30 Dic
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I numeri primi. Ancora loro. Sono la mia nemesi privata, la mia personale fonte di tormento. Perché mi ostino ad inseguire il loro enigma? Perché non posso fare come tutti gli altri? Tappare le mie orecchie alla loro musica. Semplicemente. Secondo la teoria di Pitagora i numeri hanno uno stretto legame con l’anima. Fornire una lettura matematica dell’ignoto… Possono i numeri primi spiegare l’innaturale? |
19 Dic
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| Tra Lovecraft e il cyberpunk il clan d’avanguardia della science-fiction italiana un bell’articolo di Errico Passaro |
| Vede la luce per Mondadori il romanzo vincitore del Premio Urania, Sezione π² di Giovanni De Matteo. L’uscita merita di essere segnalata per almeno due ordini di motivi. Innanzitutto, si tratta di un romanzo italiano di fantascienza, che a tutt’oggi è un’autentica rarità . Oltretutto, si tratta di un romanzo italiano ambientato in un contesto italiano, una Napoli di metà XXI secolo che assomiglia molto alla Los Angeles di Blade Runner, in cui un investigatore della Polizia Psicografica estorce ai morti le loro segrete verità . La sensazione suscitata dalla novità libraria è amplificata dalla concomitante apparizione nelle edicole di un altro romanzo italiano, I computer dell’Apocalisse di Gianluigi Zuddas. |
19 Dic
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| Una nuova puntata (la numero 11) di Have you seen the stars tonite? di djUbik ha come protagonista Giovanni De Matteo (di cui avevamo già parlato qualche post addietro), argomenti trattati nell’intervista: il connettivismo, le avanguardie e il nuovo cyberpunk post-singolarità . Allego anche il link ad un interessante intervista di Roberto Furlani (della rivista telematica Continuum) ai tre fondatori del Connettivismo: Sandro Battisti, Giovanni De Matteo e Marco Milani. |
30 Ott
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Sempre collegato ad Accelerendo il libro di Charles Stross (foto affianco) che sto leggendo adesso, un’interessante introduzione alla Singolarità ad opera del Singularity Institute. |
| Introduzione alla Singolarità Tecnologica |
| Il cervello umano esiste, nella sua forma presente, da 50-100.000 anni. Esso è l’”hardware” su cui si basa la nostra civilizzazione ed è così costante ed immutabile che non ci facciamo neanche caso. Se oggi il mondo cambia più velocemente che ai tempi dell’età del bronzo (o se all’età del bronzo cambiava più velocemente che ai tempi dei cacciatori-raccoglitori), tendiamo a spiegare tale fenomeno con le differenze che esistono fra esseri umani diversi e civilizzazioni diverse. Tali differenze sono relativamente piccole, ma hanno un impatto significativo sulla nostra vita quotidiana. |
1 Ott
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Inserisco di seguito l’interessante saggio di |
| Singolarità Tecnologica di Vernor Vinge |
| 1 - Cos’è la singolarità |
| L’accelerazione del progresso tecnologico ha rappresentato l’aspetto centrale di questo secolo. Ci troviamo di fronte alla possibilità di cambiamenti che sono paragonabili alla nascita della vita umana sulla terra. La causa precisa di questi cambiamenti è indicata nell’imminente creazione di entità tecnologiche con un’intelligenza più grande di quella umana. La scienza può arrivare a questo punto di rottura attraverso mezzi diversi (e questa è un’altra ragione per confidare nel fatto che la cosa potrebbe accadere): E’ possibile lo sviluppo di computer che siano svegli e intelligenti in modo super umano. (A tutt’oggi ci sono molte controversie sul fatto che si possa o meno creare l’equivalente umano nella macchina. Ma se la risposta è sì, allora ci sono pochi dubbi sul fatto che subito dopo si possano costruire esseri più intelligenti.) Grossi network di computer e gli utilizzatori a loro associati potrebbero risvegliarsi come entità intelligenti in modo super umano. Interfaccie Computer/Uomo potrebbero diventare così profonde da poter considerare ragionevolmente gli utilizzatori come intelligenti in modo super umano. La scienza biologica potrebbe fornire i mezzi per aumentare l’intelletto umano naturale. Le prime tre possibilità dipendono dai perfezionamenti dell’hardware dei computer. Il progresso dell’hardware ha seguito una curva sorprendentemente regolare negli ultimi decenni. Basandomi su questa tendenza, credo che la creazione di un’intelligenza più grande di quella umana potrebbe avvenire nell’arco dei prossimi trent’anni. (Charles Platt ha sottolineato come i sostenitori dell’IA stiano facendo questa dichiarazione da trent’anni. In tal caso, per non essere accusati di ambiguità temporale, vorrei essere più preciso: mi sorprenderebbe se questo evento accadrebbe prima del 2005 o dopo il 2030.) Quali sono le conseguenze di un evento di questo tipo? Allorché un’intelligenza più grande di quella umana guiderebbe il progresso, il progresso sarebbe molto più rapido. Di fatto, non sembrano esserci ragioni perché il progresso stesso non possa comportare la creazione di entità ancora più intelligenti… su una scala temporale più ravvicinata. |
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