24 Dic
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Ho iniziato da ieri la lettura di un classico del Cyberpunk, La matrice spezzata di Bruce Sterling (Mondadori), fondatore insieme a Gibson di questa corrente letteraria e artistica. In un futuro indeterminato, ma forse non troppo lontano, il genere umano si è diviso in due fazioni, i Plasmatori (Shapes), maestri delle biotecnologie, dell’ingegneria genetica e della psicologia avanzata e i Meccanisti (Mechs), padroni della tecnologia, dell’intelligenza artificiale e della bionica. |
| Ambedue le fazioni hanno raggiunto risultati incredibilmente avanzati, tanto che entrambe sono riuscite a prolungare la durata della vita umana e migliorare le capacità del corpo grazie alle manipolazione del DNA o a innesti hardware di avanzatissime protesi cibernetiche. I due gruppi perseguono scopi simili, ma inevitabilmente i rapporti tra di loro non sono buoni, la paranoia e il sospetto dominano i loro rapporti, una specie di guerra fredda che talvolta si riscalda parecchio. |
| Decine di altre aggregazioni e fazioni, ciascuna con propri scopi e ambizioni, costituiscono una vera e propria matrice spezzata, senza più speranza di trovare una qualche forma di unione, sino a quando una razza aliena, interessata unicamente al commercio e al profitto, non fa la sua comparsa nel sistema solare. |
| Credo non rimarrò deluso da questa lettura, come non lo sono stato dalla visione di un film senza altre pretese se non quelle di trasmettere un puro e adrenalitico spettacolo di entertainment come Transformers, anche qui il rapporto uomo/macchina è il centro della storia diretta da Michael Bay (gia regista di altri colossal a sfondo fantascientifico come il non tanto riuscito Armageddon oppure il piacevole, anche se un poco scontato The Island) che vede come protagonista Shia LaBeouf (volto nuovo del cinema sponsorizzato da Spielberg) gia protagonista del bel Disturbia e del quarto capitolo di Indiana Jones. |
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| Ma vedendo alcune scene di Transformers (quelle girate nella base dove viene conservato ghiacciato Megatron), decisamente impegnativo come film per quello che riguarda la computer grafica, mi è venuto in mente un progetto che la Weta Workshop (fondata anche da Peter Jackson) ha in cantiere. Un progetto che si chiama “Neon Genesis Evangelion: The Movie” e che attualmente è ancora in fase di pre-produzione e di cui la Weta ha realizzato numerosi Concept Design. |
| Neon Genesis Evangelion:The Movie si ispira ad uno dei più innovativi anime giapponesi, come indicato dal significato del titolo (”Vangelo della nuova genesi”), la serie è permeata di riferimenti biblici, ebraici, mitologici e cabalistici; infatti gli invasori che vengono dal cielo a colpire la terra sono forme “angeliche” sempre più complesse da affrontare (una delle ultime si presenta come un essere umano). A respingere gli attacchi degli angeli scendono delle particolarissime macchine da guerra (Eva 00, Eva 01, Eva 02) che sarebbe improprio chiamare “robot”: nella serie infatti si viene a comprendere il legame profondo che le mette in contatto con la razza umana e in particolare con i “piloti” che si integrano con esse. |
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| E’ un periodo in cui i registi e produttori sono molto interessati al mondo degli anime e dei manga e all’unione tra uomo e macchina, James Cameron stà producendo, oltre all’ormai leggendario progetto Avatar, un film da Battle Angel Alita, cyber eroina di Yukito Kishiro. Ci troviamo in un lontano futuro caratterizzato dalla presenza della Città-discarica , un luogo poco raccomandabile dove esseri umani, cyborg e robot cercano di vivere, utilizzando vari stratagemmi, in una società violenta e tormentata. Poi c’è Salem, la città sospesa nel cielo, dove tutti, ignari della realtà, vorrebbero andare, Ed è proprio da Salem che arrivano i rifiuti che finiscono, tramite un lungo tubo, sulla Città-discarica. |
| Alita prende vita grazie a Ido, ex abitante di Salem, geniale scienziato dall’oscuro passato, che trova il corpo semidistrutto, ma con il cervello ancora in funzione, di un cyborg durante un’ispezione nelle discariche. Ido fornisce al cyborg un nuovo corpo e una nuova identita, Alita appunto, che una volta risvegliatasi, non ricorderà nulla della vita passata; col passare del tempo però riemergono in lei le capacità del panzer kunst, un’antica e micidiale arte marziale che sfrutterà in vari modi nel corso delle sue avventure. |
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