8 Apr
| L’idea di stilare un’elenco in ordine sparso dei 100 film per una Cineteca personale ideale mi è venuta consultando le varie classifiche che periodicamente vengono redatte da riviste specializzate, come ad esempio Ciak in Italia che inserisce incredibilmente in questa classifica Natale sul Nilo, Hulk, Matrix reloaded e Terminator 3, le macchine ribelli !! |
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| Apocalypse now di Francis Ford Coppola. Con Robert Duvall, Dennis Hopper, Martin Sheen, Marlon Brando, Frederic Forrest, Harrison Ford, Larry Fishburne, Scott Glenn, Albert Hall, Francis Ford Coppola, Vittorio Storaro, Dean Tavoularis, Mark Coppola, Sam Bottoms, Bo Byers, Larry Carney, Colleeen Camp, Linda Carpenter, James Keane, Damien Leake, Tom Mason, Ron McQueen, Herb Rice, Jerry Ross, Kerry Rossall, G.D. Spradlin, William Uptone, Dick White, Cyntia Wood, Jerry Ziesmer. Genere Guerra, colore 150 minuti. - Produzione USA 1979. |
| A Saigon il cap. Willard dei servizi speciali riceve l’ordine di risalire un fiume della Cambogia, raggiungere il colonnello Kurtz che sta combattendo una sua feroce guerra personale ed eliminarlo. |
| «Mi piace l’odore del napalm di mattina. Una volta una collina la bombardammo per dodici ore e finita l’azione andai lì sopra. Non ci trovammo più nessuno, neanche un lurido cadavere di viet. Ma quell’odore! Si sentiva quell’odore di benzina. Tutta la collina…odorava di…di vittoria» |
| Ispirato a Cuore di tenebra (1902) di Joseph Conrad, sceneggiato da J. Milius, splendidamente fotografato da V. Storaro, è il più visionario e sovreccitato film sul Vietnam, trasformato in mito. Delirante, eccessivo, diseguale, ricco di sequenze straordinarie, assai discusso e talvolta estetizzante nel suo ostentato brio stilistico, nella sua spropositata ambizione di grandiosa complessità. È una riflessione amara, forse disperata, sulla follia omicida della civiltà occidentale, sul legno storto dell’umanità. |
| Notevole l’interpretazione di tutto il cast, un maestoso Marlon Brando, un Robert Duvall indimenticabile e geniale, un Martin Sheen struggente, uno stravagante fotoreporter impersonato da Dennis Hopper e persino una piccola parte di Harrison Ford concorrono a rendere questa pellicola leggendaria. |
| L’opera coppoliana esprime un’idea di Cinema che certo non è schiettamente originale eppur tuttavia ha trovato, proprio in Apocalypse Now, una delle espressioni di massimo splendore: il progetto è quello del Cinema Totale e, concettualmente, è vecchio quasi come la Settima Arte. |
| Si pensi, poi, all’uso oltremodo sapiente delle luci - tecnica poetica di certo non nuova, che Coppola, però, soprattutto nella parte finale del film, quella dell’incontro/scontro tra Willard e Kurtz, porta davvero all’estreme conseguenze: nell’oscurità talmente piovigginosa da sembrare assorbire qualsiasi entità che si muova nel regno pagano del colonnello, quella luce di matrice espressionistica che, oscillando in continuazione, svela e maschera contemporaneamente, moltiplica a dismisura i piani dello spazio, rendendoli indiscernibili, assurgendo, così, a strumento metaforico che permette la comprensione nel momento stesso in cui la nega. |
| Basti ricordare, a mo’ d’esempio, come la luce faccia sempre vedere, e contemporaneamente nasconda nell’oscurità, il primo piano di Kurtz, in funzione dunque non solo estetica ma simbolica e persino diegetica, laddove Kurtz è raccontato, fin dall’inizio, come un personaggio in buona parte insondabile e non comprensibile. |
| Alcune curiosità: |
| - Marlon Brando chiese a Francis Ford Coppola solo riprese in penombra e particolarmente scure per celare un notevole aumento di peso. |
| - Benjamin Willard, nome e cognome del personaggio interpretato da Martin Sheen, è composto dai nomi dei figli primogeniti di Harrison Ford, che appare nel film per qualche minuto nei panni del colonnello Lucas. |
| - Assistente alla regia era Melissa Mathison (sceneggiatura di E.T.), che sul set incontra Harrison Ford del quale diventerà la futura seconda moglie; infatti a quel tempo Ford stava divorziando dalla sua prima moglie Mary Marquardt. |
| - Nel film recita anche un giovanissimo Laurence Fishburne che interpreta un giovane soldato idealista arruolatosi da poco, che morirà ucciso sulla barca che lo porta da Kurtz; per rendere più drammatica la scena, Coppola lo farà morire mentre sta ascoltando un nastro in cui la madre lo saluta e gli augura di tornare a casa. |
| - Alla fine le riprese durarono quasi un anno e mezzo, ci vollero 3 anni di montaggio a causa dei continui litigi con Marlon Brando, mentre la puntualizzazione del sonoro richiese più di nove mesi. Il costo finale del film fu di trenta milioni di dollari, rispetto ai 12-14 inizialmente previsti dal budget; questo portò al momentaneo fallimento della Zoetrope, la casa di produzione di Coppola, che però si riprese dopo che il film incassò in tutto il mondo 150 milioni di dollari. |
| La settima arte nasce nel lontano 1895, il 28 dicembre di quell’anno i fratelli Lumiere proiettarono al Grand Café des Capucines di Parigi dieci film di circa un minuto l’uno. Dopo più di 100 anni l’arte cinematografica affascina ancora milioni di spettatori, anche con l’avvento del colore e di mirabilanti effetti speciali per comporre un grande film gli elementi che vanno amalgamati e che devono essere al massimo del livello artistico sono sempre gli stessi: Sceneggiatura, Regia, Fotografia, Montaggio, Colonna sonora e Recitazione. |