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| Il 25 scorso negli Stati Uniti è uscito “The Road” il film trasposizione delle visioni disperate di Cormac McCarthy (autore anche dell’acclamato Non è un paese per vecchi), un cupo film post apocalittico nel quale Viggo Mortensen, ancora una volta emotivamente aderente alla situazione drammaturgica, è un padre “sempre in campo” scandito da urgenza e dolcezza, è un genitore che si racconta, evocando nei flashback “a colori” momenti intensi di vita “navigata”, è ancora fonte di (in)formazione e conoscenza per quel figlio che trasforma nell’epilogo da oggetto passivo di “cure” a soggetto emancipato, avanzato, civilizzato. |
| Leggevo ieri che nella sua pagina Twitter Damon Lindelof ironicamente scriveva che una donna seduta dietro di lui al cinema ha pianto per tutta la durata del film, aggiungendo che l’opera non era minimamente pagonabile al libro ma a volte però leggermente deprimente. |
| Tutte le più grandi testate giornalistiche Americane hanno però esaltato la pellicola definendolo come “Un film apocalittico come non lo abbiamo mai visto prima”, “Struggente e poetico”, “Da un romanzo straordinario e indimenticabile”, “E’ così buono che ti divorerà in alcune sue parti, E’ incandescente”, “Una parabola della degenerazione morale della nostra epoca”. |
| Questi commenti non possono che confermare quello che avevamo già scritto tempo fa. Non è ancora stata fissata la data di uscita in Italia. |