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Ed eccoci arrivati al decimo appuntamento di questo percorso di interviste volte a indagare i percorsi creativi e lo stato di salute del “fantastico” in italia, i nostri riflettori sono puntati questa volta su Fabio Guaglione e Fabio Resinato, vincitori di molti premi internazionali con E:D:E:N (2004) The Silver Rope (2006) e Afterville (2008), che vede la straordinaria partecipazione dello scrittore americano di fantascienza Bruce Sterling considerato insieme a William Gibson il padre del cyberpunk. Auguro grande fortuna a Fabio&Fabio perchè in italia una produzione cinematografica (a livello indie, lo ricordo) del loro livello non si è mai vista e sono sicuro che riusciranno nelle loro imprese.
La prossima intervista sarà a Giovanni Agnoloni, autore del saggio Letteratura del fantastico – I giardini di Lorien (ed. Spazio Tre, 2004), grande esperto de Il signore degli anelli e di J.R.R. Tolkien, molto attivo anche all’interno del movimento connettivista.
1 ) Glorfindel: Afterville è un progetto molto veramente molto ben realizzato, la cosa che impressiona di più è l’impatto visivo degno di produzioni ad alto budget (cosa che si nota anche nelle vostre precedenti realizzazioni, E.D.E.N. e Silver Rope) ma quanto è difficile realizzare film di fantascienza (o di genere fantastico) in italia?
Fabio&Fabio: Apriamo un vaso di Pandora. Questa è la classica domanda che potrebbe generare un’articolata risposta lunga ore e ore…E’ un argomento di cui si parla molto e di cui si continua a parlare.
Parliamo di “quanto è difficile farsi finanziare un film di genere”?

Allora diciamo che, perlomeno attualmente, è impossibile realizzare un film di genere in Italia, se non auto-finanziato o finanziato da privati al di fuori del cosiddetto “sistema cinematografico”. Non esistono produttori che finanziano o incoraggiano concretamente questo tipo di progetti. Si fa fatica con i corti, figuriamoci con i lungometraggi. Non c’è la cultura cinematografica su questo tipo di progetti, né da parte di chi dovrebbe finanziarli né talvolta, purtroppo , da parte di chi vorrebbe farli.
Parliamo di “quanto è difficile fare un film con gli effetti speciali?

Sicuramente l’evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha cambiato sicuramente le carte in tavola. Oggi è possibile realizzare la fantascienza “Home-made”, soprattutto per quel che riguarda la post-produzione. Le due variabili in questione sono il livello del prodotto che si vuole ottenere, e la “materia prima” su cui lavorare (ovvero la sceneggiatura e le riprese). Per fortuna internet sta aumentando esponenzialmente il know-how di tutte le persone che lavorano in questo campo, riducendo potenzialmente in qualche modo il gap che c’è tra colossi dell’industria di post-produzione d’oltreoceano, e gli “scancheroni” che da loro casa provano a imparare e rubare i trucchi del mestiere. Viva gli scancheroni.
Per poter realizzare un film di questo tipo è fondamentale avere le idee chiare (in termini artistici e produttivi), sapere esattamente cosa si sta andando a fare sul set, e avere un team di persone ultra-competenti che lavorano per il bene del progetto.
Teoricamente, fare film di fantascienza in questo paese non sarebbe più difficile che in altri (la pellicola o le camere digitali sono le stesse, i software per scrivere sceneggiature o per montare o per fare CGI sono gli stessi, ecc…)…in pratica, l’”italian way” rende tutto impossibile o quasi.
Detto questo…fare un film di “fantascienza” di per sé vuol dire tutto o niente. Un film di fantascienza non prevede per forza effetti speciali o costi proibitivi…si pensi a Gattaca o a The Cube…
Come detto, il discorso è pressoché infinito…
2 ) Glorfindel: Domanda che in molti vi avranno fatto, come siete riusciti a coinvolgere nel vostro progetto Bruce Sterling, siete suoi ammiratori?
Fabio&Fabio: E’ una storia strana.
Afterville è stato un progetto realizzato in collaborazione con i ragazzi di Undesign, uno studio di design di Torino, e Fabrizio Accatino, i curatori dell’omonima mostra “Afterville”, collegata al congresso mondiale dell’ordine degli architetti, situato a Torino che, nel 2008, era stata eletta come la capitale mondiale del design. Durante i mesi di lavorazione, il progetto Afterville ha coinvolto sempre più persone: Livio Magnini dei Bluvertigo, lo studio di design e post produzione Fast Forward, i Subsonica, ecc… Non era più un semplice cortometraggio. Sono stati Accatino & company ad avere l’idea di utilizzare un nome noto della fantascienza, e si sono adoperati per contattarlo. Insieme a loro abbiamo deciso che ruolo nello script avrebbe potuto interpretare (quello dello scienziato Adam Vurias), sapendo che sarebbe stato il caso di dargli più spazio.
Noi…non abbiamo mai letto neanche una sua riga!
Sappiamo che può sembrare strano, o brutto a dirsi…ma è così. Il non-conoscerlo ha secondo noi alimentato una collaborazione molto interessante, priva di pre-concetti. Ci siamo conosciuti sul set durante le riprese, e Fabrizio Accatino ha discusso con lui sul ruolo, creando un “passato” al personaggio. Successivamente, noi ci siamo incontrati con i ragazzi di Undesign per decidere come integrare la sceneggiatura con le aggiunte richieste da Sterling, che praticamente si era cucito il personaggio addosso, e in che direzioni i suoi dialoghi andavo riscritti. Ad esempio, è stata sua l’idea di parlare un italiano stentato nelle interviste durante il film…una trovata bislacca che ci ha subito conquistato. Inoltre, abbiamo capito che valeva la pena di valorizzare al massimo la sua partecipazione…da lì, l’idea di utilizzare un brano particolarmente significativo del suo intervento in mezzo ai titoli di coda, un po’ come una bonus Track (che, dobbiamo dire, è una delle trovate più apprezzate dal pubblico…sia per la forma, sia per il contenuto di quella parte di dialogo).
Fonte ispiratore di quel pezzo è stato il mitico Dickie Fox, il mentore del protagonista di Jerry Maguire.
3 ) Glorfindel: Silver Rope è un film di impronta fantascientifica ma che tocca temi filosofici e spirituali, il senso della vita e della morte, temi che a volte sembrano inconciliabili come scienza e fede, essendo anche gli autori della sceneggiatura mi interessa molto sapere come vedete voi il futuro della nostra civiltà, la singolarità tecnologica che Sterling ha descritto nel saggio “Tomorrow now. Come vivremo nei prossimi cinquant’anni” come influenzerà la nostra vita?
Fabio&Fabio: A parte preoccupazioni e speranze, non abbiamo una precisa visione del futuro…ne abbiamo diverse. Da qui nascono molte delle nostre storie, come ad esempio The Silver Rope, che porta all’estremo un’intuizione riguardante l’anima e la sua natura.Il futuro che vorremmo…anche se qui volano paroloni…è un futuro in cui scienza e fede siano tutt’altro che opposti. La filosofia orientale, la saggezza popolare e l’evoluzione dalla fisica quantistica non fanno che integrare l’una con l’altra. Ci sono molti interessi economici e politici che vorrebbero i due “poli” perennamente divisi…ma se fossero semplicemente visti come punti di vista complementari di una stessa realtà, probabilmente la civiltà compierebbe un salto quantico in avanti.
4 ) Glorfindel: A che punto siete con My favourite game? Il lungometraggio che avevate in progetto di realizzare qualche tempo fa, descritto con da voi come un misto tra Predator, Fight Club, 28 Giorni Dopo, La Casa, The Village, e Non Aprite Quella Porta?
Fabio&Fabio: Che descrizione altisonante!!A parte gli scherzi… il progetto MFG è attualmente tornato nel cassetto. L’accordo con la casa di produzione che aveva opzionato i diritti sul film non è andato a buon fine. All’epoca fu un duro colpo, ma oggi lo guardiamo come un’esperienza molto importante.Il progetto tuttavia non è morto, ed ha uno stato di pre-produzione molto avanzato. Chissà, magari un domani risorgerà…
5 ) Glorfindel: Certe serie tv americane (Lost, Battlestar Galactica) o inglesi (l’ultima stagione di Torchwood, intitolata Children of Earth) offrono abbondante materia di riflessione sul nostro futuro, riuscite a seguirne qualcuna?
Fabio&Fabio: Il tempo libero non abbonda…ma seguiamo alcune produzioni tv, che oggigiorno sono molto più interessanti e ben fatte che i film che arrivano da Hollywood.
Riusciamo a seguire con continuità Lost, che nei prossimi anni sarà ricordato come un pezzo di televisione fondamentale (Fabio Guaglione è letteralmente drogato di Lost ndFabio&Fabio). In questa serie, seppur non esplicitamente, sono espressi concetti fondamentali di fede e scienza, proprio in accordo con quella “auspicata sinergia” citata prima, già familiare alle culture orientali e alle recenti scoperte di fisica quantistica…L’intreccio narrativo, i personaggi e i temi principali di Lost vertono proprio sul binomio fede&scienza, volontà&destino, ecc…Siamo rimasti indietro con Fringe, e guardiamo con molta curiosità Flashforward…
6 ) Glorfindel: Come vedete la situazione del genere fantastico in Italia (Fantascienza, Noir, Horror e Fantasy) in tutte le sue forme ed espressioni, grafic novel, letteratura, cinema?
Fabio&Fabio: Dal punto di vista degli spazi concessi…siamo messi male, malissimo, peggio non si può.Ma c’è molta gente che inizia a darsi da fare. A provare a crearseli, degli spazi. Nel corso degli ultimi cinque o sei anni sono proliferati diversi progetti, per un motivo o per l’altro, degni di nota.Citiamo Last Blood, Pathos, Kiss Me Lorena, H5N1, Metal Gear Philantropy, Ice Scream, Dark Resurrection…sicuramente ci sono diversi ragazzi in giro che hanno un talento che meriterebbe attenzione (non solo regia o scrittura, ma in diversi campi del vasto artigianato che è il fare cinema).
Insomma, una specie di rivoluzione sta cominciando “dal basso”, ma il sistema italiano è molto difficile da cambiare…almeno finchè non ci sarà un precedente, ovvero qualcuno che dimostrerà una cosa ovvia e scontata: un prodotto di genere prodotto da italiani, girato in lingue inglese ed esportato, può fruttare molto denaro…facendo capire ai produttori italiani che i film sono anche un prodotto, e possono guadagnarci qualcosa, se non si ostinano a fare film pseudo intellettual-sociali su immigrati disoccupati che fissano un pomodoro che cuoce, mentre in voice over pensano al problema delle morti sul lavoro…
7 ) Glorfindel: Un libro e film (o più di uno) che vi hanno cambiato la vita…
Fabio&Fabio: Libri, film, fumetti, album, videogiochi…troppi, troppi, troppi. Come si fa?E spesso le nostre cose “cult” non funzionano affatto come riferimenti per i nostri film…Rocky, Gattaca, Ghostubsters, Ritorno al Futuro, Grosso guaio a Chinatown, Tutto K.Dick, tutto Spielberg, tutto Nolan, tutto Palahniuk, tutto Roy Bradbury, fumetti Marvel, Guyver, Evangelion, il John Woo degli anni d’oro, M.Night Shyamalan (prima che si rincoglionisse), Magnolia, Predator, tutto Cameron, Berserk, Jojo, Watchmen, Planetary, Metal Gear Solid, Silent Hill, Rambo, i Goonies, tutta la letteratura Paleo-setica, Lost, Lynch (amato e odiato), tutto Sam Raimi, Akira, Highlander, Blade Runner…potremmo andare avanti per settimane.Però…un posto speciale è sicuramente riservato a The Matrix (il primo ovviamente). Siamo andati a vederlo al cinema non sapendo niente della trama (in un’era pre-spoiler internettiani)…e siamo usciti parlando sul come fare il nostro primo cortometraggio.
8 ) Glorfindel: Quali sono i lavori futuri su cui vi state concentrando?
Fabio&Fabio: Lavoriamo su videoclip, pubblicità, format tv…ma ovviamente miriamo al cinema.
Dopo anni di tentativi, fumate bianche, contratti non rispettati, progetti interrotti e chi più ne ha più ne metta…pare che qualcosa di molto grosso si sia finalmente mosso…
Non possiamo ancora parlarne ufficialmente…quello che possiamo dire è che Afterville ci ha aperto le porte degli studios americani e di case di animazione giapponese, e al momento sono in atto trattative per diversi progetti. A Marzo siamo stati a Los Angeles per incontrare praticamente tutti i producer o VP di ogni studio…ci hanno accolti incredibilmente, mentre qui in Italia praticamente quasi non esistiamo
.Con loro stiamo parlando di due film (uno dei quali basato su un noto cartone animato giapponese), e di alcuni progetti che loro definiscono come “trans media” (property che possono essere “universi” esplorati in film, videogame, fumetti, ecc…)
Speriamo che le trattative si chiudano presto, di poter presto annunciare ufficialmente i nostri prossimi progetti…e metterci al lavoro a testa bassa!! Non abbiamo solo tanta voglia di fare…ne abbiamo bisogno.
Fabio&Fabio
Fabio Resinaro (28) e Fabio Guaglione (27) si conoscono al liceo, nel 1995 in provincia di Milano. Sviluppano diverse passioni in comune, tra cui il fumetto, la scrittura, la musica e tutto ciò che riguarda la comunicazione. Già tra i banchi di scuola, dove conoscono anche il futuro compositore musicale di tutti i loro lavori, Andrea Bonini, cercano di trasformare le passioni in qualcosa di concreto, preferendo cercare di realizzare i progetti che hanno in testa piuttosto che frequentare corsi di studio.
Il loro primo progetto “Ti chiamo io” (2001), è stato distribuito da Medusa Home Entertainment in DVD. Hanno vinto molti premi internazionali con “E:D:E:N” (2004) “The Silver Rope” (2006) e Afterville (2008).
Il loro sito ufficiale è www.fabio&fabio.com
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