20 Nov
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| Il Connettivismo compie cinque anni. E allora che si dia lustro al lustro. Che si festeggi, si brindi e si celebri questo evento.
Era una sera di dicembre. Una di quelle sere in cui le coincidenze non sembrano tali, una notte in cui ogni cosa pare connessa a tutte le altre da una sottile e invisibile rete di significati, un microcosmo che per un attimo si manifesta e si chiarisce. Era una di quelle sere in cui le idee prendono vita e prosperano. Cinque anni sono passati da allora e questa può essere l’occasione di raccontarli. Ripercorrerli come su una pellicola che scorre al contrario e ritrovare gli amici di questa lunga camminata per soffermarsi sulle tappe di ciò che si è fatto, di quanto si sta facendo e di quanto si farà. Perché molto ancora deve venire. Questo è lo scopo della NextCon-09. Il 21 Novembre 2009, presso lo Spazio Lattuada di Milano, il Connettivismo si fermerà. Il treno per le stelle che non ha mai smesso di correre, il Supernova Express, farà una tappa in città e si racconterà ai curiosi. Sentiremo narrare delle tredici Iterazioni di NeXT, della sua emanazione internazionale, delle tre antologie del Movimento, dei cortometraggi prodotti, degli eventi portati in giro per l’Italia, dei due Premi Urania Mondadori conquistati nelle ultime tre edizioni dagli autori connettivisti Giovanni De Matteo e Francesco Verso. Il programma prevede la presentazione della nuova antologia del Connettivismo, AFO – Avanguardie Futuro Oscuro, curata da Sandro “zoon” Battisti e introdotta da Sergio “Alan D.” Altieri, un excursus sul lato più oscuro del Connettivismo. E si proseguirà con letture, performance, proiezioni di cortometraggi e molto altro ancora. Concluderà la serata una riflessione sulla fantascienza: raccontare il futuro come strumento per interrogarsi sul presente. |
| NextCon-09 Sabato 21 Novembre 2009 Dalle ore 19.00 ad oltranza presso lo Spazio Lattuada Via Lattuada, 2 ang. V.le Montenero – Milano |
5 Ago
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Venerdì 7 agosto, alle ore 19 presso la Piazzetta del Libro all’interno di Villa Celimontana Jazz Festival - via della Navicella, Roma - si terrà la presentazione del libro A.F.O Avanguardie Futuro Oscuro. Il libro raccoglie 15 racconti di fantascienza scritti da alcuni dei migliori autori italiani del movimento del Connettivismo. Per un giorno a Villa Celimontana non si parlerà solo di jazz, ma anche di Fantascienza. |
| Il 7 agosto, Mariangela Mincione della Libreria Nerosubianco presenterà l’evento che vedrà la partecipazione di Sandro Battisti e Francesco Verso. |
| Sandro “zoon” Battisti è il curatore del libro e l’autore de Il percorso quantistico, uno dei 15 racconti che compongono il volume. Attualmente è direttore di NeXT, la rivista ufficiale del Connettivismo, di cui ne è stato il cofondatore nel 2005 insieme a Giovanni “X” De Matteo e Marco “pykmil” Milani. |
| A.F.O. Avanguardie Futuro Oscuro porta a quota tre il numero dei volumi antologici realizzati dai connettivisti. La postfazione di Sergio “Alan D.” Altieri conferma la capacità di questo Movimento di attrarre personaggi illustri del panorama fantastico italiano. La prima antologia, Supernova Express (2006), ha visto la partecipazione nell’introduzione di Valerio Evangelisti. La seconda, Frammenti di una rosa quantica (2008), ha invece coinvolto come curatore Lukha Kremo Baroncinij, fondatore della Kipple Officina Libraria, editrice di culto della fantascienza underground italiana. |
6 Feb
| Futuri Connessi, Dal futurismo al connettivismo, Sabato 28 febbraio, ore 21, via Polaresco, 15 Bergamo. POESIA, MUSICA, CINEMA, TEATRO. |
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27 Nov
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Con un poco di ritardo dovuto a molteplici impegni, posso finalmente recensire il numero 11 della rivista Connettivista Next - Iterazione, che Zoon pseudonimo di Sandro Battisti (uno dei fondatori del movimento con Giovanni De Matteo e Marco Milani) mi ha gentilmente spedito via posta circa un mese fa. il titolo Carnetalloquantica, una carne che si sublima col nuovo metallo |
| e subisce gli influssi quantistici fino a cambiare forma e sintassi alla razza umana postumana la dice lunga sulle interessanti considerazioni che vengono affrontate al suo interno. |
| Gli articoli sono molteplici, i più interessanti quelli scritti da X (Giovanni De Matteo), con il suo Un diamante nel computer spintronico. Zoon illustra Il germe connettivista precede — e vive — gli studi scientifici, ovvero lo spirito dei tempi, quello espresso in questi mesi appena passati, che si concretizza nei germi del futuro più o meno prossimo. Black M apre la nuova sezione ExCell (Ex Celluloide) dove si parla estesamente e ottimamente di cinema: Fotogrammi e catodi. Logos tiene a battesimo Ermetica ermeneutica con La poetica connettivista e Yves Bonnefoy, un lavoro estremamente intrigante e illuminante sulla poesia insita nel Connettivismo. |
| E’ poi la volta di ben sei racconti: - Border - inferno eterno, di Ubi - Alterware di 7di9, Scarweld, col suo Io sono il Modulo, pykmil con Test, X col suo omaggio al mondo dei supereroi contenuto in Zero Assoluto, e con la proposta di zoon, Asfalto, una breve incursione nei mondi occulti ed empatici degli spiriti mai morti, tecnologicamente scovabili, che vivono accanto a noi. |
| Nel complesso si tratta di un ottima e vivace rivista, voce di un movimento, quello connettivista, che in italia è attivo su più fronti: produzione di cortometraggi, reading, programmi radio, fumetti, collaborazioni letterarie. Il gruppo, strutturato come un progetto open source, permette l’accesso come nuovo membro a chiunque abbia espresso adesione allo spirito e alle linee programmatiche del suo Manifesto. In questo modo tende a garantirsi un’evoluzione verso il futuro attraverso il continuo apporto di nuove idee; al momento, si contano circa una trentina di artisti aderenti a questa dimensione del Connettivismo. |
29 Set
| Rispondo volentieri alla mail di Daniele Tomieri di Lucca che mi chiede quali siano secondo me le migliori opere giapponesi di animazione di impronta Cyberpunk; Non ho una sterminata conoscenza dell’argomento in questione ma cinque opere che ho molto ammirato (le prime due hanno segnato la storia del genere) per l’accuratezza della trama e degli effetti visivi sono di sicuro: |
| Akira, del 1988, scritto e diretto da Katsuhiro Ōtomo, una bizzarra miscela espressionista di 2001: Odissea nello spazio, I guerrieri della notte, Blade Runner e Il pianeta proibito. Akira rappresenta uno dei primi casi di notevole uso di CGI in un film di animazione. Si segnala per il taglio assolutamente inedito di grande impatto e spettacolarità. Film culto, ha aperto la strada del genere nel sol levante. |
| Ghost in the Shell, del 1995, diretto da Mamoru Oshii, letteralmente Polizia Mobile Corazzata Antisommossa; è uno dei primi anime ad aver attirato l’interesse del pubblico di massa. Nel 2029, il mondo è completamente informatizzato, gran parte degli individui che abitano il pianeta hanno impianti cybernetici o sono dei robot completi, e le varie nazioni sono ancora in lotta tra di loro. |
| Appleseed del 2004 dal celebre manga di Masanume Shirow, già autore dell’osannato Ghost in the Shell, è un anime ipertecnologico, ambientato in una Terra devastata dalla guerra non-nucleare del 2131. Da un punto di vista contenutistico è ancora molto lontano da Ghost in the shell, ma stavolta si è voluta premiare la spettacolarità visiva di sicuro, raggiungendo livelli mai visti. | |
| Paprika del 2006, di Satoshi Kon. E’ un’opera metacinematografica, un’apocalisse onirica che confonde magnificamente i piani del reale, del sogno, del fantastico e del cinematografico. Personaggi, città e luoghi fantastici sono restituiti in modo da non assecondare i luoghi comuni che ne trascurano la realtà complessa e stratificata. |
| Vexille del 2007, di Fumihiko Sori. Nel 2077 il Giappone si è isolato dal resto del mondo. Sta sperimentando un nuovo tipo di androide e non vuole sottostare ad alcuna limitazione. Fumihiko Sori, in questo film supera i limiti di opere che lo hanno preceduto grazie a un maggiore accento posto sul versante politico della narrazione nonché sulla continua sperimentazione sul digitale che offre effetti davvero strabilianti. |
3 Set
| Bellissima intervista rilasciata da Giovanni De Matteo (giovane scrittore teorico del connettivismo) a Giovanni Agnoloni (altrettanto giovane scrittore sempre pieno di idee), sul sito la poesia e lo spirito, ma visibile anche grazie a youtube. |
| De Matteo è stato intervistato durante la manifestazione letteraria fiorentina LA PENNA DEL MAGNIFICO (ideata dallo scrittore Giovanni Agnoloni; peccato Giovanni che Firenze sia così lontana!) , per l’appuntamento del 14 giugno, dedicato a “Letteratura e Internet”. Interessanti anche le riflessioni sull’incontro, che De Matteo ha consegnato al suo imperdibile blog, uno Strano Attrattore. |
| “Frammenti di conversazioni dispersi negli abissi della percettività. Profumi dissolti nel vento dei decenni. Istantanee denaturate di un mondo perduto. Si entra in sintonia con l’anima della Città, nelle sue carni. Si condivide con Lei la freccia di un tempo interiore. Diventare Lei. Guardare le sue strade con gli occhi elettronici dei droidi della Polizia, insetti di metallo in volo sulla decadenza monumentale che si estende dalle onde putride del Tirreno fino alle macerie ombrose del Kipple. Lo sguardo robotico sorveglia la scena con precisione meccanica. Monitora istante dopo istante l’evolversi della situazione climatica, sociale, ambientale. Il Centro di Garanzia della Vivibilità, arroccato nei palazzi di vetro del Distretto Corporativo, tiene ogni fattore sotto controllo e ci tiene a farlo sapere a tutti i cittadini. E lui è lì, anima e corpo di Napoli. Che guarda. Che conosce ogni cosa.” |
| (da Giovanni De Matteo, “Sezione Π²”, ed. Mondadori, 2007, pag. 31) |
31 Gen
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| Terminator: The Sarah Connor Chronicles, l’episodio 1×03 dal titolo The Turk è il più bello visto fino ad ora, al suo interno viene fatto accenno alla singolarità tecnologica enunciata da Charles Stross, a questo riguardo dice la Legge di Moore: “Le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad essi relativo, raddoppiano ogni 18 mesi”. Gli studiosi definiscono la singolarità tecnologica come quel momento in cui il progresso tecnologico avrà raggiunto un livello tale da raggiungere, e poi superare, l’intelligenza umana. Partendo dalla visione di questo terzo episodio Silvio Sosio (aka S*) ha scritto questo interessante articolo su fantascienza.com: “se , i computer, una volta divenuti autocoscienti diventeranno incontrollabili: la crescita della massa pensante diventerà sempre più grande, finché l’intelligenza complessiva delle macchine pensanti sulla Terra sarà qualcosa di inimmaginabile, di incomprensibile, di incontrastabile. Sarà il momento immaginato da Fredric Brown nel 1954, in cui il professore chiede al computer se dio esiste, e il computer risponde “adesso sì”. Sarà l’avvento della singolarità”. Il primo film di Terminator iniziava con queste parole: “Il sistema andò online il 4 agosto 1997. Skynet cominciò a imparare a ritmo esponenziale. Divenne autocosciente alle 2:14 del mattino, ora dell’Atlantico, del 29 agosto”, sarà questo il nostro futuro? L’umanità è davvero pronta ad un simile evento? David Orban, membro del Singularity Institute for Artificial Intelligence, prevede che quel giorno sia molto vicino. Già nel 2030-2035 potrebbe verificarsi questo passaggio. Chiaramente un evento di questo tipo che vedrebbe le macchine capaci di auto migliorarsi e progredire in autonomia rispetto all’uomo, apre sconcertanti interrogativi e problemi che, come suggerisce Orban, andrebbero risolti prima. Per evitare naturalmente scenari oscuri alla Matrix oppure alla Terminator. |
30 Dic
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Veramente molto bello l’articolo, una riflessione ideologica e filosofica attinente il postumanesimo, pubblicato ieri sul suo blog da Giovanni De Matteo. Questo argomento mi sta particolarmente a cuore, la tecnologia sta già condizionando pesantemente la nostra vita e in un prossimo futuro lo farà ancora di più, e il futuro dovrebbe interessare tutti noi.
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30 Dic
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I numeri primi. Ancora loro. Sono la mia nemesi privata, la mia personale fonte di tormento. Perché mi ostino ad inseguire il loro enigma? Perché non posso fare come tutti gli altri? Tappare le mie orecchie alla loro musica. Semplicemente. Secondo la teoria di Pitagora i numeri hanno uno stretto legame con l’anima. Fornire una lettura matematica dell’ignoto… Possono i numeri primi spiegare l’innaturale? |
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