termi.jpg E’ fuori discussione che nell’estenuante attesa di risalire sull’isola di Lost (a febbraio dell’anno prossimo) ognuno di noi cerchi di impiegare parte del poco tempo libero nel miglior modo possibile.

Il sottoscritto ad esempio (come anche Faramir) si sta appassionando a due serial tv che per un verso o per l’altro ricadono in argomento “singolarità“.

Il primo è il già citato Battlestar Galactica la migliore space opera che abbia mai avuto la fortuna di vedere, entusiasmante davvero. La seconda è Terminator: The Sarah Connor Chronicles, la cui seconda stagione è ripartita in USA da pochi giorni.
In entrambi i casi abbiamo dei nemici veramente singolari, sia i Cylon che i vari modelli di Terminator sono robot che si sono ribellati ai loro creatori (come in Matrix).
Nell’ultima puntata di Terminator: The Sarah Connor Chronicles, Samson & Delilah, vediamo addirittura l’apparizione di un modello T 1001, quello di Terminator 2 per intenderci, capace di assumere qualsiasi forma. Tale Catherine Weaver, CEO della ZeiraCorp, azienda informatica che attraverso l’acquisizione di un software (denominato il turco, come la prima macchina con sembianze umane creata nel 1769 dal Barone Wolfgang Von Kempelen nel 1700) sviluppato per giocare a scacchi, ma talmente potente da evolversi fino ad ottenere una sorta di autocoscienza, lo porterà a diventare nel giro di pochi anni il famigerato Skynet, sempre che i nostri eroi non lo fermino prima.
La domanda che mi faccio è “Quanto tempo impiegheranno le macchine a prendere autoscienza?”, perchè, vale la pena di rammentarlo, esistono già sistemi che si avvicinano allo Skynet televisivo, un esempio è HECToR, acronimo di «High-end computing terascale resources».
Il sistema, che vanta una capacità di elaborazione equivalente a 12.000 sistemi desktop, si trova presso l’Advanced Computing Facility (ACF) dell’Università di Edimburgo e opererà per sei anni.
Come altri sistemi simili presenti in tutto il mondo, HECToR sosterrà la ricerca degli scienziati, fornendo complesse simulazioni elettroniche che consentiranno di prevedere l’impatto del cambiamento climatico, studiare le fluttuazioni delle correnti oceaniche e la diffusione delle epidemie, nonché sviluppare nuovi materiali e farmaci.
In sintesi, i suoi obiettivi sono:
* fornire un servizio di prim’ordine a livello mondiale per la ricerca accademica svolta nel Regno Unito;
* sostenere lo sviluppo di tecnologie computazionali innovative;
* incoraggiare l’industria e il commercio ad utilizzare in modo efficace il calcolo ad alte prestazioni;
* collaborare con i colleghi europei e di tutto il mondo.
hector-supercomputer.jpg
Secondo il Consiglio nazionale delle ricerche per le scienze fisiche e ingegneristiche (EPSRC), HECToR - un sistema Cray XT4 del valore di 113 Mio GBP (151 Mio EUR) - è il supercomputer più avanzato del Regno Unito e uno dei più grandi e avanzati supercomputer europei. È di quattro volte più veloce rispetto al suo predecessore ed è in grado di effettuare 63 teraflop (cioè 63mila miliardi di istruzioni al secondo), il che equivale a una capacità di elaborazione che l’umanità raggiungerebbe se ogni persona sul nostro pianeta fosse in grado di effettuare contemporaneamente 10.000 calcoli al secondo.
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