19 Apr
| L’idea di stilare un’elenco in ordine sparso dei 100 film per una Cineteca personale ideale mi è venuta consultando le varie classifiche che periodicamente vengono redatte da riviste specializzate, come ad esempio Ciak in Italia che inserisce incredibilmente in questa classifica Natale sul Nilo, Hulk, Matrix reloaded e Terminator 3, le macchine ribelli !! |
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| Blade runner di Ridley Scott. Con Harrison Ford, Sean Young, Daryl Hannah, Edward James Olmos, Rutger Hauer, Joanna Cassidy, M. Emmet Walsh, William Sanderson, Brion James, Joe Turkel, James Hong, Morgan Paull, Kevin Thompson, John Edward Allen, Hy Pyke. Genere Fantascienza, colore 118 minuti. - Produzione USA 1982. |
| In una Los Angeles piovosa e sovrappopolata, il poliziotto Deckard (Harrison Ford), dell’unità Blade Runner, viene richiamato in servizio. La sua specialità è l’eliminazione di esemplari insubordinati di “replicanti”, androidi destinati al lavoro nelle colonie spaziali. Quattro di loro, Roy Batty, Leon, Zora e Pris, hanno raggiunto la Terra per tentare di infiltrarsi nelle industrie che li fabbricano. I replicanti sono identici agli esseri umani, tranne che per la durata limitata della loro esistenza e per l’apparente incapacità di provare sentimenti. Proprio sulla registrazione delle reazioni emotive si basa il test Voigt - Kampff, con cui Deckard indentifica in Rachel (Sean Young), collaboratrice dell’industriale, una replicante sperimentale, inconsapevole della propria vera natura. Deckard si pone sulle tracce di replicanti da “ritirare”, eliminando per prima la spogliarellista Zora (Joanna Cassidy). È però Rachel a salvarlo da Leon, mentre Pres (Daryl Hannah) si installa a casa di un ricercatore per convincerlo a portare lei e Batty (Rutger Hauer) dall’industriale. L’incontro non ha esito felice: i due replicanti apprendono che non c’è modo di prolungare la loro esistenza. Deckard li raggiunge nel loro nascondiglio e, “ritirata” Pris, affronta Batty in un duello spietato. Salvato in extremis dal suo stesso avversario un attimo prima che questi muoia, Deckard recupera Rachel e fugge con lei lontano dalla città. |
| «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei… momenti andranno perduti… nel tempo… come… lacrime… nella pioggia. È tempo di morire» |
| Perfetta fusione di poliziesco e fantascienza, Blade Runner vive un rapporto di simbiosi con Il cacciatore di androidi, romanzo di Philip K. Dick da cui è tratto, il film di Scott si è guadagnato uno status da leggenda grazie alla credibile apparizione di Harrison Ford nei panni del cinico detective protagonista. |
| Anche se il film risulta più coerente ed equilibrato, alcuni riferimenti sono apprezzabili solo leggendo il libro: i dettagli del test o la descrizione di un mondo in cui le riproduzioni artificiali degli animali, quasi estinti, diventano status symbol. Tuttavia il film descrive perfettamente una società multietnica e tratteggia perfettamente i diversi personaggi, tutti pervasi dall’amarezza tipica dell’opera di Dick: dallo scienziato colpito da invecchiamento precoce che vive in una casa piena di giocattoli, ai replicanti afflitti da angosce esistenziali, dalla fragile e sensuale Rachel alle prese con la propria identità sconosciuta al detective anni Quaranta trasferito nel futuro. |
| Altrettanto efficaci sono gli effetti speciali di Douglas Trumbull e la colonna sonora di Vangelis. Blade Runner divenne rapidamente un cult-movie, cosa che anni dopo permise a Ridley Scott di distribuirne la versione “originale” ( Blade Runner: the Director’s Cut). Meno ottimistica nel finale dell’edizione nota al pubblico, essa è priva della narrazione fuori campo del protagonista e della ripresa aerea conclusiva, aggiunta per volontà del produttore, utilizzando ritagli della sequenza iniziale di Shining. |
| Alcune curiosità: |
| - Il famoso (e bellissimo) monologo in punto di morte di Roy Batty in Blade Runner non era nella sceneggiatura. Lo scrisse l’attore Rutger Hauer, che lo propose a Scott poco prima di girare la scena, che era anche l’ultima della lavorazione. Ridley Scott ammise di averglielo lasciato recitare “per evitare discussioni”. |
| - Blade Runner non piacque alla critica e fu un flop al box office: anno dopo anno, però, la sua popolarità crebbe, divenne un cult e la produzione si rifece abbondantemente dell’investimento. |
| - Per il personaggio di Deckard, Fancher si ispirò a Robert Mitchum. Prima che il ruolo andasse a Harrison Ford, si pensò di affidare la parte a Dustin Hoffman, ma l’idea di scritturare Hoffman fu scartata dopo alcuni mesi perché non aveva il fisico per impersonare il tipico poliziotto eroico e perché aveva una visione di Deckard completamente diversa dal regista. |
| - Sean Young e Daryl Hannah vennero scelte dopo dei provini filmati in cui venivano interpretate delle scene preparate per il film. In alcune di queste il ruolo di Deckard venne interpretato da Morgan Paull, che ottenne in seguito la parte di Holden. Joanna Cassidy fu scelta per il ruolo di Zhora anche perché riusciva a sentirsi a suo agio con un serpente intorno al collo. Infatti il pitone birmano che si vede nella scena all’interno del camerino era il suo animale domestico. Per il personaggio di Mary, la quinta replicante, venne scelta Stacey Nelkin. Tuttavia, a causa di un lungo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood, le scene in cui doveva comparire Mary non furono sviluppate e si decise di eliminare il personaggio |
| - Inizialmente Tyrell doveva essere un replicante. Il vero creatore dei Nexus 6 era morto 4 anni prima e giaceva all’interno di una teca di vetro al piano superiore rispetto all’ufficio. Roy Batty, una volta cavati gli occhi a Tyrell, scopriva la verità e con l’ascensore si recava al piano superiore sulla tomba del padre. Questa scena non venne mai girata. |
| - Blade Runner è uno degli ultimi film di fantascienza che non utilizza effetti speciali creati al computer. La scena iniziale, in cui si vede una panoramica della città, è in realtà la ripresa di un modellino a prospettiva forzata profondo solo 4,5 metri e formato da sagome di palazzi riprodotti in serie. Le esplosioni di gas sono vere: vennero registrate e poi proiettate sul modellino una alla volta, cosicché la scena iniziale è in realtà la sovrapposizione di moltissime riprese. |
| La settima arte nasce nel lontano 1895, il 28 dicembre di quell’anno i fratelli Lumiere proiettarono al Grand Café des Capucines di Parigi dieci film di circa un minuto l’uno. Dopo più di 100 anni l’arte cinematografica affascina ancora milioni di spettatori, anche con l’avvento del colore e di mirabilanti effetti speciali per comporre un grande film gli elementi che vanno amalgamati e che devono essere al massimo del livello artistico sono sempre gli stessi: Sceneggiatura, Regia, Fotografia, Montaggio, Colonna sonora e Recitazione. |