lostbooks_logo_180.jpg Nuova e come sempre molto interessante puntata dei Lost Books di Faramir incentrata su The Myth of Lost: Solving the Mysteries and Understanding the Wisdom, nuovo libro uscito negli USA che si propone di analizzare Lost e di rispondere ad alcune domande cui, da 5 stagioni, cerchiamo di dare risposta.
Oltre a presentarci alcune dettagliate teorie che risolvono quasi tutte le questioni in sospeso, Marc Oromaner, autore del libro, cerca di far capire ai lettori come la saggezza di Lost possa migliorare le loro vite.
Il primo capitolo del libro, in particolare, è dedicato alla comparazione di Lost con alter pietre miliari del piccolo e grande schermo, tra cui Star Wars, Matrix e Heroes, ma soprattutto ci spiega come mai si può dire che Dio e la religione siano le ‘linee guida’ di questi film/serie tv.
Può uno show fornirci uno sguardo sul significato delle nostre vite? ‘The Myth of Lost’ fornisce un’affascinante soluzione ai misteri della serie, e ci spiega come questa contiene una saggezza che può essere usata nella vita reale.
“Dalle ‘voci’ agli orsi polari, dal fumo nero agli onnipresenti numeri, Lost ci ha posto molte domande senza fornire risposta. Usando temi e personaggi dello show, Marc Oromaner fa i conti con la complessità della serie, e fornisce una semplice, quanto appagante, soluzione. Secondo il mito di Lost, il mondo in cui viviamo è una illusoria terra delle meraviglie, creata per sfidarci a raggiungere nuove vette. Oltre a fornire esempi intriganti, Oromaner ci spiega come il mito di Lost può aiutarci a trovare gli indizi della nostra vita, e a risolvere le situazioni complicate”.
“Molti di noi si saranno ‘persi’ in alcuni momenti della nostra vita, ma Oromaner ci spiega come tutti siamo connessi, come possiamo migliorarci, e come aiutare gli altri a fare lo stesso. Oltre a decifrare i misteri della serie, The Myth of Lost ci introduce quindi ad un nuovo modo di pensare, e ci mostra come possiamo essere padroni del nostro destino”.
Interessante il fatto conclusivo che Faramir e Marc Oromaner nello stesso periodo abbiano sviluppato una simile teoria interpretative del serial e da ciò il riferimento a In acque profonde - Meditazione e Creatività (atching the Big Fish: Meditation, Consciousness, and Creativity) di David Lynch nel quale afferma “Le idee sono simili a pesci.
Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell’acqua bassa. Se invece vuoi prendere il pesce grosso, devi scendere in acque profonde. Laggiù i pesci sono più forti, più puri. Sono enormi ed astratti. Davvero stupendi.”
Ma anche a L’ eroe dai mille volti di Joseph Campbell, Guanda nel quale approfondisce la struttura del mito a uso di scrittori di narrativa e cinema. Sintetizzando, si potrebbe dire che la sua tesi sia che la quasi totalità delle storie moderne siano in realtà il rifacimento della stessa storia. Gli archetipi sono diversi dagli stereotipi, sono funzioni, non sono ruoli rigidi, hanno a che fare con l’inconscio collettivo che teorizzava Jung. Da qui l’analisi in personaggi funzione. Vogler, nel Viaggio dell’eroe ha analizzato centinaia di film trovando delle strutture ripetitive ricorrenti. Possono essere personaggi positivi e negativi, fisici o metaforici, persone o oggetti. Un personaggio può rappresentare in sé più di una funzione: L’eroe, il mentore, il Guardiano della soglia, il messaggero, il mutaforme, l’ombra e l’imbroglione.
Piccola notazione, Faramir ha iniziato a scrivere sulla lavagna di Faraday, credo valga decisamente la pena seguire gli aggiornamenti a questo blog.
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