L’idea di stilare un’elenco in ordine sparso dei 100 film per una Cineteca personale ideale mi è venuta consultando le varie classifiche che periodicamente vengono redatte da riviste specializzate, come ad esempio Ciak in Italia che inserisce incredibilmente in questa classifica Natale sul Nilo, Hulk, Matrix reloaded e Terminator 3, le macchine ribelli !!
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Ritorno al futuro di Robert Zemeckis. Con Christopher Lloyd, Michael J. Fox. Genere Fantascienza, colore 116 minuti. - Produzione USA 1985.
Un diciottenne fa amicizia con uno strambo inventore che con la sua macchina per viaggiare nel tempo lo manda indietro nel 1955, facendogli correre il rischio di non fare sposare i suoi futuri genitori.
«Allora dimmi, ragazzo del futuro, chi è il presidente degli Stati Uniti, nel 1985?»
«Ronald Reagan.»
«Ronald Reagan l’attore? E il vicepresidente chi è? Jerry Lewis? Suppongo che Marylin Monroe sia la First Lady e John Wayne il ministro della guerra!!»

Sotto la scorza del racconto fantastico, basato sul viaggio nel tempo, è un film nel segno della nostalgia, nonostante quello che possano far pensare il tema di base e l’affascinante titolo, non è un film di fantascienza ma, almeno per una buona parte della sua durata, una classica commedia degli equivoci che ha come suoi punti di forza un umorismo scanzonato e allo stesso tempo pungente, ed una sceneggiatura ad orologeria.
D’altronde a dirigere questa magistrale macchina d’intrattenimento c’è Robert Zemeckis che già con All’inseguimento della pietra verde, aveva dimostrato di conoscere bene i gusti del pubblico e di saperli “assecondare” (come sarà ancora più chiaro in seguito con Chi ha incastrato Roger Rabbit? e il furbo Forrest Gump), senza dimenticare che dietro a tutto questo in veste di produttore si nasconde il Re Mida di Hollywood, sua maestà Steven Spielberg.
Giovano sicuramente al film anche le convincenti interpretazioni degli attori - Fox è bravo nel saper gestire tutti gli spazi, comici e non, che gli vengono offerti e Christopher Lloyd è il classico scienziato fai da te proprio come l’abbiamo sempre immaginato, ottimo con la sua vulcanica gestualità - una colonna sonora che brillantemente si divide tra contemporaneo e oldie e soprattutto una regia misurata e mai sopra le righe; d’altronde con un’idea così originale ed uno script così curato, strafare dietro la macchina da presa avrebbe voluto dire distruggere quell’armonia su cui basa tutto il film.
Alcune curiosità:
- In una delle prime stesure della sceneggiatura la macchina del tempo era un frigorifero nel quale rinchiudersi per effettuare il salto temporale: Steven Spielberg, produttore esecutivo della trilogia, cambiò lo script perché temeva che i bambini avrebbero iniziato a chiudersi dentro i frigoriferi per imitare il protagonista.
- Per il ruolo di Marty furono considerati anche C. Thomas Howell, Corey Hart ed Eric Stoltz, che fu licenziato dopo 6 settimane di riprese. Nella scena dei libici all’inseguimento di Marty si son potute riutilizzare alcune sequenze in precedenza girate da Stoltz, non riconoscibile in inquadrature distanti e molto dinamiche.
- Per la costruzione del personaggio di Doc, Christopher Lloyd ha affermato di essersi basato sulla gestualità del direttore d’orchestra Leopold Stokowski.
- Il set utilizzato per la strada principale di Hill Valley è lo stesso usato per la cittadina di Kingston Falls del film Gremlins (prodotto l’anno prima da Spielberg).
- All’inizio del film si vede una carrellata sugli orologi nel laboratorio di “Doc” Brown. Uno di questi orologi ha un pupazzetto di un uomo con un cappellino bianco attaccato ad una delle lancette, si tratta di un evidente tributo al noto film muto Preferisco l’ascensore, (Safety Last), (1923) di Harold Lloyd. Inoltre è una autocitazione della fine del film stesso in cui il dottore rimane appeso alle lancette della torre dell’orologio.
- L’amplificatore nel laboratorio di Doc che Marty accende all’inizio è etichettato come un “CRM-114″. È un omaggio a Il Dottor Stranamore (è il nome del decodificatore usato dall’equipaggio del B-52) e a 2001: Odissea nello spazio (il numero di serie del Jupiter Explorer), diretti entrambi da Stanley Kubrick.
- Quando Marty si intrufola in casa del padre, nel 1955, per costringerlo ad andare al ballo, lo spaventa travestendosi da alieno e mettendogli nelle orecchie le cuffie del walkman e sparandogli nelle orecchie Eruption dei Van Halen. Quando George si sveglia spaventato, Marty si presenta come Darth Vader, del pianeta Vulcano, chiaro omaggio di Zemeckis a Lucas, suo amico e collega, oltre che ai vulcaniani di Star Trek.
- La campana della torre dell’orologio del 1955 è identica alla campana del film L’uomo che visse nel futuro del 1960, basato sul romanzo La macchina del tempo di H. G. Wells.
La settima arte nasce nel lontano 1895, il 28 dicembre di quell’anno i fratelli Lumiere proiettarono al Grand Café des Capucines di Parigi dieci film di circa un minuto l’uno. Dopo più di 100 anni l’arte cinematografica affascina ancora milioni di spettatori, anche con l’avvento del colore e di mirabilanti effetti speciali per comporre un grande film gli elementi che vanno amalgamati e che devono essere al massimo del livello artistico sono sempre gli stessi: Sceneggiatura, Regia, Fotografia, Montaggio, Colonna sonora e Recitazione.