24 Nov
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| Un team integrato e di altissimo livello di ricercatori di Big Blue e di scienziati di cinque importanti università è stato messo in piedi da Ibm per creare un sistema di computer che simuli ed emuli il cervello umano. |
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Spiega Dharmendra Modha, responsabile del progetto: “La mente ha la straordinaria capacità di integrare informazioni del mondo esterno attraverso i sensi e senza particolare dispendio di energie può creare le categorie di tempo e spazio, e metterle in relazione tra loro. Al momento non esistono computer che possano anche solo lontanamente avvicinarsi a queste facoltà. Noi riverseremo in una macchina la struttura, la dinamica e il comportamento del cervello”
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L’anno scorso Modha ha guidato un team di ricercatori che, utilizzando il supercomputer BlueGene, hanno simulato il comportamento di un cervello di un topo con 55 milioni di neuroni e circa 500 miliardi di sinapsi. “Ma per dare vita a qualcosa che simuli un cervello umano - dice il responsabile del progetto - è necessario ricorrere alla nanotecnologia, l’unica tecnologia in grado di produrre la densità di neuroni e sinapsi presenti nel cervello, che si aggirano attorno ai 10 miliardi per centimetro quadrato”. Ma ora si tratta di sviluppare un sistema non in grado di risolvere un semplice problema ma di affrontarne diversi insieme.
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| In altre parole IBM sta cercando di rivoluzionare il modo in cui sono stati fatti i computer per oltre la metà di un secolo rompendo “il paradigma di macchina programmabile convenzionale”. Vuole farlo prendendo a modello il cervello - soprattutto “il basso consumo energetico e le dimensioni ridotte” - e usare “dispositivi in nanoscala” per ricreare le sinapsi e i neuroni. Un cervello che però non ha bisogno neanche di una pausa. |
| IBM e i partner coinvolti hanno ricevuto un finanziamento di 4,9 milioni di dollari dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) per la prima fase dell’iniziativa SyNAPSE (Systems of Neuromorphic Adaptive Plastic Scalable Electronics). |
| Josephine Cheng, vice presidente del Almaden Research Centre di IBM a San Jose ha dichiarato che il “cognitive computing” di Big Blue aiuterà a definire il futuro dell’informatica, lavorando nei campi della “sinaptronica, scienza dei materiali, circuiti neuromorfi, simulazioni con supercomputing e ambienti virtuali”. L’obiettivo a lungo termine è “realizzare computer cognitivi compatti, a basso consumo, che si avvicinino all’intelligenza dei mammiferi”. |
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