11 Nov
![]() |
Anni fa era mio dirinpettaio un Colonnello dell’Aviazione Italiana che aveva operato per anni in oriente e complice il fatto che aveva una figlia mia coetanea molto carina frequentavo assiduamente la sua abitazione. Negli anni che aveva passato in Giappone (per via del suo lavoro nella NATO) aveva avuto modo di imparare da alcuni maestri la raffinata arte dell’AIKIDO (tecnica di combattimento propria dei gentiluomini) e me ne aveva insegnato i rudimenti, nel corso degli anni ho letto vari libri allargando il mio interesse per la vita dei Samurai. Negli anni ho continuato da solo a seguire questo metodo che trae origine da un oscuro periodo nel quale in Giappone l’AIKIDO era noto solo ad una stratta cerchia di persone di rango elevato. Il nome significa la via (DO) per il coordinamento, la fusione o armonia (AI) dell’energia vitale (KI). |
| Cosiderata in passato una delle arti marziali giapponesi più misteriose e complesse, nei livelli più elevati, come una disciplina efficace per lo sviluppo e l’utilizzazione più completa delle energie umane, fisiche, mentali e spirituali. |
| E’ un metodo altamente dinamico e ricco di strategie difensive per l’esclusiva difesa, da un numero vastissimo di attacchi violenti, derivato da una sintesi intelligente e sistematica delle antiche arti del guerriero nipponico note un tempo come BUJUTSU (insieme di sistemi di combattimento trasmessi fin dall’epoca feudale giapponese, 1185 - 1625 circa). |
| Fu presentata al mondo dal grande Maestro giapponese Morihei Uyeshiba e fu da lui adottata da movimenti e azioni di autodifesa derivate da discipline della scherma dei maestri dell’AIKI-JUTSU e del JU-JUTSU e altri metodi ancora più esoterici. |