| Il film è ambientato in un mondo abitato da umani e creature soprannaturali e diviso in quattro nazioni: le tribù dell’acqua, il regno della terra, i nomadi dell’aria e la nazione del fuoco. Ogni nazione ha un ordine di uomini e donne (i Dominatori) che sono capaci di dominare un elemento (nell’ordine acqua, terra, aria e fuoco) attraverso le arti marziali e il misticismo. Vi è poi l’incarnazione dello spirito del Pianeta, l’Avatar, capace di dominare tutti e quattro gli elementi, che si reincarna di volta in volta in un neonato di una delle quattro nazioni e mantiene l’equilibrio tra esse. La storia segue le avventure dell’ultimo Avatar, di nome Aang, e dei suoi amici, che tentano di salvare il mondo dalla prepotenza della nazione del fuoco. |
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Il sesto senso - Thriller paranormale, pellicola dai toni cupi e dai risvolti inquietanti che risulta da subito coinvolgente. Il film scorre fluido anche se caratterizzato da un ritmo prevalentemente calmo, che dà in compenso notevole efficacia e risalto ai momenti di maggior tensione.
Un ispirato Bruce Willis interpreta un famoso psichiatra infantile che in un momento difficile della propria vita fa amicizia con un bambino che sembra avere dei problemi. Presosi a cuore il caso del suo piccolo amico, l’uomo riesce a entrarvi in confidenza e a scoprire che è disturbato da visioni: il piccolo asserisce infatti di poter vedere la gente morta. In una escalation di rivelazioni dove anche le certezze più salde potranno venire meno, il regista regala allo spettatore brividi d’autore senza bisogno di ricorrere a esagerazioni sceniche, giocando con maestria sul filo della suggestione. Si ricompongono così di colpo i tasselli, distribuiti gradualmente, di un sorprendente mosaico. |
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Unbreakable - Il predestinato - Una chiave thriller e una mistica nel nuovo racconto di Shyamalan, che non poteva non percorrere una strada simile a quella del precedente Sesto senso. Per cominciare Bruce Willis: non è un fantasma ma l’unico sopravvissuto di un disatro ferroviario. E poi la new entry Samuel L. Jackson nella parte di un uomo malato, fragile non solo nel fisico: secondo lui, il sopravvissuto possiede doti misteriose, e sovrumane. Si tratta di prenderne coscienza. Alla fine i nodi si sciolgono, il sipario si apre e la verità , insospettabile, emerge. Jackson non era poi così fragile. Come sempre accade il numero due non è all’altezza dell’originale. Qualche buona tensione compromessa da un ritmo troppo lento. |
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Signs - Il reverendo Graham Hess vive a Bucks County in Pennsylvania con i suoi due figlioletti e il fratello un po’ svanito. Sua moglie è morta in un incidente e da quel momento l’uomo ha perso la fede. Un giorno scopre degli ampi cerchi tracciati nei campi intorno alla sua fattoria. Il fenomeno si manifesta anche in India e, successivamente, in tutto il mondo. E’ opera di alieni particolarmente pericolosi e abili nel non farsi individuare. Qualcuno di loro si muove anche nei pressi della fattoria. Guardate i ‘segni’ che costellano gli ultimi minuti del film e provate a chiedervi se parte del successo del film negli Usa non sia dovuta anche al fatto che questo è il primo, vero manifesto cinematografico americano del dopo 11 settembre. Dire di più rovinerebbe la sorpresa. |
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The village - Thriller è ben girato e suggestivo. Gli abitanti di un villaggio simil-luterano immerso nei boschi vivono in armonia con la natura isolati dal resto del mondo. Non per tutti l’isolamento è una scelta, in quanto da tempi immemorabili l’ingresso nei boschi, popolati da misteriose creature, è vietato. Il giovane Lucius, insofferente verso una tale imposizione, sfiderà il divieto e risveglierà i tanto temuti esseri silvani.
La platea ha sempre più bisogno di eroi… “La vita sta diventando pazza, si dimenticano le cose semplici. In fondo, il mio è un film sul potere dell’amore. Credo che il cinema possa aiutare a ricercare temi universali. Un esperto di “utopistiche comunità ”, un professore di Princeton, mi ha aiutato. E le parole che emergevano dall’analisi di questa comunità erano paura, amore, innocenza. Dopo l’11 Settembre le paure sono esplose, sono spesso senza volto e i politici promettono di sconfiggerle. Ma è altrove che dobbiamo cercare la percezione di un mondo che probabilmente abbiamo dimenticato”. |
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Lady in the water - Il film di Shyamalan pretende un atto di fede. Se non credete alle fiabe, se siete cinici prima ancora che scettici o se credete, come Mr. Farber, il critico letterario e cinematografico del condominio, che tutto sia stato già raccontato e nel mondo non ci sia spazio per l’originalità e l’incanto, lasciate stare. Se invece avete bisogno di credere in fatti inverosimili, in creature fantastiche e siete disposti ad aiutarle nella loro nobile impresa di salvare il mondo, allora tuffatevi nella piscina del Cove, perché Lady in the water è una fiaba straordinaria. Il film del regista, congedato dalla Disney e accolto dalla Warner, è un’opera metalinguistica. Story, la protagonista, è la storia che si rivela mentre si racconta. Fuori dall’acqua S/story annuncia il suo scopo e i meccanismi narrativi da mettere in atto per raggiungerlo, i personaggi e i ruoli funzionali alla riuscita dell’impresa, al ristabilimento della situazione di equilibrio iniziale e alla sconfitta dell’antagonista che in una fiaba è sempre cattivo. |
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E venne il giorno - L’uomo delle favole gira un film potente che mette a nudo la solitudine e la paura degli uomini, È un film misterioso e perturbante, saturo di colori freddi, carico di tensione sonora e atmosfere livide. Dentro un clima diffuso di inquietudine, Shyamalan esaspera quella forma di allarme emotivo che si ritrova in ogni sua opera e che anche questa volta prende corpo nei personaggi, immersi in un rammarico che li ha separati da un affetto assoluto e cruciale. Padrone “favoloso” di atmosfere, attori e tecniche di gestione della tensione, Shyamalan pone l’accento su un individuo, il professore malinconico e devoto (alla moglie) di Mark Wahlberg, che compie un percorso di emancipazione dentro un mondo che diventa improvvisamente un’entità estranea e ostile. Contro l’ipotesi comunitaria, che quando è introdotta si distingue per un carattere negativo e privativo (Signs e The village), il regista delle favole oppone un soggetto mosso dall’impulso di fare corpo a sé. Così il protagonista di E venne il giorno si allontana dalle masse, dal gruppo e dalle persone, per costituire con la moglie e la piccola Jess, orfana dei genitori, un’altra embrionale società in cui ritrovare quello che si è perso (un’illuminata età dell’oro dove gli esseri umani e le creature vivevano in pace) e condividere un dono (l’amore). |
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