30 Dic
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I numeri primi. Ancora loro. Sono la mia nemesi privata, la mia personale fonte di tormento. Perché mi ostino ad inseguire il loro enigma? Perché non posso fare come tutti gli altri? Tappare le mie orecchie alla loro musica. Semplicemente. Secondo la teoria di Pitagora i numeri hanno uno stretto legame con l’anima. Fornire una lettura matematica dell’ignoto… Possono i numeri primi spiegare l’innaturale? |
| Ieri ho avuto finalmente la possibilità di vedere il filmato de La trentunesima ora, il primo cortometraggio Connettivista che Sandro Battisti (alias Zoon) mi ha cortesemente inviato via posta in tempi rapidissimi, ricordo che per conoscere le modalità di pagamento e riceverlo a casa — al prezzo di 10 euro, comprensivo delle spese di spedizione — è sufficiente spedire una mail a cybergoth@domist.net. |
| Il cortometraggio ha durata di circa 30 minuti ed è stato sceneggiato da Sandro Battisti, Francesco Cortonesi e Giovanni De Matteo basato su un soggetto di Sandro Battisti, Giovanni De Matteo e Marco Milani (i tre fondatori del movimento), il regista è Marco Cerilli e gli attori sono Francesco Trani, Giulia Tramentozzi e lo stesso Sandro Battisti. |
| La cosa che generalmente più mi piace dei cortometraggi è il fatto che disponendo per loro natura di un tempo limitato e dovendo attenersi per cui ad uno stile piuttosto asciutto tutte le attenzioni siano rivolte alla sceneggiatura ed alla storia che viene narrata. |
| La trentunesima ora è film di contenuti, poetico senza dubbio, con una storia che potrebbe vagamente ricordare Pi greco il teorema del delirio ma che in realtà cela al suo interno come scatole cinesi svariati argomenti, diciamo che può essere, come molte opere concettuali, analizzato e percepito secondo vari livelli di interpretazione. |
| Personalmente, dopo averlo visto paio di volte per meglio coglierne tutti i riferimenti, sono riuscito ad apprezzare il lato indubbiamente nostalgico e onirico che circonda questa opera prima, l’andamento a spirale della storia che confonde finzione e realtà. I temi che la permeano sono importanti: il mistero della morte prima di tutto che si presenta in forma di visioni e allucinazioni da parte del protagonista, l’amore, il mistero dell’infinito, il dolore che ognuno di noi cela nei momenti di difficoltà o di malattia, per fluisce in un finale estremamente poetico e rivelatore. |
| Ogni numero rappresenta una collocazione. Ogni collocazione un nuovo passo sul sentiero della conoscenza. Ma dietro ogni passo, si cela la medesima verità. Il rischio della follia è sempre in agguato… Il fattore numerico che rappresenta l’eccezione si manifesta nelle mie visioni. Da che parte sta il caos? |
| Ricordo che Sandro Battisti conduce inoltre una trasmissione, Tersicore, sulle frequenze digitali di Radionation1, trasmissione che non ho ancora avuto il piacere di ascoltare ma spero di poter fare in futuro, il martedi sera alle 21.30 (come mi ha segnalato Sandro probabilmente non sarà in onda martedi 2 ma dal prossimo 9 gennaio 2008). |
| Sinossi: “Un matematico è prossimo alla morte, un cancro lo sta divorando così come un gusto per lo studio dei numeri primi sta divorando la sua creatività: egli è convinto che dietro ogni numero primo si celi un messaggio, un criptico esistere delle dottrine occulte che hanno attraversato le ere degli uomini. Feynman, il matematico, ha una storia con Ilaria, che è anche l’infermiera che segue i suoi frequenti soggiorni in ospedale; lei non sembra interessarsi ai numeri primi e non riesce a capire perché lui si ostini a rincorrere quelle bizzarre teorie, perdendoci il sonno e quel residuo di salute che gli è rimasta. Feynman è tormentato e fa fatica a discernere la realtà dai suoi pensieri, vede cose strane accadergli intorno che s’intrecciano apparentemente con i suoi deliri; tutto l’universo sembra parlargli e lui è ora certo di aver trovato la soluzione ai suoi supplizi cerebrali. Ma Feynman è davvero sicuro che la sua scoperta riguardi soltanto il mondo sottile delle dottrine occulte e non abbia nessuna applicazione pratica?” |
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