7 Nov
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All’interno del parco della laguna di Venezia, ritrovo di rondini e aironi, si trova un luogo decisamente misterioso e magico, l’isola di Torcello, da Venezia si prende il vaporetto alla vecchia dogana, la penisola dopo Jesolo e il viaggio dura solo un quarto d’ora. |
| L’isola è molto bella e anche Hemingway subì il suo fascino quando nell’inverno del 1948 la scelse come rifugio, alloggiato nella locanda Cipriani, per scrivere il crepuscolare e discusso romanzo “Di là dal fiume tra gli alberi”. I canali che la costeggiano e la percorrono hanno nei secoli alimentato leggende di sirene poichè a pelo d’acqua sgorgano miriadi di misteriose bollicine, nella realtà il sottosuolo è ricco di gas che fuoriesce in questa maniera. |
| All’attracco del vaporetto si scorge sulla sinistra una vecchia casa che da sul canale: è la Casa dei Borgognoni, anni fa sacrestia di una antica chiesa. Le persone che vi abitavano fino a qualche anno fa dicevano di sentire i passi e i respiri del fantasma di un frate, che nel Seicento qui era morto a causa di un’esplosione. |
| Una volta arrivati si prosegue a piedi fino alla Piazzetta della Basilica dalle imposte di pietra. Al centro, tra i resti archeologici, risalta il trono di Attila, un soglio di marmo che la leggenda vuole sia del re unno. |
| Di fronte al trono, che sembra in realtà sia stato usato in antichità dai tribuni dell’isola per amministrare la giustizia, sta sulla destra la Chiesa di Santa Fosca, dell’XI secolo, accanto si erge la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, fondata addirittura nel 639, all’epoca dell’imperatore Eraclio e li vicino si trova il Ponte del Diavolo, famoso per una leggenda: |
| Durante l’occupazione austriaca, una fanciulla veneziana si innamorò di un ufficiale di quell’esercito. La famiglia di lei ne fu contrariata, tanto che il giovane, un giorno, fu trovato pugnalato. La ragazza da quel giorno, non mangiò più, deperì, si disperò talmente tanto da chiedere aiuto ad una maga. Questa si rivolse ad un demone, che promise di fare tornare il ragazzo dall’aldilà e farlo incontrare con l’innamorata. In cambio chiese le anime di sette bambini morti precocemente. Si stipulò il contratto, si trovò il luogo adatto all’incontro, un arco di pietra sopra un corso d’acqua, il ponte di Torcello per l’appunto. Si fissò una data, il 24 dicembre, quando le forze del bene erano affaccendate altrove… La ragazza e la maga si presentarono all’appuntamento e trovarono puntuali, al di là della riva, Belzebù e il giovane austriaco. La giovane attraversò il ponte, raggiunse l’amato e scomparve nella notte con lui, verso un luogo dove nessuno li avrebbe più separati. Il diavolo e la strega si dettero appuntamento di lì a sette notti, affinché la vecchia consegnasse le anime dei sette bimbi come pattuito. Ma qualcosa andò storto, la maga perì in quei giorni e il demone aspettò inutilmente quella notte, e tutte le notti di tutti gli anni seguenti. Da quel giorno, la vigilia di Natale, accade di vedere un gatto nero ritto su quel ponte: è il diavolo che aspetta la strega con le anime pattuite. |