30 Nov
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| Se mi chiedessero qual’è l’artista che più di ogni altro in questo momento ammiro di più nel campo delle arti visive, farei due nomi, Alan Lee e John Howe. Howe canadese di nascita ma svizzero d’adozione, è un nome molto noto agli appassionati di illustrazione fantasy. Attivo da anni, si è formato uno stile personale che rende i suoi lavori immediatamente riconoscibili, dotati di un’innegabile carattere e qualità pittorica. Uno stile netto, deciso, che unisce tinte luminose, con una tavolozza di colori molto ampia, a linee decise, nette, e un certo amore per le sfumature cupe. |
| Spesso i suoi lavori rappresentano giornate di sole, animali fantastici, ambienti sognanti e personaggi maestosi…con qualcosa di oscuro. Lasciano la sensazione che ci sia qualcosa che non va, sotto la superficie, e ci ricordano che il fantastico è spesso declinato in chiave oscura. |
| Prevalentemente è conosciuto per le sue illustrazioni riguardanti Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien; per questo è stato chiamato da Peter Jackson, insieme ad Alan Lee, per prendere parte alla realizzazione visiva del film sul famoso romanzo in qualità di visual designer. Oltre al Signore degli Anelli, Howe ha tratto ispirazione anche da altre opere di Tolkien quali, ad esempio, Lo Hobbit e Il Silmarillion. La sua produzione riguarda però anche altri panorami, quali tavole sulla leggenda Anglosassone di Beowulf, o il racconto Robin HOBB. Ultimamente ha preso parte alla realizzazione del film Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio. |
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