L’idea di stilare un’elenco in ordine sparso dei 100 film per una Cineteca personale ideale mi è venuta consultando le varie classifiche che periodicamente vengono redatte da riviste specializzate, come ad esempio Ciak in Italia che inserisce incredibilmente in questa classifica Natale sul Nilo, Hulk, Matrix reloaded e Terminator 3, le macchine ribelli !!
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City of God di Fernando Meirelles. Con Alexandre Rodrigues, Matheus Nachtergaele, Seu Jorge, Leandro Firmino da Hora, Alice Braga. Genere Drammatico, colore 130 minuti. - Produzione Brasile, Francia, USA 2001.
Rio de Janeiro, dagli anni ’60 agli ’80. La favela di Cidade de Deus diventa il palcoscenico delle storie parallele di Buscapé e Dadinho. Entrambi tredicenni, sono però mossi da ambizioni diversissime: il primo vorrebbe diventare fotografo, il secondo il più temuto criminale della città. Se Buscapé trova molti ostacoli nella realizzazione dei propri sogni, Dadinho diventa rapidamente padrone del quartiere e del narcotraffico con lo pseudonimo di Zè Pequeno. La morte del suo braccio destro Bené e la violenza perpetrata ai danni della fidanzata del mite Galinha innescheranno una guerra tra bande dall’esito tragico.
«Ci sono dei momenti in cui se ti fermi sei fatto, e se ti muovi sei fatto lo stesso»
Il regista Fernando Meirelles sceglie di raccontarci la violenza di Rio de Janeiro attraverso lo sconvolgente e spietato resoconto dei regolamenti tra bande rivali, che si sono sanguinosamente succedute dagli anni ‘60 agli anni ‘80. I fatti, basati sulle innumerevoli storie vere che le favelas racchiudono, sono narrati dagli occhi e dalla voce del giovane Buscapè, Alexandre Rodrigues, testimone e spettatore di un sotto-mondo che brulica di droga, armi ed odio. Buscapè ha talento e voglia di emergere dai bassifondi in cui si trova a vivere; coltiva il sogno di diventare fotografo, ma si scontra con la dura realtà di emarginazione e miseria che respira quotidianamente. Lo sguardo onesto ed innocuo del timido Buscapè vede ogni giorno morire amici e vicini che hanno scelto di crescere con il mito del bandito. L’aspirazione dei giovanissimi criminali è quella del controllo della Città di Dio, quella del giovanissimo Buscapè è invece di avere controllo sulla propria vita. Da una parte c’è la scelta di essere attori, dall’altra di esser spettatori di quella tremenda storia che ha come teatro la favela più temuta di Rio.
Gli attori sono presi dall’ambiente del teatro amatoriale, e ad ognuno di loro è stato chiesto d’interpretare personaggi arricchiti dal proprio vissuto e dalle proprie esperienze. La struttura narrativa è un complesso gioco ad incastri che mostra come tutto sia collegato, e come tutto, alla fine, ritorni. Questa drammatica circolarità di volti e storie vuol forse simboleggiare l’ineluttabilità del destino che lega con catene i personaggi ai luoghi da cui provengono. A chi nasce nella Città di Dio non è dato di vivere un’infanzia serena. I bambini si odiano come gli adulti, e al posto dei giochi impugnano pistole. Buscapè decide invece di maneggiare un’altra arma, la macchina fotografica.
Alcune curiosità:
- La sequenza del motel, in cui Marreco, Cabeleira e Alicate rapinano i clienti, fu girata in un vero albergo, in cui nel frattempo proseguivano le consuete attività: la direzione ricevette le lamentele di alcuni ospiti disturbati dai colpi di pistola.
- Con lo scopo di fare montare la tension tra due dei protagonisti, l’insegnante di recitazione Fátima Toledo indusse l’adolescente Renato de Souza (Dadinho) a comprtarsi da bullo col più giovane Douglas Silva per ben due settimane. Così, nella scena in cui Marreco schiaffeggia Dadinho, lo sguardo carico di odio del piccolo Douglas è assolutamente autentico.
- Tutti gli attori non professionisti in La città di Dio - City of God provengono dalle favelas di Rio de Janeiro. Un paio proprio dalla “Cidade de Deus”.
La settima arte nasce nel lontano 1895, il 28 dicembre di quell’anno i fratelli Lumiere proiettarono al Grand Café des Capucines di Parigi dieci film di circa un minuto l’uno. Dopo più di 100 anni l’arte cinematografica affascina ancora milioni di spettatori, anche con l’avvento del colore e di mirabilanti effetti speciali per comporre un grande film gli elementi che vanno amalgamati e che devono essere al massimo del livello artistico sono sempre gli stessi: Sceneggiatura, Regia, Fotografia, Montaggio, Colonna sonora e Recitazione.