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Guerre stellari è stato il film che all’età di sette anni mi ha catapultato in un mondo di avventurosa fantasy mai visti prima. L’aver scelto come introduzione a questo mio intervento un immagine di Obi Wan Kenobi e Luke Skywalker dal capolavoro di George Lucas non è certo un caso.
Il perchè è presto detto, i libri che vi vorrei segnalare questa settimana ruotano intorno alla figura dell’eroe; il primo è decisamente un capolavoro di Antropologia, il secondo è stato scritto ispirandosi deliberatamente al primo, il terzo libro riprende elementi del secondo ma anche del primo ed un opera imprescindibile per ogni sceneggiatore.
eroe1.jpg L’eroe dai mille volti, di Joseph Campbel, Guanda editore. Campbel, grande studioso autodidatta, ha fatto legami molto interessanti tra lo studio della mitologia comparata e la psicologia. Si è ispirato a Carl Gustav Jung, che credeva nell’esistenza di archetipi nell’inconscio collettivo. Questi archetipi condividono la struttura della maggior parte dei miti di tutte le culture del mondo. Questa struttura può essere, ad esempio, quella del “Mito dell’Eroe”, presente in varie culture.
La vita dell’Eroe, a grandi linee, passa quasi sempre da questi stadi:

  • nascita misteriosa;
  • relazione complicata col padre (orfano, padre cattivo, ecc.),
  • ritiro dalla società, apprendimento di una lezione (molte volte aiutato da una guida soprannaturale),
  • ritorno alla società e trasferimento dei suoi apprendimenti in quella società, molte volte grazie ad un’arma che solo lui/lei può usare
  Questa struttura può essere trovata in vari miti religiosi e non ma anche nelle maggiori saghe cinematografiche e letterarie: ad esempio il Re Artù, Il Signore degli Anelli di Tolkien, Guerre stellari di Lucas, Braveheart di Gibson, Dune di Herbert, Matrix dei fratelli Wachowsky e altri ancora.
  George Lucas, sul libro di Joseph Campbell: “Non sapevo cosa stavo facendo a quel tempo (scrivendo Star Wars). Iniziai a lavorarci su, a fare ricerca, a scriverlo, e un anno passò. Scrissi molte bozze di questo lavoro e a un certo punto incappai ne L’eroe dai mille volti. Era la prima volta che iniziai davvero a mettere a fuoco il progetto. Una volta letto il libro dissi a me stesso: “è questo il genere di mito che stavo cercando di descrivere, è lui”. […] Fu L’eroe dai mille volti che mi fece orientare in quelle 500 pagine di storia per capire quale dovesse essere la trama, quale la conclusione, quale il “focus”, quale il dispiegarsi della storia complessiva. Era tutto là; ed era là da migliaia di anni, come il prof. Campbell aveva spiegato. E mi dissi: “ci siamo”. […] È possibile che se non mi fossi imbattuto in quel libro starei ancora scrivendo Star Wars”.
m-001.jpg Il viaggio dell’eroe, Chris Vogler, Audino Editore. Il film e la fiction tv raccontano storie. Le narrazioni più coinvolgenti, quelle che, a seconda dei casi, ci tengono incollati allo schermo col fiato sospeso o ci lavorano dentro per riemergere alla mente nelle ore o nei giorni successivi, sono quasi sempre riconducibili agli antichi miti. Forse perché, come ha scritto Jung, se il sogno è il mito individuale, i miti rappresentano i sogni collettivi dell’umanità. E il grande cinema è anch’esso sogno collettivo. Questo libro tenta di analizzare la figura del protagonista del film, con le stesse categorie con cui lo studioso americano Joseph Campbell, analizza l’eroe mitico e il suo percorso avventuroso. Ma non si tratta in questo caso di un saggio antropologico o sociologico, bensì di una guida all’analisi della struttura fondante della sceneggiatura. Infatti l’eroe mitico è la metafora del protagonista di qualsiasi film in cui il personaggio principale compia nel racconto per immagini un percorso che lo porti alla fine della storia a conquistare una nuova consapevolezza. La struttura di questo viaggio, le stazioni di questo procedere, le figure ed i passaggi che porteranno l’eroe a compiere un tragitto “iniziatico”, tutto questo viene spiegato nel libro con riferimenti continui a sequenze di grandi film. Un testo che nasce da una rielaborazione narratologica che parte da Aristotele e la sua “Poetica” e, passando per Freud e Jung, Lucas e Spielberg, torna a noi.
830409.jpg La sceneggiatura, i film sulla carta, di Syd Field, Lupetti Editore. Esistono, nei percorsi di scrittura di un romanzo o di un testo letterario, delle frasi precise per dare corpo ed espressione a un’idea. Il processo creativo, nel caso della sceneggiatura è identico, solo la forma è diversa. Questo manuale insegna a definire l’idea di base; a creare la struttura e il paradigma entro cui si svolgerà la narrazione; a dar vita ai personaggi e alle dinamiche visive della caratterizzazione; a scrivere i dialoghi. Affiancati da indicazioni precise, sono raccolti alla fine di ogni capitolo, degli esercizi che consentono di verificare quanto si è appreso. Un libro studiato e strutturato come un work-shop che permette di sviluppare il metodo migliore per scrivere una sceneggiatura cinematografica, di fiction televisiva e anche di uno spot pubblicitario. L’obiettivo non è quello di insegnare “come” scrivere ma, secondo una caratteristica propria dei manuali americani, con una buona dose di pragmatismo, “che cosa fare”, quali tecniche utilizzare, come impostare il lavoro, chiarire e definire fino ai dettagli in quale direzione muoversi.