lostbooks_logo_180.jpg Durante le ferie, mentre me ne stavo beatamente a prendere il sole, ho avuto modo di riascoltare tutti i favolosi  Lost Books di Faramir (che potete scaricare dalla community di welost) e tra questi il numero 6 e 7 (di cui alcuni argomenti sono stati trattati nell’ultima riunione del Verona Lost Group) sono quelli che secondo me racchiudono i riferimenti e i collegamenti culturali più interessanti. 
Lost si dimostra per l’ennesima volta una grande “avventura” intellettuale, una vera miniera di citazioni, ispirazioni e contenuti inesauribili.
La Sesta puntata di Lost Books contiene un ricco menù di argomenti, alcuni di questi mi stanno particolrmente a cuore, a cominciare dai tre libri spaziali di C.S. Lewis che ho letto anni fa, insieme alle Cronache di Narnia.
La Trilogia spaziale, la prima vera opera fantasy dello scrittore, venne scritta in seguito a una scommessa con l’amico Tolkien. Lewis si impegnò a scrivere tre storie ambientate “lontano nello spazio”, mentre Tolkien doveva scrivere tre storie ambientate “lontano nel tempo”, The Lost Road (La strada perduta) La caduta di Númenor romanzo incompleto, che tenta di collegare al presente gli altri racconti della Terra di Mezzo (il professor Tolkien ha sempre detto che la Terra di Mezzo era il nostro mondo, in una qualche era del passato).
Altro riferimento culturale che mi sta a cuore è il grande personaggio di Sherlock Holmes che lega due mie grandi passioni, la serie tv Star Trek the Next Generations (la mia preferita del filone Trekkiano) con la commuovente Ieri, oggi, domani e La lega degli Straordinari Gentlemen di quel geniaccio di Alan Moore, senza contare X-Men (il mio fumetto Marvel preferito) con quella storia leggendaria che è Giorni di un futuro passato, con i suoi rimandi a Orwell e Dick.
Non avevo mai letto invece Watchmen, inserito nella lista di TIME Magazine dei “100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi“, ma ho rimediato in questi giorni e devo dire che si tratta di un opera imperdibile.
Argomenti trattati:
C. S. Lewis, Lontano dal pianeta silenzioso - Perelandra - Quell`orribile forza
Edgar Allan Poe, Discesa nel Maelstrom
Jack Kerouac, Sulla strada
C. S. Lewis, Il leone, la strega e l`armadio - Il Principe Caspian
Stephen King, Shining
Alan Moore - Dave Gibbons, Watchmen
Alan Moore - Kevin O`Neill, La lega degli Straordinari Gentlemen  - Black Dossier
Arthur Conan Doyle, La valle della paura
Star trek the Next Generation, Ieri, oggi, domani
Chris Claremont - John Byrne - X-Men: Giorni di un futuro passato
Stan Lee - Jack Kirby, I Fantastici Quattro
Philip K. Dick, VALIS
Adolpho Bioy Casares, L`invenzione di Morel
Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5
C. S. Lewis, Lontano dal pianeta silenzioso - Perelandra - Quell`orribile forza
9788845910982.jpeg 0899_r.jpg 962b_2.JPG Protagonista della trilogia è il filologo Elwin Ransom, che viene trasportato sul pianeta Malacandra

e poi su Perelandra (i nomi indigeni che designano i nostri Marte e Venere).
Osservando come la fede in Dio si sviluppi in questi due mondi diversamente dalla Terra (il “pianeta silenzioso”). Quest’opera è stata definita una trilogia fanta-teologica, termine molto adatto visto che i romanzi oltre a vicende narrative contengono digressioni filosofiche sulla teologia.

Edgar Allan Poe, Discesa nel Maelstrom
blackpearlmaelstrom.jpg
Maelstrom da Pirati dei Caraibi: Ai confini del mondo
Questo racconto, che fu scritto da Poe nel 1833, narra di un gruppo di pescatori che incappa con la propria barca in un’improvvisa tempesta al largo delle coste della Norvegia. La barca viene così sbattuta dai flutti del mare in tempesta e trascinata da fortissime correnti verso il centro di un enorme vortice che esiste da sempre in quella zona e che è conosciuto dai marinai come un fenomeno della natura a cui l’Uomo non può sfuggire.
Una volta che per malaugurata sorte ci si trova imprigionati nel vortice il proprio destino è segnato.
Il Poe racconta che questo vortice (con la forma di un cono in rotazione), che ruota velocemente e imprigiona le barche, si apre su un abisso insondabile che si getta verso il centro della terra.
Il racconto di Poe presenta un elemento narrativo molto importante che è il tema dell’abisso che fagocita l’Uomo; la critica ritiene che il tema dell’abisso che stritola l’essere umano tragga origine da problematiche psicologiche di grande importanza per lo scrittore come il senso di angoscia che attanaglia la vita degli esseri umani, le paura dell’Uomo verso l’ignoto e tutto ciò che l’esperienza umana non può razionalizzare.
Tuttavia è importante capire che questo racconto presenta un tema narrativo che ha notevoli riferimenti letterari e scientifici; da un lato si ritiene che sia ispirato alla “Ballata del Vecchio marinaio” del Coleridge e inoltre si ritiene che il Poe sia stato ispirato nella redazione di questo racconto dalla teoria della “Terra cava” di Symmes. esploratore ex militare che propugnò all’inizio dell’800 l’ipotesi che vi siano delle aperture ai poli, transitabili, che permettono di accedere all’interno della Terra e di raggiungerne gli strati più profondi; di conseguenza l’interno della terra sarebbe “abitabile”.
Jack Kerouac, Sulla strada
lost_highway.jpg
copt13.jpg Dean Moriarty e Sal Paradise (trasfigurazioni letterarie di Neal Cassady e Jack Kerouac) si mettono in viaggio, animati da una infinita ansia di vita e di esperienza, sulle interminabili highways dell’America e del Messico. “Sulla strada” ne registra le tappe, le rivelazioni, gli incontri, regalandoci una storia di grande autenticità artistica ed esistenziale.
« Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»
«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare»

Moriarty, come i suoi compagni, ha solo interesse per una vita intensa, fatta di innumerevoli esperienze e desidera conoscere l’immensità del continente nordamericano, il brivido del sesso, della musica jazz, delle accese discussioni con gli amici sotto l’effetto dell’alcool.

Romanzo dell’amicizia e delle difficoltà dell’amore, della ricerca di sé, del desiderio di appartenenza e dell’impossibilità di rinunciare al desiderio e al bisogno di rivolta, narrazione dell’ansia di un andare senza fine che cancelli l’ombra della noia e quella più grande e cupa della morte, Sulla strada da corpo a tutti i grandi miti dell’America.
Ma è anche il romanzo della coscienza dell’oscurità, del silenzio insuperabile, dell’impossibilità della comunicazione, del ritorno ossessivo a cui ogni partire sembra ricondurre. Un’opera che, nei suoi valori compositivi, rivela una solidità di impianto dissimulata dai ritmi tesi e coinvolgenti della prosa di uno dei grandi padri della Beat Generation.
C. S. Lewis, Il leone, la strega e l`armadio - Il Principe Caspian

E’ un romanzo fantasy di C. S. Lewis (grande amico di Tolkien creatore del Signore degli Anelli), pubblicato la prima volta nel 1951. Fu il secondo romanzo scritto da Lewis nella serie delle Le Cronache di Narnia (il quarto della serie rispetto alla sequenza cronologica degli eventi narrati).
Per i quattro fratelli Pevensie sta per ricominciare la scuola. Ma mentre si dirigono verso di essa, vengono richiamati a Narnia.
Giungono nientemeno che alle rovine di Cair Paravel, il castello nel quale avevano regnato nell’Età d’Oro di Narnia, e scoprono così che sono passati più di mille anni dal loro regno. In questo lungo arco di tempo, molta della vecchia magia è scomparsa. Ciò è avvenuto in seguito alla conquista di Narnia da parte dei Telmarini: gli animali parlanti e le creature magiche di quella terra sono stati sterminati e i pochi rimasti sono costretti a vivere nascosti. Ma Caspian, nipote del perfido Re Miraz (un Telmarino e sovrano attuale di Narnia), ascoltando da un suo tutore dei racconti sulla Vecchia Narnia, rimpiange quegli anni, scappa dal castello e cerca di ritrovare, nei boschi, le poche creature rimaste dall’Età d’Oro, e di unirsi ad esse per tentare di riportare quella terra al suo antico splendore.
I quattro Pevensie dovranno aiutare il Principe Caspian a cacciare dal trono re Miraz. Non sarà un’impresa facile, ma con l’aiuto di Aslan, infine, Narnia tornerà ad essere quella che era, e Caspian ne diventerà il Re.
Stephen King, Shining
the-shining-pdvd_008.jpg
Imperdibile film del 1980 diretto dal regista Stanley Kubrick, basato sul romanzo omonimo di Stephen King.
Il quale rielabora in chiave orrifica il topos caro alla letteratura di fantasmi della casa infestata, trasformandola in albergo e mettendo in rapporto con gli avvenimenti soprannaturali che vi si verificano un nucleo familiare composto da una coppia e dal loro unico figlio dotato di poteri paranormali.
normal_4×01cap-0345.jpg
Matthew Abaddon con Hurley all’istituto di Igiene Mentale Santa Rosa.
Abaddon
è “l’Angelo dell’abisso” nella Rivelazione. Questo angelo svolge il compito di Dio nel legare Satana e gettarlo negli Abissi. “Abaddon” significa “distruttore”, o “distruzione” in lingua ebraica. Più precisamente, questo nome deriva dalla parola di origine ebraica “aleph-bet-daled”, che significa “perso” (in inglese “lost”).
senza-nome-12.jpg
Matthew Abaddon assomiglia incredibilmente al cuoco dell’Overlook Hotel, Mr Halloran, che entra in contatto con Danny figlio di Jack e che gli rivela di essere anche lui in possesso della “luccicanza”, sorta di potere tramite il quale le persone che lo padroneggiano possono vedere eventi futuri e passati e comunicare tra loro.
Alan Moore - Dave Gibbons, Watchmen

 Trailer dell’imminente trasposizione cinematografica.
previewwatchmen2.jpg Fumetto culto dell’inglese Alan Moore e disegnata egregiamente dal suo connazionale Dave Gibbons, che non avevo mai avuto il piacere di leggere e che ho trovato molto interessante, miniserie di 12 albi che venne pubblicata in albi mensili dalla DC Comics a partire dal 1986.

Ad oggi rimane l’unica graphic novel ad aver vinto un Premio Hugo (Science Fiction Achievement Award è un premio per lavori di fantascienza e fantasy assegnato ogni anno durante il World Science Fiction Convention, il congresso mondiale degli appassionati di fantascienza) e ad essere inserita nella lista di TIME Magazine dei “100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi“.

Il Dr. Manhattan è quello che più si avvicina al concetto di supereroe, ma sarebbe più giusto dire che lo supera, dati i suoi poteri semi-divini e quasi illimitati. È ispirato a Capitan Atom della Charlton Comics.
Proprio a causa dei suoi poteri il Dr. Manhattan è sempre più distante dall’umanità: la sua capacità di vedere la realtà a livello subatomico fa sì che veda il mondo come una complessa interazione tra particelle elementari, mentre le attività umane gli sembrano astratte e prive di senso. Nel corso degli anni il suo disinteresse per l’umanità cresce sempre più, e vedere le persone che amava invecchiare mentre lui resta eternamente giovane certo non lo aiuta. Un’altra cosa che contribuisce ad alienarlo è che, potendo vedere il futuro, sa che ogni avvenimento - e quindi le azioni di ogni essere vivente, lui compreso - è fissato immutabilmente nel destino: la consapevolezza che il libero arbitrio non esiste non lo abbandona mai.
Alan Moore - Kevin O`Neill, La lega degli Straordinari Gentlemen  - Black Dossier
the_league_of_extraordinary_gentlemen_1280×1024.jpg
thumbnail.jpg Famosissima grafic novel di Alan Moore: un variopinto gruppo di personaggi viene chiamato dall’impero britannico per costituire la famosa Lega degli Straordinari Gentlemen. Mina Murray, Alan Quatermain, Doc. Jekyll e Mr. Hyde, Capitano Nemo e Hawley Griffin (Uomo Invisibile).

La pubblicazione del terzo volume in Italia è atteso a breve, e questa volta si tratta di una storia autoconclusiva la cui narrazione non si svolge in epoca vittoriana ma nel 1958, dopo la caduta del Grande Fratello di 1984 di Orwell. La storia del Dossier nero vede intervenire attraverso le loro opere, vere o presunte, nientemeno che William Shakespeare, HP Lovecraft e Jack Kerouac.

a1moriarty1x.jpg Nei volumi precedenti si vede la comparsa di James Moriarty, personaggio ideato da Arthur Conan Doyle per il ciclo di Sherlock Holmes. Appare nel racconto Il problema finale e viene menzionato anche nel romanzo La valle della paura. Moriarty è un genio del male ed è l’antagonista per eccellenza di Sherlock Holmes: che lo definisce il Napoleone del crimine.
Secondo lo scrittore di fantascienza  Philip J. Farmer, dietro al mortale nemico del detective si cela un altro famoso personaggio letterario, il capitano Nemo di Ventimila leghe sotto i mari di J. Verne.
Arthur Conan Doyle, La valle della paura
ironman18.jpg
Robert Downey Jr l’anno prossimo sarà Sherlock Holmes al cinema.
2172466.jpg La valle della paura (titolo originale The valley of fear) è uno dei più famosi romanzi che vedono come protagonista Sherlock Holmes e il suo acerrimo nemico Professor Moriarty.

Un delitto inspiegabile avviene nel castello della famiglia Douglas. Sherlock Holmes è chiamato a risolvere questo misterioso caso. Grazie alla sua abilità investigativa scopre che il presunto assassinato non è chi tutti credevano ma un nemico di esso. La messa in scena era stata realizzata per far credere agli inseguitori del signor Douglas che egli fosse morto, ma non avevano fatto i conti con lo scaltro Holmes.

Douglas e la moglie, una volta fallita la messa in scena della sua morte, decidono quindi di partire per l’Africa, ma è proprio in questo viaggio che Douglas viene assassinato. Holmes è certo che sia opera del professor Moriarty, di cui lo stesso Holmes racconta all’inizio a un ben poco convinto (e coinvolto) ispettore di Scotland Yard: capo di un’associazione a ragnatela, egli è autore di tutti i delitti irrisolti negli archivi della polizia.
Star trek the Next Generation, Ieri, oggi, domani
tng_fullcast.jpg
Nell’episodio Ieri, oggi, domani, ultimo della serie Deanna e Worf hanno passato una magnifica serata a passeggio sulle spiagge del Mar Nero al suono romantico di una balalaica illuminati dalla luna piena. Lo scenario, ricostruito nell’holodeck, ha dato loro l’occasione di esplorare meglio la loro amicizia e le emozioni che provano l’una per l’altro. Tornando ai loro alloggi incontrano Picard, alzatosi nel cuore della notte con una sensazione incredibile addosso: quella di star saltando avanti e indietro nel tempo tra passato e futuro.
Parlandone con Deanna, Picard si rende conto che la sensazione è così reale che dopo un salto e qualche attimo di confusione il tempo in cui capita sembra perfettamente normale e lui vi si trova a proprio agio. E proprio mentre sta parlando si ritrova più anziano di venticinque anni, sullaTerra , con un cappello di paglia e dei vestiti da contadino, mentre sta curando con attenzione la sua immensa distesa di vigne a Labarre.
Picard causerà la distruzione dell’intero genere umano? Gli ufficiali dell’Enterprise sono riuniti per decidere se credere o meno alle affermazioni di Q. Se l’alieno avesse ragione, bisogna correre ai ripari, ma Picard dovrà agire o smettere di agire del tutto? Forse sbattendo Picard avanti e indietro nel tempo Q sta cercando di dare una mano a trovare il bandolo della matassa.
tng129.jpg Curioso come anche in Star Trek the next Generation si trovino episodi ispirati a Sherlock Holmes, sebbene in un’ambientazione puramente olografica.

In Elementare, caro Data e La nave in bottiglia viene generato dal computer un personaggio in grado di sconfiggere Sherlock Holmes/Data. Il risultato è la concretizzazione olografica di Moriarty, personaggio che diventa autocosciente.
Moriarty è a tutti gli effetti un file che rimane poi bloccato nella memoria del computer dell’Enterprise per quattro anni. Nel 2369 torna proprio nell’episodio La nave in bottiglia e cerca di scappare nel mondo reale, ma senza riuscirci. Viene infatti trasferito in un computer indipendente dove continuerà a vivere in un ambiente virtuale.

Chris Claremont - John Byrne - X-Men: Giorni di un futuro passato
senza-nome-1.jpg
141-1.jpg Questa mini serie in due puntate è, per vari motivi, una storia-simbolo della gestione di Chris Claremont, scrittore unico delle loro avventure per circa 15 anni.
Innanzitutto perché il tema principale è lo scontro tra umani e mutanti, poi perchè vi sono elementi fantascientifici che richiamano Philip K. Dick e Orwell e per ultimo perché quello che emerge è l’umanità e l’introspezione di questi eroi emarginati.

Questa è stata per anni l’arma vincente di Claremont: formare un supergruppo di persone, ognuna con un carattere ben definito ma in costante evoluzione. E, stilisticamente, questo ‘penetrare nelle menti dei personaggi’ viene reso con un frequentissimo uso di corpose didascalie e fumetti di pensiero, che fanno sì che il lettore conosca talmente bene i personaggi che non possa fare a meno di appassionarsi.

Imperdibile davvero, era da qualche anno che non mi capitava di rileggere questa pietra miliare, una vera e propria vetta della letteratura fumettistica.
Trama:
Anno 2013, per i mutanti non c’è più scampo. La guerra civile dichiarata dagli umani ha sterminato ogni essere che mostrasse alcun tipo di “sovranormalità”. L’esercito delle sentinelle ha ucciso ogni membro degli X-Men, solo quattro i superstiti: Wolverine, Colosso, Tempesta e Katherine Pryde.
Ora le sentinelle minacciano di attuare la loro politica al di fuori del confine americano scatenando una nuova guerra mondiale. Cambiare il destino del mondo è possibile solo evitando l’omicidio del Senatore Kelly, morto nel 1980 per mano della confraternita mutante guidata da Mystica, in un viaggio temporale che trasporta la mente dell’adulta Katherine Pryde negli anni della sua giovinezza.
Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)