29 Dic
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Questa mattina ho fatto acquisti, decisamente ottimi acquisti, anche se il tempo per leggere è sempre più risicato come pure quello per vedere dei film. In ogni caso ho acquistato Giro di vite contro gli hacker di Bruce Sterling, Mondadori (di cui sto leggendo anche l’ottimo La matrice spezzata, e così sono a tre con i libri che sto leggendo in contemporanea, avendo cominciato anche Sezione π² di Giovanni De Matteo). |
| Pubblicato in Internet nel 1994, Giro di vite contro gli hacker è il ritratto del mondo della Rete negli anni Novanta, di cui Sterling è stato un vero profeta. Il testo, a metà tra narrativa e saggistica, descrive il momento in cui la politica e le forze dell’ordine hanno iniziato a interessarsi alla Rete e sono cominciati i tentativi di regolamentarla. In questo viaggio tra crimini e criminali informatici incontriamo cyberpunk e hacker, teenager geniali e pazzi, ragazzi terribili e ancor più terribili poliziotti, capelloni anarchici e impeccabili avvocati, hippie e agenti dell’FBI: tutti i protagonisti dell’incredibile e realissimo universo del cyberspazio che fanno del libro, dieci anni dopo la sua prima pubblicazione, un’opera ancora attualissima. |
| Inoltre ho acquistato The prestige il bellissimo film di Christopher Nolan, la storia è molto intrigante e geniale nella sua costruzione, il cast di attori superlativo, ci sono i due miei “supereroi” preferiti Hugh Jackman (interprete dell’X-men Wolverine) e Christian Bale (interprete del miglior Batman della storia del cinema). |
| La rivalità tra due illusionisti nell’epoca vittoriana (vagamente steampunk) non si ferma davanti a nulla e nell’accanito tentativo di superarsi a vicenda, finiscono per affondare in una serie di inganni mortali. Nella loro battaglia per scoprire l’uno i segreti dell’altro contrappongono audacia e desiderio, abilità nell’intrattenere il pubblico e scienza, ambizione e amicizia, con risultati pericolosi e mortali. Fatidico il ruolo di un’assistente di scena che si rivela una pedina e, al tempo stesso, una giocatrice attiva nel loro duello. |
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| Per ultimo ho preso il famoso film d’animazione Ghost in the shell, di Mamoru Oshi, film culto nipponico che pesca a piene mani nella letteratura cyberpunk e si pone come erede dell’indimenticabile AKIRA del geniale Katsuhiro Ōtomo. James Cameron regista di Aliens e Terminator lo ha definito “… un fantastico film di fantascienza. Il primo lungometraggio animato che è riuscito a raggiungere la perfezione visiva”. |
| Il film presenta la storia narrata dal manga utilizzando un tono molto più serioso e dalle atmosfere più inquietanti rispetto a quanto fatto dall’autore del manga originale, è ambientato a New Port City, una metropoli giapponese di fantasia creata utilizzando Hong Kong come modello. Segue le imprese del maggiore Motoko Kusanagi, membro della Nona Sezione, una squadra speciale di operazioni in incognito della Commissione nazionale di pubblica sicurezza giapponese specializzata nel combattere crimini legati alla tecnologia. Sebbene tecnicamente sia pari grado agli altri membri, Kusanagi ricopre il ruolo di leader della squadra e viene solitatamente chiamata maggiore a causa del suo passato rango nelle forze armate. È quasi completamente robotizzata, un cervello umano in un corpo artificiale capace di imprese sovrumane e specializzata per il suo lavoro. |
| In questo scenario alla Gibson gran parte degli uomini sono collegati alla rete, a cui possono accedere non soltanto mediante terminali fisici, ma soprattutto attraverso impianti situati nel loro stesso cervello. Diversi uomini sono diventati cyborg, ovvero esseri in parte organici in parte robotici. Quello che differenzia un cyborg integrale da un robot è la presenza di un cervello umano e del Ghost, ovvero dell’anima, qualcosa di intrinseco e inspiegabile che permette agli uomini di “sentire” sensazioni particolari. Il Ghost è l’istinto non mediato dai calcoli. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ed un’onnipresente rete computerizzata sono il palcoscenico per la rivoluzione dell’identità umana e della unicità di sé stessi. |