27 Ott
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“O“ di Damien Rice, 1994. Ritengo che Damien Rice sia in questo momento il meglio che la musica proveniente dall’Irlanda possa esprimere (al suo fianco c’è la splendida voce di Lisa Hannigan che da poco ha intrapreso la carriera solistica) insieme ai Frames di Glen Hansard, “O“ è un disco praticamente perfetto. |
| L’entusiasmo della critica, prima quella irlandese poi quella europea, non è infondato. Nativo d’Irlanda, Damien Rice è un personaggio atipico nel panorama musicale internazionale, basti pensare che questo disco fu registrato e pubblicato oltremanica ben due anni prima del 2004, riscotendo successo lentamente, come lenti sono i suoni ivi contenuti, sino a raggiungere la meritata notorietà. Persona schiva e lontana dall’egocentrica estetica rock, Rice in passato (compone e suona dall’età di tredici anni) si era ritratto a un passo dalla fama, abbandonando il gruppo in cui suonava (i Juniper poi Bellx1) poco prima di siglare il contratto discografico, preferendo comporre per sé, in ambiente casalingo, senza la pressione esercitata dalla casa discografica. |
| O” è stato registrato in questo modo, progetto generato da un’urgenza artistica tutta personale e originale, insieme alla sua compagna Lisa Hannigan (fantastica seconda voce). Il risultato è un album “sognante ed evocativo” nella sua immediatezza, i cui fruscii ne enfatizzano la sincerità, il desiderio di mettere a nudo la propria anima grazie a una straordinaria capacità compositiva e interpretativa. L’apparato strumentale è quasi folk: la chitarra acustica domina tessendo docili trame dolci-amare, basso e violoncello costruiscono il soffice tappeto su cui muoversi piano e in punta di piedi, qualche altro elemento (violino, piano, clarinetto, chitarra elettrica) arricchisce la tavola cromatica dell’opera. E poi la voce, così prostrata eppur sognante, lieve ma decisa, triste ma empia di speranza. |
| Le perle contenute nell’album sono colonne sonore per notti insonni cariche di struggenti ricordi romantici (”Amie”, “the Blowers Daughter”) o per piovose giornate in attesa del primo raggio di sole (”Cold Water”). Ma non solo. C’è spazio anche per la rabbia e la ribellione con chitarre non proprio limpide e arrangiamenti che possono spiazzare (”I remember”, “Cheers Darlin”). L’album parrebbe chiuso dalla sontuosa “Eskimo” che avvolge la tristezza di Damien con archi e con la voce di un soprano. Parrebbe…ma non spegnete il lettore, Lisa Hannigan rivisita addirittura la popolare “Silent Night” stupendo con la sua angelica voce. Questi piccoli capolavori meritano solo l’ascolto attento. |
| Tracklist 1. Delicate (5:11) 2. Volcano (4:37) 3. The Blower’s Daughter (4:43) 4. Cannonball (5:09) 5. Older Chests (4:45) 6. Amie (4:35) 7. Cheers Darlin’ (5:49) 8. Cold Water (4:58) 9. I Remember (5:30) 10. Eskimo (15:58) —. Prague (hidden track) —. Silent Night (hidden track) |