burm_the_maps.jpg Burn the maps è uno dei dischi a cui tengo di più, mi ha accompagnato in molte occasioni, lo ritengo parte fondamentale (come molta altra musica) della mia vita, perchè la musica ha la capacità di suscitare ricordi ed emozioni come poche altre cose al mondo.
I Frames, gruppo irlandese capitanato da Glen Hansard (il rosso chitarrista del bellissimo The Commitments, film di Alan Parker) sono un gruppo veramente eccezionale, tanto da aver trionfato ai Meteor Music Awards 2004 (i prestigiosi premi della musica Irlandese) come miglior band battendo addirittura gli U2.

Damien Rice, altro grandissimo musicista Irlandese, ha più volte dichiarato che The Frames e Radiohead in questo momento sono le due più grandi Rock band al mondo, questo disco è stato in effetti paragonato, come sound, ad alcuni lavori dei Radiohead magari mixato ai Travis però con influenze celtiche.
Tutti e dico tutti i pezzi contenuti in questo disco sono autentici capolavori, da “Happy”, titolo quanto mai ironico, dove emerge il dolore della solitudine, quello dell’amore, il dolore dei rapporti umani che si sfaldano inesorabili (terzo video di seguito), l’emozionante “Finally” (il secondo video qui proposto), l’eccezionale ballata acustica “lucusts” (il primo video proposto qui accompagnato da Marketa Irglova, giovane artista Slovacca), “Underglass” che li trattiene in quel limbo tra il sonno e la realtà, “Dream awake” in cui si fa fatica a dormire in modo placido, quella frase, “I can’t sleep”, che viene sussurrata in modo toccante e continuativo in “Keepsake” (ultimo video), fino a “Ship caught in the bay” e “Suffer in silent, essenziali ed emozionanti.
“You’re putting a line where there should be not a line, and your buildings divide” - “Happy”