4 Feb

My God!! Sono reduce dalla visione delle prime due puntate della sesta e ultima stagione di Lost, La X Part 1 e Part 2, due ore piene di eventi e fatti nella quale abbiamo ritrovato vecchi amici che ormai credevamo che ci avessero lasciato (Chalie, Claire, Boone, ma dove è finita Shannon?) mentre altri ci hanno lasciato (Juliet) non credo definitivamente perchè in Lost nulla è irreversibile come dice Jack a Locke nella realtà 2004.
Lost è un mondo immaginario senza spazio e senza tempo, una “realtà ” (o più) alternativa senza inizio e senza fine in cui i nostri (o una parte del loro spirito) sono intrappolati, come in un loop.
Ci troviamo di fronte ad Una realtà separata per riprendere il titolo di un libro di Carlos Castaneda che compare in un episodio della stagione scorsa.
Vi lascio alla mirabile cronologia di Lostpedia per quello che riguarda avvenimenti e trama;
ci troviamo evidentemente ad osservare due realtà alternative che procedono in maniera quasi separata (dico quasi perchè Jack 2004 ha segni sul collo molto sospetti e inoltre la bara di suo padre è misteriosamente scomparsa; noi sappiamo trovarsi sull’isola, in questo caso la dimostrazione che le due realtà sono in realtà collegate?).

La prima cosa che mi ha colpito è la temporanea presenza di Desmond sul volo 815 reboot, “temporanea” perchè in seguito Desmond scompare misteriosamente agli occhi di uno sconcertato Jack.
Desmond sta leggendo un libro di Salman Rushdie, in italiano Harun e il Mar delle Storie (Mondandori), primo Lost book della stagione.
E’ un libro per bambini, il primo romanzo di Rushdie dopo “I Versi Satanici”, ambientato in una città che esiste da talmente tanto tempo che non si ricorda nemmeno il suo nome.
Il libro è un’allegoria di diversi problemi della società .
“La trama segue lo schema classico del racconto popolare, in cui un giovane eroe viaggia attraverso terre straniere per spezzare un incantesimo che opprime il suo paese d’origine. Haroun, infatti, vive in un paese triste che non ha nome, situato presso un mare dolente (”il mare delle storie”) che il malvagio mago Khattam-Shud vuole avvelenare.
Nel corso della storia viene spesso aiutato da personaggi soprannaturali e si scontra con il mago che alla fine verrà sconfitto. Nonostante tutti i pericoli Haroun riuscirà a sconfiggere il male e a riportare in vita il mare delle storie, avendo in premio anche la liberazione del suo paese dalla maledizione. Il suo paese tornerà ad avere un nome e suo padre riprenderà a narrare storie meravigliose.”

Scopriamo durante il volo per Los Angeles che l’isola nella realtà 2004 è sprofondata sotto l’oceano, per cui sempre più continente perduto (Mu, Atlantide).

Nella realtà 2004 Jack (e Sayid) salva un ingrato Charlie che di rimando gli urla “dovevi lasciarmi morire”, di seguito Jack porge a Locke il suo biglietto da visita ed è probabile che si rivedranno. Sempre nella realtà 2004 la fuggitiva Kate si trova sullo stesso taxi preso di una spaurita Claire.

Primo grosso colpo di scena la visione di Jacob da parte di Hurley on Island; solo lui lo può vedere e la cosa, abbastanza chiara (ad Hurley capita spesso di vedere persone morte) è suffragata dalle parole di Jacob “Sono stato ucciso un ora fa”.

Veniamo al libro (secondo Lost book) che i nostri on island trovano nella caverna sotto il tempio mentre vi stanno trasportando un morente Sayid, il libro in questione è Fear and Trembling e in italiano
Timore e Tremore (BUR i classici), ad opera di Soren Kierkegaard, uno dei maggiori filosofi di sempre. Egli sostiene che “ciò che contraddistingue l’esistenza dell’uomo singolo rispetto agli altri esseri viventi è la possibilità di scegliere e la libertà di decidere. Il comportamento dei singoli animali è condizionato necessariamente dall’istinto. Invece i singoli uomini, nel corso della loro vita, si trovano sempre di fronte a più possibilità di fronte alle quali sono totalmente liberi di decidere.
La libertà di scelta però è anche responsabilità individuale di fronte al bene e al male.
Per Kierkegaard si può esistere in tre diversi modi che si escludono fra loro. Come già nel testo del 1845 Stadi sul cammino della vita, le possibili tappe sono però meglio definite come «sfere di vita» chiuse, autonome e reciprocamente impermeabili, immobili polarità intellettuali ed emotive la cui dialettica non è temporale e progressiva come quella di Hegel, ma statica e spaziale, fatta di situazioni che non evolvono: si può vivere tutta l’esistenza in una sola dimensione, si può progredire ma anche regredire.”
Interessante questo concetto molto Lostiano.

In nostri on island vengono condotti dagli Altri all’interno del tempio, una vasca contenente acqua miracolosa che fino ad adesso non avevamo mai visto ma di cui siamo già a conoscenza in quanto queste acque hanno salvato un Ben morente ad opera di Sayid.

Ed ecco la comparsa come capo degli Altri all’interno del tempio di Mr “Io odio il sapore della lingua inglese sulla mia lingua“, (Hiroyuki Sanada da The Twilight Samurai ’s) un vero maestro Miyagi, esperto di arti marziali nonchè curatore dell’arte del bonsai, e del suo amico traduttore molto figlio dei fiori.

Come avevamo supposto nel finale della stagione scorsa lo pseudo Locke che spinge Ben a uccidere Jacob trattasi non altro del fumo nero, che dopo aver annientato la nuova Dharma esce allo scoperto per colpire uno stupito Richard Alpert (il riferimento alle catene in cui si trovava Richard è molto interessante, forse sulla nave? la Perla nera?) .
Si preparano grossi guai per gli Altri al tempio visto che Lostzilla, il mostro, il fumo nero si dirige li.

L’azzardo è molto grande ma in questa immagine Sayid sembra un Cristo deposto dalla croce.

Colpo di scena finale, Sayid dopo essere essere stato immerso nella vasca miracolosa, sembra affogato e morto in maniera irrimediabile; nella lettera che si trova all’interno della custodia porta chitarra di Hurley si legge che la morte di Sayid porterà un “sacco di guai”, la sua ri-nascita e resurrezione a cosa porterà ? Forse il vero prescelto è Sayid? Lui il vero illuminato atteso dagli Altri? Io credo di si e credo che si assisterà ad un suo passaggio da uomo guerriero a uomo spirituale.
Molto interessante e amando molto Dante l’ho trovata bellissima come metafora è la spiegazione data da Doc Jensen nella sua rubrica settimanale. Alla prossima.
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2 Responses for "Lost - La X Part.1 e Part.2"
Grande Glorfindel,
oltre al riassunto, alla recensione libraria, ora ci fai lezione di filosofia!!!!!!
Ti sei (volutamente?) dimenticato di scrivere che una certa bellissima ragazza che era con noi durante la visione, ci ha fatto notare che Miles non poteva parlare con il cadavere di Sahid perché in effetti morto non era!
Baci ad entrambi voi
A
Ps ho aggiornato firefox e tutto è tornato alla normalità e così rivedo il tuo sito nel massimo della sua bellezza.
Ciao Angela che piacere leggerti su queste pagine!!
Si diciamo che ho cercato di essere più professionale possibile anche se l’intuizione del mio tesoro è stata una grande intuizione considerando che di Lost non conosceva praticamente nulla.
Hai visto che è tornato tutto ok con firefox? Ci sentiamo presto.
Glorfindel il filosofo
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