Paolo Marzola blog

Archive for the ‘Film’ Category

ritorno_al_futuro-03.jpg

L’amico Nicola Donati da vero geek mi ha segnalato questa infografica che riassume i salti temporali effettuati nei principali film/serie tv di fantascienza, da non perdere, da Star Trek a Ritorno al futuro, dall’Esercito delle 12 scimmie a Terminator, I banditi del tempo etc…Lost non c’è ma tutto il resto si.

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  • Filed under: Film
  • film_bianco_168.jpg

    sincronicita.jpgspazio2.jpgE’ il secondo libro di Jung, dopo Gli archetipi dell’inconscio collettivo che leggo, era già da un poco che La sincronicità, di C. G. Jung, Bollati Boringhieri ed. mi attirava, questo libretto di sole 120 ma pieno di suggestioni.
    A volte capitano stranissime coincidenze difficilmente spiegabili come pure casualità.
    Per esempio pensiamo a una persona che non sentiamo e vediamo da anni, e improvvisamente quella persona ci telefona.
    Oppure sogniamo una situazione inconsueta, e il giorno successivo ci troviamo a viverla. Questa connessione apparentemente “magica” di eventi fisici e psichici, che avvengono nello stesso tempo senza che vi sia una relazione causa-effetto. Questo fenomeno viene battezzato 1950 da Jung “sincronicità”.

    A differenza della causalità, la sincronicità si dimostra un fenomeno connesso principalmente con processi che si svolgono nell’inconscio. Alla psiche inconscia spazio e tempo sembrano relativi, ossia la conoscenza si trova in un continuum spaziotemporale in cui lo spazio non è più lo spazio e il tempo non è più il tempo. Se quindi l’inconscio sviluppa e mantiene un certo potenziale alla coscienza, nasce la possibilità di percepire e “conoscere” eventi paralleli e legati tra loro.
    Ogni sostanza semplice ha rapporti che esprimono tutte le altre. essa è perciò uno specchio vivente e perpetuo dell’universo. La sincronicità non è più enigmatica o misteriosa di quanto lo siano le discontinuità in fisica.

    Negli anni il contenuto di questo testo è stato deformato dalla new age, da esoteristi da quattro soldi maghi e ciarlatani, l’intento di Jung era altro, e per questo vi suggerisco due opere creative, un disco e tre film (ma che sono parte di un unico progetto) che sono il riflesso di un’attenta e non deformante lettura, la sincronicità rimane un mistero che solo Dio ci potrebbe svelare, fato, caso necessità e destino giocano la loro partita.
    images-1.jpg

    spazio2.jpgSyncronicity, dei Police; album che balza al numero uno della classifica inglese e scala anche quella americana nel 1983, dove rimane per 17 settimane. Per Syncronicity, Sting s’ispira ad alcuni concetti trattati negli studi del filosofo/psicologo Jung e specialmente al concetto di “sincronicità”. Sul piano delle sonorità c’è un ritorno alle strutture semplici dei loro primi lavori: scarse sovraincisioni e suono che cambia secondo l’intensità suggerita del testo.
    “Every breath you take”, il primo singolo dell’album, diventa uno dei maggiori successi di sempre negli Stati Uniti e in Inghilterra rimane quattro settimane al vertice della classifica. “King of pain” e “Wrapped around your finger” saranno i nuovi singoli che condurranno Syncronicity al disco di platino.

    ueyqzknxqtrd.jpgspazio2.jpgLa Trilogia dei colori è composta da tre film realizzati tra il 1993 e il 1994 dal regista polacco Krzysztof Kieślowski, Tre colori: Film Blu, Tre colori: Film Bianco e Tre colori: Film Rosso. I tre film, sceneggiati tutti dallo stesso regista e da Krzysztof Piesiewicz, sono concepiti per una visione indipendente l’uno dall’altro ma visti nel loro insieme mostrano numerose connessioni tra loro, o meglio, sono elementi di un’opera pensata nel suo complesso dove ogni utopia va letta in rapporto con le altre. Giacché, sembra dirci il regista, il Fato e la Necessità, il Caso e il Destino, hanno molto a che fare l’uno con l’altro. E se ad essersi salvati sono solo i protagonisti della trilogia, è un caso, ma anche un segno del destino: le loro storie hanno meritato di essere raccontate, dirà il regista in una intervista, proprio perché essi, appunto, si sono salvati, a differenza di altri.

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  • Filed under: Film, Libri
  • Mea culpa, non lo avevo visto prima,  è stato trasmesso nelle tv inglesi il giorno di Natale 2009, Statuesque, un cortometraggio scritto e diretto dallo scrittore-cult Neil Gaiman.

    Il cortometraggio è ora disponibile online, lungo otto minuti, il video è un omaggio muto al mito di Pigmalione e Galatea, con Bill Nighy e Amanda Palmer nel cast. Un uomo si innamora di una statua vivente, con conseguenze inaspettate…

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  • Filed under: Film
  • Solomon Kane

    locandina.jpg Fresco fresco reduce dalla visione di Solomon Kane devo dire che nel complesso non mi ha entusiasmato, in alcuni momenti è stato molto godibile, in altri mi ha ricordato Van Helsing, e non è certo un bene. Il punto debole tutto sommato risulta essere la sceneggiatura che ripropone senza niente di nuovo il solito archetipo uomo cattivo che si redime e che riabbraccia la spada per salvare la sua bella, inoltre i dialoghi sono piuttosto banali e li c’è da

    (more…)

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  • Filed under: Film
  • Lake Mungo

    lake_mungo.jpggood.gif Sono rimasto indietro con le segnalazioni cinematografiche, Pandorum, The road sono alcuni degli ultimi film visti ma oggi vorrei portare alla vostra attenzione il “misterioso” Lake Mungo.
    Lake Mungo è un film Australiano, girato nel 2007 e diretto dal debuttante Joel Anderson.

    Il film, attraverso un mockumentary che alterna interviste con i vari personaggi e una ricostruzione cronologica degli eventi, narra la storia di Alice Palmer (chiaro riferimento a Twin Peaks in quanto ha lo stesso cognome di Laura Palmer protagonista della serie di Lynch), ragazza sedicenne che un giorno muore annegata.
    I genitori, sconvolti dalla perdita dello loro amata figlia, seppelliscono il corpo, e tentano faticosamente, insieme al figlio maschio rimasto, di superare il trauma e ridare un senso a una vita familiare distrutta dal dolore.
    Nel frattempo però strani accadimenti iniziano a succedersi nella loro casa, e immagini amatoriali girate di notte all’interno dell’abitazione sembrano dimostrare come lo spettro di Alice ancora si aggiri in quelle stanze. I due si rivolgono a un rinomato psicologo (da cui a loro insaputa la stessa Alice si era recata mesi prima della sua scomparsa), e poco alla volta emergono segreti inconfessabili legati al passato della ragazza, scoperte che porteranno a svelare, almeno parzialmente, il segreto che si cela dietro alla tragedia avvenuta in quelle acque.

    Visto nella giusta atmosfera, il film crea veri momenti di paura e tensione, inquietudine e anche una certa tristezza, vista la moda dell’ultimo periodo per questo genere di pellicole (da The Blair witch project a Paranormal activity) c’è da dire che Anderson riesce dove le due pellicole citate hanno fallito, grazie ad uno stile più sobrio e qualche finezza narrativa che penetra la psicologica dei personaggi rendendoli reali e veri.

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  • Filed under: Film
  • Ninja assassin

    ninja-assassin.jpg good.gif Siamo nel post-tarantiniano, un cinema di arti marziali che cerca una dimensione estetica, ruba soluzioni visive a Kill Bill ma con classe e rispetto, che giustamente abusa di violenza sangue e iperboli d’azione, e che in sostanza non si vergogna di essere quello che è. Ma se il film di Tarantino tentava una riflessione complessa, metacinematografica e anche ironica sul ruolo e il significato di quel genere Ninja assassin
    è quel genere, differenza sottile ma fondamentale tra serie A e serie B.

    Prodotto dai fratelli Wachowski, quelli di Matrix e V per vendetta, me lo ha segnalato un amico appassionato del genere (un grazie a Luca aka “il Bestia”).

    Educato e addestrato fin da piccolo all’arte del combattimento ninja dallo spietato clan Ozunu in uno scenario da Tana delle Tigri Raizu ha deciso, una volta raggiunta la maturità, di ribellarsi al destino di killer a pagamento per conto dei governi internazionali scritto per lui dal clan. Braccato dal resto del mondo ninja e condannato come loro a vivere nell’anonimato e nell’oscurità decide di aiutare Mika, poliziotta dell’Europol stanziata a Berlino che indaga sui legami tra questi ninja che nessuno ha mai visto e alcuni misteriosi omicidi. Con lei cercherà la sua vendetta legale e morale.
    ninjaassassin4.jpg
    Se in questi anni qualcosa è cambiato nel modo in cui percepiamo il cinema di genere, di nicchia, di settore, di serie B o semplicemente di arti marziali lo si capisce da Ninja assassin titolo che non si vergogna di essere chiaro e diretto e di riproporre con estetica e idee moderne un classico intramontabile: il percorso di vendetta di una macchina di morte dal cuore tenero dietro l’espressione immutabile addestrata da un maestro inflessibile e ribellatosi dopo la morte del suo unico amore.
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  • Filed under: Film
  • Amabili resti

    amabili_resti.jpg good.gif Ho visto finalmente Amabili resti, del buon Peter Jackson, come prendere Psyco e mischiarlo con Ghost, commuovente e terrificante in quanto quello che si dice all’inizio del film è vero, ad inizio anni 70 non c’erano stati ancora casi eclatanti di violenza su minori causati da serial killer e si viveva pensando che mostri del genere non esistessero. Straordinario Stanley Tucci, psycho killer di provincia dalla
    frenesia assassina tenuta nascosta sotto ad un parrucchino biondo, due occhi glaciali e una mascella allargata. Nel costruire la presenza del signor Harvey, anche la regia di Jackson trae nuovo istinto e ispirazione, aggiornando Hitchcock ai tempi delle nuove microcamere digitali e regalando gli amabili resti di un film fatto a pezzi, che vive di molte sensazioni ma di scarsa sensibilità.
    Purtroppo Jackson inciampa a mio parere nella realizzazione di un paradiso troppo new age. “Queste erano le ossa, i legami, nati dopo che me n’ero andata. Tutto ciò che vedevo si sarebbe successivamente unito ad unire un corpo solo. Il prezzo di tutto questo era stato la mia morte. Ora vedevo le cose in un modo diverso, in un modo che mi lasciava percepire il Mondo senza di me…”

    amabili-resti-01.jpg

    Norristown, in Pennsylvania, fra villette a schiera e campi di granturco, vive la famiglia Salmon. Susie, la primogenita, è un’adolescente qualunque, appassionata di fotografia e innamorata del compagno di scuola Ray Singh. Il 6 dicembre 1973, dopo aver avuto il suo primo incontro romantico con lui, Susie viene fermata sulla strada di casa dal vicino, il signor Harvey, tranquillo ometto di mezza età con la passione per le case di bambola.
    Dopo averla fatta entrare in un piccolo rifugio sotterraneo da lui stesso costruito, Harvey la violenta e la uccide brutalmente. Lo spirito di Susie si trova così a muoversi fra la terra e il cielo in una sorta di limbo fatto di ricordi e di fantasie, da dove può vedere e patire per quel che succede ai suoi cari e al suo omicida nel mondo mortale.

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  • crocifero.jpg Sherlock Holmes: il mistero del crocifero di sangue. Un tesoro del maharajah…i soldati britannici che l’hanno trafugato e hanno fatto un giuramento di sangue e segretezza…, 30 anni più tardi, le conseguenze: la morte. Forse il tesoro è maledetto? O l’assassino è un comune mortale? C’è solo un uomo in grado di svelare il mistero: Sherlock Holmes.
    Il maestro del ragionamento deduttivo è uno dei più

    longevi personaggi cinematografici, dall’epoca del cinema muto al grande successo di Sherlock Holmes nel 2009.

    Qui, Charlton Heston (che ha interpretato Holmes nell’opera teatrale originale intitolata Il Crocifero di sangue di Paul Giovanni allestita a Los Angeles) indossa il leggendario berretto del detective in questo enigma d’atmosfera adattato e diretto da Fraser C. Heston e pervaso da romanticismo (Watson si innamora!), fenomeni soprannaturali, sotterfugi e abili colpi di scena. Il gioco è in corso!

    Da Sherlockiano Doc adoro questo film con il grande Charlton Heston, lo consiglio vivamente per le splendide atmosfere che non tradiscono lo spirito di Sir Arthur Conan Doyle.

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