18 Apr
| L’idea di stilare un’elenco in ordine sparso dei 100 film per una Cineteca personale ideale mi è venuta consultando le varie classifiche che periodicamente vengono redatte da riviste specializzate, come ad esempio Ciak in Italia che inserisce incredibilmente in questa classifica Natale sul Nilo, Hulk, Matrix reloaded e Terminator 3, le macchine ribelli !! |
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| Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme. Con Jodie Foster, Scott Glenn, Anthony Hopkins. Genere Thriller, colore 118 minuti. - Produzione USA 1991. |
| Dal romanzo omonimo (1988) di Thomas Harris. Una giovane recluta dell’FBI (J. Foster) è incaricata di far visita in carcere a Hannibal Lecter (A. Hopkins), psichiatra pluriomicida, per ottenere informazioni su un assassino psicopatico che ha ucciso e scuoiato cinque donne. Le ottiene, ma in cambio deve raccontargli episodi del suo passato. |
| «Tutti gli psicopatici tengono dei trofei delle loro vittime» «Io no» «Lei se le mangiava, dottore!» |
| Memorabile thriller che inquieta (degno erede del cinema di Hitcocock) che spiazza e turba. J. Demme vi conferma il suo talento visivo, la capacità di caricare le immagini di emozioni, la sagacia nel creare tensione senza cadere nel sensazionalismo, la tendenza wellesiana all’eccesso decorativo. Il personaggio di Lecter era già apparso, defilato, in Manhunter-Frammenti di un omicidio (1986) di Michael Mann. 5 Oscar: film, regia, Foster, Hopkins e Ted Tally per la sceneggiatura. |
| Il film ha creato un’icona, una nuova figura di criminale che a tutt’oggi non smette di esercitare la sua attrazione sugli spettatori di mezzo mondo: Hannibal Lecter (che in realtà aveva già fatto un’apparizione nel bel thriller Manhunter - Frammenti di un omicidio di Michael Mann, di cui è uscito da poco un remake ad opera di Brett Ratner), psichiatra di successo, uomo colto dai modi raffinati, folle cannibale e mente dedita al male, è diventato uno dei “mostri” cinematografici di maggior successo della storia del cinema, alla pari con l’indimenticabile Norman Bates di Psycho: e, parimenti ad Anthony Perkins, protagonista del capolavoro hitchcockiano, Anthony Hopkins ha trovato con il personaggio di Lecter il ruolo della sua carriera, finendo per essere spesso identificato con l’affascinante cannibale creato dalla fantasia dello scrittore Thomas Harris. |
| Jodie Foster (interpretazione enorme la sua) ha categoricamente (e intelligentemente, dato il materiale a disposizione) rifiutato di tornare a vestire i panni dell’agente Clarice Starling nel sequel. Questo film è stato il precursore di una miriade di opere incentrate su omicidi seriali, creando un vero e proprio fenomeno. |
| Alcune curiosità: |
| - Anthony Hopkins recita appena sedici minuti. Sicuramente una delle più brevi recitazioni ad aver meritato l’Oscar. |
| - Jodie Foster ha ottenuto il ruolo di Clarice Starling che era stato rifiutato da Michelle Pfeiffer. |
| - Anthony Hopkins ha preso molte cose di sua iniziativa. Tra queste, il sinistro risucchio fatto a denti stretti dopo che ha detto a Clarice del fegato dell’addetto ai censimenti. Anche la parte sulle origini povere e contadine di Clarice è di sua volontà, e la reazione offesa e ferita di Jodie Foster è ancora più “genuina”, perché Hopkins ha “colpito nel segno”. Filmata la scena, Jodie Foster ha ringraziato Hopkins per averle scaturito quella reazione. |
| - Anthony Hopkins ha partecipato a processi ed accuse di assassini, e visto molte videointerviste a serial killer per “prepararsi”. |
| - Hopkins raramente sbatte le palpebre. Ha imparato a farlo notando che anche Charles Manson, quando parla, non le sbatte mai. |
| - Tomas Harris ha chiamato l’investigatrice Clarice Starling non a caso. Il nome significa “chiarezza”, “razionalità” per sottolineare la contrapposizione al serial killer Hannibal. Anche nel cognome ritorna questo richiamo alla “chiarezza”: “Star” (stella, in inglese) e “ling” per assonanza richiama licht (in tedesco, letteralmente “illuminazione”). |
| La settima arte nasce nel lontano 1895, il 28 dicembre di quell’anno i fratelli Lumiere proiettarono al Grand Café des Capucines di Parigi dieci film di circa un minuto l’uno. Dopo più di 100 anni l’arte cinematografica affascina ancora milioni di spettatori, anche con l’avvento del colore e di mirabilanti effetti speciali per comporre un grande film gli elementi che vanno amalgamati e che devono essere al massimo del livello artistico sono sempre gli stessi: Sceneggiatura, Regia, Fotografia, Montaggio, Colonna sonora e Recitazione. |