2 Apr
| L’idea di stilare un’elenco in ordine sparso dei 100 film per una Cineteca personale ideale mi è venuta consultando le varie classifiche che periodicamente vengono redatte da riviste specializzate, come ad esempio Ciak in Italia che inserisce incredibilmente in questa classifica Natale sul Nilo, Hulk, Matrix reloaded e Terminator 3, le macchine ribelli !! |
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| A qualcuno piace caldo di Billy Wilder. Con Marilyn Monroe, Tony Curtis, Jack Lemmon, George Raft, Pat O’Brien, Nehemiah Persoff, Joe E. Brown. Genere Commedia, b/n 120 minuti. - Produzione USA 1959. |
| Testimoni involontari del massacro di San Valentino a Chicago, per opera di Al Capone & Co., due suonatori d’orchestra scappano, travestiti da donna, e si aggregano a un’orchestra femminile di jazz diretta a Miami. |
| «Ma non capisci proprio niente, Osgood! Sono un uomo!» «Bè, nessuno è perfetto.» |
| Sono sicuro che se si facesse un sondaggio pochissime persone potrebbero dire di non avere mai visto questo capolavoro di Billy Wilder, divenuto ormai immortale per la spumeggiante interpretazione di Tony Curtis, Jack Lemmon e Marilyn Monroe. |
| Uno dei contributi a far della Monroe un mito e simbolo del secolo passato è senz’altro il ruolo di Sugar: sensuale, dissillusa e sognatrice allo stesso tempo, un mito del cinema, basta vederla cantare “I wanna be loved by you” per farsi avvolgere dalla leggenda. |
| Il grande ritmo è sostenuto da due grandi interpreti: Jack Lemmon e Tony Curtis irresistibile coppia, il primo goffo e pasticcione il secondo smargiasso e grande conquistatore. Che dire poi della frase diveuta celebre pronunciata da Joe E. Brown, un vecchio comico dei primi anni del sonoro a uno sconsolato Jack Lemmon che gli ha appena rivelato di essere un uomo, mentre nel sedile dietro a loro Tony Curtis e Marilyn si baciano appassionatamente. |
| Alcune curiosità: |
| - Il film fu girato in bianco e nero perchè gli screen test avevano rivelato che il make up di Jack Lemmon e Tony Curtis dava al loro viso una sfumatura verdognola, che con il bianco e nero non si sarebbe notata. |
| - Durante le riprese i problemi dovuti all’atteggiamento di Marilyn Monroe furono notevoli: secondo Tony Curtis Marilyn si presentava sul set regolarmente in ritardo di due, tre ore, e spesso rifiutava di uscire dal camerino. L’attrice inoltre non riusciva a memorizzare nessuna battuta, anche le più semplici e spesso era costretta a leggere le sue battute su una lavagna. Le scene del film ambientate nell’albergo, furono girate interamente all’Hotel Del Coronado di San Diego, in California, perchè Marilyn non voleva spostarsi e voleva soggiornare poco lontano dal set. Alla fine delle riprese Wilder era così arrabbiato con lei, che non la invitò neppure al party di lancio del film. Al termine delle riprese un giornalista gli chiese se avrebbe girato un altro film con la Monroe, il regista rispose:”Ne ho parlato con il mio medico di famiglia, il mio psichiatra ed il mio contabile. Hanno detto che sono troppo vecchio e troppo ricco per affrontare un’altra esperienza come questa.” |
| - Continua Billy Wilder: “In una scena dove lei entra delusa e depressa nella stanza d’albergo di Lemmon e Curtis e, in preda alla disperazione, vorrebbe ricominciare a bere. Doveva semplicemente dire “dov’è il boubon?”. Bene, quella scena l’abbiamo dovuta girare la bellezza di 65 volte! Ci impiegammo un giorno e mezzo con i due protagonisti maschili ad aspettare su quegli orribili trampoli e con quei cenci addosso! Eppure aveva un carisma come nessun’altra attrice: un’aura che le aleggiava intorno. A Vienna avevo una zia che lavorava in una pasticceria. Lei sarebbe arrivata puntualissima alle prove e avrebbe padroneggiato le sue battute da cima a fondo, fino all’ultima virgola. Non mi avrebbe rovinato un solo ciak, nè io avrei avuto la minima discussione con lei. Ma al botteghino avrebbe reso pochi spiccioli. Marilyn era un genio assoluto come attrice comica. Aveva un talento eccezionale.” |
| - Terz’ultimo film di Marily Monroe, che morirà tre anni dopo nel 1962 ormai dipendente da psicofarmaci ed alcol e sempre più preda di turbe psichiche. |
| La settima arte nasce nel lontano 1895, il 28 dicembre di quell’anno i fratelli Lumiere proiettarono al Grand Café des Capucines di Parigi dieci film di circa un minuto l’uno. Dopo più di 100 anni l’arte cinematografica affascina ancora milioni di spettatori, anche con l’avvento del colore e di mirabilanti effetti speciali per comporre un grande film gli elementi che vanno amalgamati e che devono essere al massimo del livello artistico sono sempre gli stessi: Sceneggiatura, Regia, Fotografia, Montaggio, Colonna sonora e Recitazione. |