24 Feb
![]() |
Ho iniziato giusto ieri un libro prestatomi dalla mia amica Cara.mella, I delitti di Praed Street, considerato il capolavoro assoluto di John Rhode, uno dei maggiori protagonisti della cosiddetta “età d’oro” del mystery, nonché uno dei più prolifici giallisti di tutti i tempi. Al centro del romanzo, pubblicato nel 1928, c’è una serie di sconcertanti omicidi apparentemente slegati fra loro. |
| L’unico nesso, oltre al fatto che avvengono tutti nella medesima strada londinese, è che le vittime avevano ricevuto un gettone di osso come una sorta di memento mori. A indagare e a individuare quello che oggi chiameremmo il serial killer, è l’aristocratico professor Lancelot Priestley, un ex docente di matematica applicata, il cui passatempo principale è risolvere crimini trattandoli come esercizi di pura logica |
| E visto che è grande la mia passione per i Mistery vi segnalo due importanti uscite: |
| Morte di uno scrittore di Michael Collins (Irlandese, strano vero?), Neri Pozza editore. |
| Sono passati dieci anni da quando E. Robert Pendieton ha pubblicato la sua prima, brillante, raccolta di racconti, ma ormai le sue speranze di una gloriosa notorietà nel mondo della letteratura non esistono più, congelate da una stanca carriera accademica in un dipartimento di inglese di una università nel cuore più freddo degli Stati Uniti. La sua disperazione aumenta con l’arrivo di un vecchio amico e collega, il re del libro superfluo e commerciale, costantemente in classifica. La disperazione lo assale, e il senso di un lungo fallimento cui è troppo tardi porre rimedio lo spinge al suicidio. Ma il suo tentativo viene interrotto dall’arrivo di una studentessa che nei momenti finali lo salva dalla morte consegnandolo al coma. Però accade qualcosa: nella cantina la ragazza scopre il manoscritto di un romanzo in parte autobiografico, una storia brillante e ossessiva che racconta un tremendo omicidio. Con l’aiuto dello scrittore di successo il romanzo verrà pubblicato e diviene un sorprendente best seller. C’è solo un problema: la trama del romanzo ricorda un omicidio vero, irrisolto, l’assassinio brutale di un’adolescente, in quella stessa città. |
| La voce di Indridason Arnaldur (Islandese), Guanda Editore. |
| Mancano pochi giorni a Natale e nello squallido seminterrato di un grande albergo di Reykjavik viene ritrovato il cadavere di un uomo vestito da Babbo Natale e con i pantaloni abbassati. Si tratta del portiere dell’albergo, che sotto le feste si travestiva per divertire i piccoli ospiti. Nella sua misera stanzetta vengono rinvenuti alcuni vecchi dischi in vinile e un poster di Shirley Temple. L’indagine si rivela molto difficile fin da subito per l’agente Erlendur, costretto a confrontarsi con la serie di grotteschi personaggi che popolano l’albergo, e con il marcio nascosto dietro la facciata di irreprensibilità ed eleganza. Ma la rivelazione più scioccante sarà il passato della vittima, un ex bambino prodigio, solista nel coro delle voci bianche di Hafnarfjòrdur, che aveva anche inciso due quarantacinque giri a tiratura limitata, diventati ora una rarità di inestimabile valore per i collezionisti. |