28 Set
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| Siamo alla sesta intervista che cerca di indagare i processi creativi degli autori di genere fantastico in Italia, come ha saputo tradurre ottimamente in parole Dario Tonani. Prosegue per cui questa sorta di tavola rotonda virtuale, e come avevo promesso oggi lo facciamo con un autore di “letteratura a fumetti” che non ha certo bisogno di presentazioni, Carlo Recagno (vincitore del premio Italia 2006) che molto gentilmente ha risposto a svariate domande, quelle riguardanti anche il suo ultimo lavoro, l’albo di “Storie da Altrove” (Bonelli) dal titolo “La donna che rapì Albert Einstein”, che ho già avuto il piacere di leggere e che consiglio vivamente a tutti. Già vi posso anticipare che il prossimo autore sarà il grande Giorgio Pezzin, sceneggiatore anche di bellissime storie di fantascienza fumettata. Alla prossima. |
| 1 ) Glorfindel: Il 26 settembre 2009 è uscito in edicola il dodicesimo albo di “Storie da Altrove” dal titolo “La donna che rapì Albert Einstein”; suo il Soggetto e Sceneggiatura, Disegni di Sergio Giardo. Ci può illustrare la trama e i personaggi principali che popolano la base di Altrove nell’anno?… |
| Carlo Racagno: Con “Altrove” cerchiamo sempre di alternare personaggi letterari e personaggi reali. La volta scorsa il protagonista era Sherlock Holmes, e quindi quest’anno ci voleva un personaggio storico. Abbiamo trovato il modo di impiegarne addirittura due, di due periodi diversi, sfruttando una connessione realmente esistente. Il protagonista è Albert Einstein, che da tempo volevo usare in una storia, e la vicenda è ambientata nel 1904; Albert si diletta a sviluppare teorie strampalate, che nessuno prende sul serio, ma che verranno pubblicate l’anno successivo, il suo “Annus mirabilis”, e getteranno le basi per tutta la sua carriera. Al momento, però, Einstein non è ancora uno scienziato famoso in tutto il mondo, ma soltanto un oscuro impiegato dell’Ufficio Brevetti di Berna che conduce una vita modesta assieme alla moglie Mileva. La sua tranquilla routine viene spezzata quando si trova coinvolto in una strana vicenda fatta di agenti segreti e misteriosi documenti perduti e ritrovati, che lo convinceranno che l’universo è un luogo molto più vasto e incredibile di quanto immaginasse. Grazie agli agenti di “Altrove”, Albert apprende di avere un insospettato legame con uno scrittore italiano di un secolo prima, Ugo Foscolo, e di un segreto a lungo cercato (e mai trovato) dai servizi segreti di Napoleone. La vicenda scaturisce da un periodo specifico della vita del poeta, quando era capitano nell’esercito della Repubblica Cisalpina e prestava servizio in Inghilterra, dove ebbe una relazione con una giovane nobildonna. Come tutti abbiamo studiato a scuola, da questa ragazza Foscolo ebbe poi una figlia, ma nell’universo di Martin Mystère le cose non sono mai semplici come sembrano, e questo personaggio alla fine rivelerà lati insospettati. |
| 2 ) Glorfindel: Storie da Altrove, un vero e proprio romanzo a fumetti, è un prodotto sempre molto curato e di altissima qualità, ma quanto tempo si impiega per scrivere un albo di questo spessore? |
| Carlo Racagno: Circa nove-dieci mesi, ma non mi dedico esclusivamente ad “Altrove”. Il mio lavoro principale è per Martin Mystère, e, come quasi tutti i miei colleghi della Bonelli, lavoro a più storie contemporaneamente. Oggi scrivo – faccio per dire – cinque pagine della storia “A” per un disegnatore, domani altre cinque o sei della storia “B” per un altro disegnatore, dopodomani scrivo tre-quattro pagine della storia “C” per una terza persona, e via di seguito. Questo sistema di realizzare le sceneggiature a pezzi e a bocconi permette di tenere impegnati più disegnatori contemporaneamente, e anche di mantenere la mente elastica, dal punto di vista creativo, poiché si deve sempre saltare da una narrazione a un’altra. |
| 3 ) Glorfindel: Il suo primo soggetto per gli albi di Martin Mystère fu “Aria di Baker Street”, un “Apocrifo” molto buono ma con “Storie da Altrove” si è veramente superato scrivendo “L’uomo che inseguiva le ombre” e “L’ombra che sfidò Sherlock Holmes” e con un capolavoro assoluto come “La cosa che attende nella nebbia” che miscela sapientemente un “Apocrifo” eccezionale con il mito della caccia selvaggia, echi del Twin Peaks di Lynch, Tesla, X files, la spedizione di Lewis e Clark …fino ad andare coraggiosamente dove nessun uomo ‘civilizzato’ era mai giunto prima! Sembra una grande passione quella per il personaggio creato da Sir Arthur Conan Doyle, come è nata? E quella per il mistero e il noir? |
| Carlo Racagno: In realtà non sono un grande appassionato del giallo in sè. La passione per Sherlock Holmes vera e propria l’ho sviluppata poi nell’adolescenza, e l’ho in un certo senso “ereditata” dall’amore per un altro personaggio, Nero Wolfe, del quale mia madre è sempre stata una lettrice accanita. Soltanto dopo aver appreso della teoria di William S. Baring-Gould secondo la quale Wolfe era figlio di Holmes, ho cominciato a interessarmi “seriamente” al detective di Baker Street, ed è diventata molto rapidamente una passione che continua tuttora, e che mi ha spinto appunto a “incorporare” Holmes nel mio lavoro. |
| 4 ) Glorfindel: So che lei è un trekker sfegatato; il futuro proposto dalla saga creata da Gene Roddenberry è quello che anche lei si augura? Una curiosità, le è piaciuto il film diretto da JJ Abrams? |
| Carlo Racagno: Molto. Direi che è il primo film di Star Trek che sfrutta veramente il mezzo cinematografico dopo lo Star Trek:The Motion Picture diretto da Robert Wise. Quando da ragazzo vedevo la serie classica, a volte – come tutti i fan – fantasticavo su come avrei voluto un film con quei personaggi (era ovviamente prima che vedessi The Motion Picture), e me lo immaginavo più o meno così. In un certo senso, JJ Abrams ha realizzato un tipo di film che sognavo da trent’anni. |
| 5 ) Glorfindel: Certe serie tv americane (Lost, Battlestar Galactica) o inglesi (l’ultima stagione di Torchwood, intitolata Children of Earth) offrono abbondante materia di riflessione sul nostro futuro, riesce seguirne qualcuna? |
| Carlo Racagno: Per quanto possa sembrare incredibile, non ho mai visto neanche un episodio di Lost (e per questo rimango tagliato fuori da molte conversazioni). Di Battlestar Galactica ho visto soltanto la miniserie pilota, e pur ritenendolo un prodotto fatto molto bene, non l’ho trovato nelle mie corde. Per me fantascienza vuol dire prima di tutto “sense of wonder”. Forse è per questo motivo che sono diventato molto rapidamente un fan di Doctor Who; dello spin-off Torchwood ho visto finora soltanto la prima serie, ma mi è piaciuta molto. |
| 6 ) Glorfindel: Visto il nume tutelare di questo blog pongo sempre questa domanda, ha mai letto il Signore degli Anelli? |
| Carlo Racagno: Altra risposta che farà forse spalancare gli occhi: non l’ho mai letto (malgrado più amici ogni tanto me lo consiglino), e non ho visto nemmeno i film. Sono come Woody Allen in “Zelig”, che non ha mai letto Moby Dick. |
| 7 ) Glorfindel: Un libro e film (o più di uno) che le hanno cambiato la vita… |
| Carlo Racagno: Temo nessuno. Posso però dire che mi ha cambiato la vita Martin Mystère, visto che è grazie al Detective dell’Impossibile (e cioè al suo creatore Alfredo Castelli) che ho avuto l’opportunità di fare il mestiere che avevo sempre desiderato fare. |
| 8 ) Glorfindel: Quali sono i lavori futuri su cui si sta concentrando? |
| Carlo Racagno: Sto per iniziare sia lo Speciale sia lo Storie da Altrove dell’anno prossimo, disegnati rispettivamente sempre da Torti e da Giardo. Per Altrove ripescheremo un altro personaggio “classico” della letteratura dell’ottocento, e cioè il mostro di Frankenstein, con una storia che si collegherà, a livello di continuity, con la storica avventura di Martin Mystère “Frankenstein 1986”. Per la serie regolare di Martin sto finendo una storia disegnata da Coppola in cui Martin incontrerà di nuovo Giacomo Casanova e un’altra disegnata dai fratelli Esposito. Infine ho in cantiere un Gigante disegnato da Caluri in cui Martin esplora i misteri di Milano, e che rivelerà qualche particolare inedito della storia di Agarthi. |
| Carlo Recagno: Carlo Recagno (Casale Monferrato, 7 agosto 1965) è un autore di fumetti, vincitore del Premio Italia per la fantascienza nel 2006. Nel 1989 ha proposto ad Alfredo Castelli il suo primo soggetto per Martin Mystère, che fu approvato e che divenne “Aria di Baker Street” (Martin Mystère 129-130). Da allora ha continuato a scrivere sceneggiature e dal 1995 lavora come redattore alla Sergio Bonelli Editore.Soggettista e sceneggiatore, ha realizzato: Martin Mystère nn. 129, 130, 137, 138, 168, 173, 174, 244, 245, 246, Martin Mystère Extra 17, Martin Mystère Extra 25, Martin Mystère Extra 27, Martin Mystère Gigante 6, Martin Mystère Gigante 11, Storie da Altrove 2, Storie da Altrove 3, Storie da Altrove 5, Storie da Altrove 7, Storie da Altrove 8, Storie da Altrove 9, Storie da Altrove 10, Storie da Altrove 11, Almanacco del Mistero 2007, Almanacco del Mistero 2009, Speciale Martin Mystère 11, Speciale Martin Mystère 16, Speciale Martin Mystère 21, Speciale Martin Mystère 23, Speciale Martin Mystère 24, Speciale Martin Mystère 25, Speciale Martin Mystère 26, 280, 288, 292, 293, 294, 299, 300. |
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One Response for "Intervista a Carlo Recagno: i misteri di Martin Mystère"
Misteri di Milano + Agarthi è un connubio molto interessante, sarà interessante vedere come si svolgerà, ma aspetto anche la storia degli Esposito Bros
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