24 Mag
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| Ieri sera la notizia che la mostra “Il Louvre, capolavori e Verona” sarebbe saltata ha incominciato a fare il giro dei telegiornali cittadini. Qualche giorno fa anche io avevo dato notizia dell’evento, sarebbe stata l’occasione anche per me di rivedere alcuni dei capolavori, almeno la metà ad opera di artisti italiani, tra cui Leonardo da Vinci e Botticelli, che avevo già avuto modo di ammirare a Parigi. Opere che per la maggior parte furono saccheggiate da Napoleone per tutta l’Italia e pure qui a Verona e che in realtà se ci fossero giustamente restituite lascerebbero l’importante museo parigino a livello di una mostra amatoriale. Per quanto riguarda i regni italiani, su 506 dipinti solo 258 vennero restituiti; i rimanenti (per la gran parte dallo Stato Pontificio) sono rimasti in Francia, la maggior parte al Louvre. “Non tutti i francesi sono ladri, ma Bonaparte sì”; questa battuta, che circolava in Italia tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, ci dà l’occasione di ripercorrere un noto risvolto delle conquiste militari francesi nell’Europa del tempo. |
| Personalmente sono propenso a credere che la questione abbia delle implicazioni politiche, ai francesi si sa noi Italiani non siamo molto simpatici, al giornale Liberation erano già saltati i nervi quando si era venuto a sapere che ben 140 opere sarebbero state prestate a noi amati cugini Italiani. Il sindaco Tosi è stato coperto di critiche anche se non mi sembra che la precedente giunta comunale abbia portato mostre così importanti in città, almeno lui ci ha provato e non è detto che non ci riesca. |
| In ogni caso appoggio assolutamente il pensiero di Vittorio Sgarbi, “Verona non ha bisogno del Louvre, perchè Verona è dieci volte meglio di Parigi. Ma il fatto che non si faccia non è una danno per la cultura Veronese, era un “effetto speciale” che dava la prova della grandezza di Verona”. |
| Piccola notazione, oggi ho acquistato proprio un libro di Vittorio Sgarbi, Il bene e il bello, Ed. Bompiani, e Diario Clandestino di Giovanni Guaresci, Bur ed. |