7 Mag
| L’idea di stilare un’elenco in ordine sparso dei 100 film per una Cineteca personale ideale mi è venuta consultando le varie classifiche che periodicamente vengono redatte da riviste specializzate, come ad esempio Ciak in Italia che inserisce incredibilmente in questa classifica Natale sul Nilo, Hulk, Matrix reloaded e Terminator 3, le macchine ribelli !! |
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| Aguirre furore di Dio di Werner Herzog. Con Klaus Kinski, Helena Rojo Del Negro, Ruy Guerra, Peter Berling. Genere Storico, b/n 94 minuti. - Produzione Germania, Messico, Perù 1972. |
| Nel 1560 una spedizione spagnola, guidata da Gonzalo Pizarro, fratello di Francisco, discende la Cordigliera delle Ande alla ricerca del mitico El Dorado. La giungla inestricabile la blocca. Si invia allora un pattuglione esplorativo, munito di zattere, sul fiume Urubamba al comando di Pedro de Urrua al cui fianco è l’ambizioso e spietato Lope de Aguirre. Finirà vittima della sua folle megalomania. |
| «Quel tizio è più alto di me di una testa. Vedi di provvedere» |
| Girato con pochi mezzi in Perú, il 5° film di W. Herzog è leggibile a 3 livelli: 1) racconto di avventure e di viaggio che ha al centro il tema di una profanazione fallita, 2) tragedia di un eroe del male (con un Kinski strepitosamente nevrotico) sui temi della ribellione e della solitudine, 3) parabola politica sull’imperialismo coloniale. Vi coabitano uno straniamento epico di timbro brechtiano e una tensione onirica, allucinata. Fotografia di Th. Mauch. |
| Questa spedizione ebbe realmente luogo ma Herzog ha rielaborato liberamente i fatti storici, ispirandosi anche alle memorie di Gaspar De Carvajal, il frate del film, il quale in realtà non prese parte alla spedizione. |
| Alcune curiosità: |
| - Herzog scrisse la sceneggiatura “di getto”, impiegandoci solo due giorni e mezzo. Buona parte di essa venne scritta durante un viaggio in autobus di 200 miglia con la sua squadra di calcio. Durante il viaggio, dopo una partita vinta, i suoi compagni si ubriacarono e uno di loro vomitò su diverse pagine del manoscritto, rovinandole irrimediabilmente. Herzog le buttò fuori dal finestrino e afferma di non ricordare cosa avesse scritto su quelle pagine. |
| - Il film segna l’inizio del sodalizio tra Herzog e Klaus Kinski, suo “attore-feticcio”, con il quale ha girato altri cinque film e al quale ha dedicato, dopo la morte dell’attore, il documentario Kinski, il mio nemico più caro. Con questo film hanno anche inizio i violenti litigi tra i due; loro stessi raccontarono che il regista arrivò a minacciare di uccidere Kinski e se stesso, quando l’attore espresse la volontà di abbandonare la lavorazione del film. |
| - l film fu girato con soli 370.000 dollari, dei quali un terzo era la paga di Kinski. La troupe era formata da sole otto persone. La macchina da presa usata per il film fu rubata da Herzog alla scuola di cinema di Monaco. Le riprese furono particolarmente difficili e pericolose; durarono cinque settimane, tra il gennaio e il febbraio del 1972 (dopo nove mesi di pre-produzione) ed ebbero luogo in Perù, nella foresta amazzonica della regione Ucayali e sui fiumi Huallaga e Nanay, affluenti del Rio delle Amazzoni. La navigazione avvenne su zattere costruite dai nativi. Il film fu girato in ordine cronologico, perché Herzog voleva che la maturazione del cast e della troupe lungo il viaggio riflettesse quella dei personaggi. |
| - Tutti gli attori recitarono in inglese. I membri del cast e della troupe venivano da sedici paesi diversi e l’inglese era l’unico possibile linguaggio comune, inoltre Herzog sperava che girare il film in inglese ne facilitasse la distribuzione internazionale. Purtroppo il responsabile della post-sincronizzazione fuggì dal Perù con la piccola somma di denaro messa da parte per quel processo. La traccia audio inglese fu poi sostituita da una traccia in tedesco di migliore qualità durante la post-produzione. Herzog afferma che Kinski chiese un milione di dollari per fare il doppiaggio in tedesco, così la sua parte fu doppiata da un altro attore. |
| La settima arte nasce nel lontano 1895, il 28 dicembre di quell’anno i fratelli Lumiere proiettarono al Grand Café des Capucines di Parigi dieci film di circa un minuto l’uno. Dopo più di 100 anni l’arte cinematografica affascina ancora milioni di spettatori, anche con l’avvento del colore e di mirabilanti effetti speciali per comporre un grande film gli elementi che vanno amalgamati e che devono essere al massimo del livello artistico sono sempre gli stessi: Sceneggiatura, Regia, Fotografia, Montaggio, Colonna sonora e Recitazione. |