Vorrei segnalare due film che si preannunciano molto interessanti, il primo è stato presentato a Cannes quest’anno ma in italia uscirà l’anno prossimo, il regista è Fernando Meirelles ed è tratto da un romanzo di José Saramago, Blindeness - Cecità (Einaudi).
La repressione ottusa di chi detiene il potere, la ferocia inaudita e barbara dello stato di necessità, l’abbrutimento primitivo dell’involuzione umana. Tra Orwell e Golding, Cecità possiede la potenza visiva di 1984  (o fahrenheit 451) e l’istintuale climax del Signore delle mosche.
saramago2.jpg In una città qualunque, di un Paese qualunque, un automobilista è fermo al semaforo, in attesa del verde, quando si accorge di perdere la vista. All’inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è così. Gli viene diagnosticata una malattia sconosciuta: un “mal bianco” che avvolge le vittime in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l’inizio di un’epidemia che colpisce progressivamente tutta la città e l’intero Paese…
Il secondo è un adattamento del romanzo di Aldous Huxley, Il Mondo Nuovo da parte di Ridley Scott che in questi giorni sta lavorando sulla sceneggiatura.
Trama:
Ambientato nell’anno di Ford 632, corrispondente all’anno 2540 della nostra era, il romanzo descrive una società il cui motto è “Comunità, Identità, Stabilità”. A seguito di una devastante guerra di nove anni (iniziata negli anni ‘40), l’intero pianeta viene riunito in un unico Stato, governato da dieci “Coordinatori Mondiali”. La storia è proibita e solo i coordinatori sanno come la presente società sia nata e come fosse in precedenza.
Gli esseri umani in questa società sono divisi in caste, ottenute tramite un ritardo controllato dello sviluppo degli embrioni, avvelenati per via chimica o per privazione dell’ossigeno, in modo da influenzarne il futuro sviluppo fisico e intellettivo. Gli esseri umani delle tre caste inferiori sono prodotti per clonazione.
Sotto molti aspetti la società del Mondo Nuovo può essere considerata utopica e ideale: l’umanità è finalmente libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, priva di povertà e guerra, permanentemente felice. L’ironia tuttavia è che questa condizione ideale è ottenuta sacrificando le cose che generalmente consideriamo importanti per l’essere umano: la famiglia, l’amore, la diversità culturale, l’arte, la religione, la letteratura, la filosofia e la scienza. In questo senso la società del Mondo Nuovo è una “distopia”, cioè un’utopia negativa.