossero le nuove figure di eroi che ben si attagliano alle atrocità e ai drammi del XX secolo? E se fossero figure di santi? E se Frodo fosse una figura di Cristo? |
| Monda, professore e giornalista, che ha già pubblicato nel 2002, insieme a Saverio Simonelli, un volume molto bello dal titolo “Tolkien, il signore della fantasia”, è convinto che gli hobbit incarnino “i piccoli che saranno i primi” e gli “umili” del Vangelo ai quali saranno rivelati i segreti del Regno. |
| Per l’autore de “L’anello e la croce” se da una parte “all’interno del romanzo non si trovano elementi espliciti di religiosità”, dall’altra “la storia stessa raccontata da Tolkien, e i suoi significati, rivelano una sostanza non solo religiosa ma squisitamente cristiana e cattolica”. |
| Nell’opera di Tolkien, Monda legge la figura messianica in tre personaggi: Aragorn, il re; Gandalf, il profeta; Frodo (che non per nulla è celibe…), il sacerdote. Quest’ultimo risponde a una missione e obbedisce a una volontà altrui, quella di Gandalf, essendo pronto al sacrificio per salvare gli altri. |
| Per chi fosse interessato a saperne di più su Zenit.it trovate l’intervista completa ad Andrea Monda. Il libro sarà in vendita da Novembre ma è già prenotabile sul sito dell’editore. Ricordo che questi temi per un verso o per l’altro sono già stati affrontati anche da Paolo Gulisano con Tolkien. Il mito e la grazia (Ancora Ed), dalle Edizioni Feeria con Tolkien. Una creatività per il Vangelo e da Passaro-Respinti con Paganesimo e Cristianesimo in Tolkien (Minotauro). |