Paolo Marzola blog

Archive for the ‘Film’ Category

Oxford murders

oxfordmurders.jpg Il lavoro mi sta particolarmente assorbendo in questo momento ma sono riuscito a vedere un film che al cinema mi era sfuggito e che consiglio vivamente a chi ama le atmosfere dei college inglesi e il genere giallo/thriller, Oxford murders con Elijah Wood e John Hurt diretti da Álex De la Iglesia il nuovo Guillermo Del Toro.
Martin è un giovane studente americano con la passione per la matematica

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  • The mist

    themistposter01.jpg Riesco finalmente a pubblicare una breve, per motivi di tempo, recensione del film The mist, diretto e prodotto da Frank Darabont, trasposizione cinematografica del racconto di Stephen King La nebbia, contenuto nella raccolta Scheletri. Devo dire che la mia aspettativa per questo film era molto alta. L’inizio è molto blando ma man mano che il film procede e che l’orrore si fa più tangibile ciò che

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  • 1408

    locandina.jpg In attesa di scrivere la recensione di the Mist sempre tratto da un racconto di Stephen King, 1408 ha come protagonista Mike Enslin, scrittore di successo specializzatosi nella ricerca di fenomeni paranormali dopo la prematura morte della figlioletta che ha provocato anche il suo distacco dalla moglie.

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  • locandina.jpg Dopo molto tempo dalla sua uscita riesco a pubblicare una breve recensione di un film che personalmente ho molto atteso, Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo. Diciannove anni dopo Indiana Jones e l’ultima crociata l’eroe con frusta e cappellaccio creato da Lucas e Spielberg ricomincia la sua attività di archeologo.
    Gli anni sono passati sia per lui che per quelli come me hanno amato questo personaggio fin dalla sua
    prima apparizione e forse abbiamo perso la capacità di stupirci.
    Lo ritroviamo nel 1957 nel bel mezzo di un deserto del Sudovest degli Usa mentre la Guerra Fredda domina la scena politica con il terrore del conflitto nucleare e al cinema fanno la loro comparsa gli ‘esseri venuti dallo spazio’.
    Questa volta quindi i ‘cattivi’ sono i russi e il professor Jones, dopo essere sfuggito alle loro grinfie nella sequenza iniziale, si trova preso di mira dalla CIA la quale non si fida di lui al punto di fargli togliere la cattedra. Indiana è allora pronto per farsi sollecitare da un giovane atteggiato ‘alla Marlon Brando’ e a lanciarsi in una nuova avventura carica di azione e con una nemica implacabile alle calcagna: Irina Spalko, una sensitiva affamata, come ormai è tradizione, di potere.
    Si nutrivano molte attese e al contempo molti timori per questo quarto episodio della saga troppe volte annunciato e troppe volte rinviato. L’avanzare dell’età del protagonista Harrison Ford non favoriva lieti auspici, ma se devo dirla tutta Harrison Ford è sempre all’altezza della situazione. I miei dubbi rispetto a questo quarto episodio sono legati alla sceneggiatura veramente scarsa.
    Spielberg riporta sullo schermo la Karen Allen amata rivale de I predatori dell’Arca Perduta facendola portatrice di una notizia destinata a cambiare la vita di Indiana, e fin qui niente da eccepire ma il proseguo della trama è abbastanza scontato e troppo ridondante.
    Il film comunque vale la pena di una visione, nella mia personale classifica si pone in terza posizione dopo I predatori dell’Arca Perduta e L’ultima Crociata a pari merito del Tempio maledetto.
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  • E venne il giorno

    happening-poster-big.jpeg Sono riuscito a vedere dopo qualche mese dalla sua uscita, l’ultima fatica di M. Night Shyamalan, E venne il giorno.
    Dopo il paranormale Il sesto senso, il fantascientifico The Signs, il fumetto di Unbreakable, il fantastico The village, il fantasy Lady in the water, il regista si cimenta con un nuovo genere, il terrore dilaga in tutto il paese.
    C’è qualcosa nell’aria. Qualcosa di impalpabile e indefinito.
    Un respiro e si spegne l’istinto di sopravvivenza dell’uomo. In città, sui marciapiedi, nei parchi, sulle strade, la gente si toglie la vita: precipitando da un’impalcatura, sparando un colpo di pistola, pugnalandosi con un fermaglio, lanciandosi sotto un’automobile.
    E venne il giorno è tutto questo e molto altro ancora. È un film misterioso e perturbante, saturo di colori freddi, carico di tensione sonora e atmosfere livide. Dentro un clima diffuso di inquietudine, Shyamalan esaspera quella forma di allarme emotivo che si ritrova in ogni sua opera e che anche questa volta prende corpo nei personaggi, immersi in un rammarico che li ha separati da un affetto assoluto e cruciale. Padrone “favoloso” di atmosfere, attori e tecniche di gestione della tensione, Shyamalan pone l’accento su un individuo, il professore malinconico e devoto (alla moglie) di Mark Wahlberg, che compie un percorso di emancipazione dentro un mondo che diventa improvvisamente un’entità estranea e ostile.
    E venne il giorno è costruito sul modello tradizionale del racconto fantastico ottocentesco. Lo spettatore è tenuto per buona parte del racconto in uno stato di accorta indefinibilità, tutto quello che di anormale e di incomprensibile si verifica nel mondo degli uomini è l’effetto di un causa sovrannaturale, irrazionale e scientificamente inverificabile. Il “meraviglioso” è dato proprio dallo stato di sospensione che quella indefinibilità genera nella narrazione stessa.
    E venne il giorno è un film potente che mette a nudo la solitudine e la paura degli uomini, una distesa di esseri inermi e indifesi in cerca di protezione. Forse è questo il senso del cinema di Mr. Night. L’uomo delle favole.
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  • jedimaster.jpg
    Dark Resurrection volume 1 (guardatelo nei filmati di seguito e rimarrete veramente sbalorditi) il bellissimo film no profit di Angelo Licata prodotto da Davide Bigazzi e ispirato alla mitologia creata da George Lucas avrà un seguito che si preannuncia addirittura meglio del primo volume.
    Dai concept presenti sul sito si intuisce che il livello degli effetti speciali del secondo volume sarà molto alto, senza parlare dell’apporto di stuntmen professionisti e di Ran Arthur Braun, regista teatrale e coreografo dei combattimenti con spade e lame.
    Dark resurrection è in assoluto il fan-film più bello e realistico mai realizzato da appassionati di Star Wars.

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  • X Files - Voglio crederci

    348553.jpg Colto da un raptus improvviso oggi ho deciso di andare vedere un film di cui si favoleggiava ormai da mesi, si parlava di un flop negli USA e i commenti non erano per niente benevoli: ebbene questi giudizi negativi erano tutti azzeccati.
    Penso che sia la prima volta che dalle pagine di questo blog, che ha ormai più di un anno di vita, parta una stroncatura, ma queste in realtà sono le parole di un amante deluso.
    Con questo film Carter ha deciso di far calare il sipario sulla sua creatura più famosa nel peggior modo possibile. Ha cercato di riportare sullo schermo la “puntata classica” di X-Files, con gli ingredienti che l’hanno resa riconoscibile nel tempo e che ne hanno caratterizzato l’atmosfera cupa e inquietante, ma senza riuscirci.
    “Voglio crederci” è piuttosto convenzionale nella costruzione dell’intreccio e della tensione. Quindi il piacere dei fans di rivedere i propri beniamini è in realtà molto ridotto da una vicenda che si trascina stancamente e avara di brividi sia nella cura delle inquadrature che nell’avanzamento della trama.
    Il paranormale, le teorie del complotto, le mutazioni genetiche, gli UFO, gli alieni, la tensione e l’ansia mista ad horror sono alcune delle particolarità che hanno fatto diventare X-Files una serie tv semplicemente di culto in tutto il mondo. Che fine abbiano fatto tutti questi ingredienti, in questo secondo capitolo cinematografico, probabilmente lo sa solo Carter. La più brutta delle puntate della serie tv ha più tensione e interesse di questo film.
    Non si può trasformare completamente una creatura praticamente perfetta, andando quasi a cancellare quanto di buono fatto in passato. Gli stessi David Duchovny e Gillian Anderson sembrano quasi spaesati e costretti a rivestire i panni di due personaggi che l’hanno resi immortali, ma che da 6 lunghi anni avevano smesso di far vivere. Riportarli in vita, soprattutto in questo modo, è stata una pessima idea. Sconsigliato agli amanti della serie.
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  • Doomsday - Il giorno del giudizio

    locandina1.jpg Ieri sera insieme a Faramir e Popcorn ho assistito alla proiezione del nuovo film di Neil Marshall (Dog Soldier e The Descent ), un vero e proprio divertisment, un happening di film di fantascienza a 360 gradi.
    Si perchè Neil Marshall realizza con Doomsday, un divertente collage di altri film, mescolando con sapienza i grandi classici della fantascienza. All’inizio è tutto 28 giorni dopo (o se preferite Io sono leggenda, come il trailer italiano del film suggeriva),
    con enormi scene di massa di appestati a Glasgow e a Londra (molto suggestive le immagini della capitale Inglese, dove regna una sorta di Grande Fratello Orwelliano); in seguito nel momento dell’invio della squadra militare nella Scozia del dopo-peste il film si trasforma in Aliens scontro finale (il sergente della squadra sembra impartire ordini ai mitici Vasquez, Hudson e Hicks della squadra dei marines spaziali e come mi faceva notare Faramir, sotto l’accompagnamento di una musica che faceva molto Blade Runner); una volta arrivati nella spettrale citta di Glasgow (dove si è instaurata una nuova barbarie di pazzi scatenati) ecco che si vira verso 1997: Fuga da New York, tanto che il nome di uno dei componente della squadra fa di nome Carpenter (un chiaro omaggio al regista e cretore di Iena Plissken, mentre un altro di nome Miller è un richiamo al regista della trilogia di Mad Max; se proprio vogliamo dirla tutta ce n’è pure uno di nome Sterling, come uno dei padri del Cyberpunk).
    Una volta fuggiti dalla città i nostri si trovano catapultati in un’ambientazione che richiama Highlander (Anno 1500 circa, con tanto di castello del clan McLoad e duelli contro il Kurgan di turno) osteggiati da un Malcolm Mc Dowell (Arancia meccanica), con tanto di costumi, drappi e armature recuperati misteriosamente. Il finale è tutto Mad Max Interceptor - Il guerriero della strada, con una serie di spettacolari e divertenti inseguimenti (Accompagnati in sottofondo dall’indimenticabile Two tribes dei Frankie goes to hollywood, innovativo e controverso gruppo anni ‘80).
    Per finire non aspettatevi un eroe delineato e sfaccettato come Mad Max o il già citato Iena Plissken, ma una Rhona Mitra (icona dei videogiochi in quanto modella ispiratrice delle fatezze di Lara Croft, Tomb Riders) nei panni di una macchina da guerra, indistruttibile e che fa molto il verso all’avvenente Mila Jovovich di Resident-Evil o Ultraviolet (e questo non è certo un complimento, dal punto di vista recitativo). Molto consigliato agli amanti del genere Sci-fi/Horror.
    Trama:
    Con un muro, dove sorgeva nell’antichità il vallo di Adriano, la Scozia viene isolata in seguito alla comparsa di un virus inarrestabile. Trent’anni dopo, una fuga che riporta l’epidemia a Londra costringe il governo a inviare una spedizione nella zona contaminata per trovare qualche possibile sopravvissuto, forse grazie alla selezione naturale.
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