
Glorfindel (il mio nick) a Montecarlo, vera e propria città del futuro.
Cerco di dare anche io il mio contributo nel riempire il grande mare della comunicazione web 2.0 con questo blog di evasione.
L’evasione del prigioniero
Tolkien, riprendendo Chesterton, afferma che “io non parlo di lampadine elettriche, ma di fulmini”; egli intende richiamare l’attenzione dei propri lettori su qualcosa di più importante e profonde dello meschine grettezze della quotidianità. I critici “confondono, non sempre in buona fede, l’Evasione del Prigioniero con la Fuga del Disertore. Un militante politico avrebbe potuto etichettare allo stesso modo la fuga dalle miserie del Reich del Führer o di qualcun altro, e definire tradimento la critica ad esso… Sembrerebbe anzi che [essi] preferiscano l’acquiescenza del collaborazionista alla resistenza del patriota”.
« …Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”»
(I-XXVI)
Dante Alighieri
Sono da sempre un grande appassionato del genere “fantastico” dal cinema alla letteratura, fin da quando all’età di sette anni vidi per la prima volta Guerre stellari, quel film mi aprì un vero e proprio universo, la fantascienza e la fantasy fuse insieme.
Poi vennero i vari Indiana Jones, Terminator, Aliens, Blade Runner, Highlander, Incontri ravvicinati del terzo tipo fino ad arrivare a Matrix, il sesto senso, 28 giorni dopo, V per vendetta, Donnie Darko, Lost Highway e tanti altri, in tv poi l’ammirazione per Twin Peaks, X-files, Millenium e l’ineguagliabile Lost, con incursioni nel fumetto con X- men della Marvel e Martin Myster di Castelli, i libri di K.Dick, Lovecraft, Poe, Verne, Borges, Conan Doyle, Chesterton, C.S. Lewis, Giovanni Guareschi fino alla hard science fiction di Charles Stross e Greg Egan, le indagini fanta-archeologiche di Peter Kolosimo, i saggi di Gianfranco de Turris e il mio mito il professor J.R.R. Tolkien con il suo Lord of the Rings.