21 Nov
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La scorsa settimana, complice la visione di Cuori in atlantide, la cui recensione esce in contemporanea con questa, ho rivisto con enorme piacere il nostalgico Stand by me - ricordo di un estate diretto da Bob Reiner e interpretato da quattro ottimi attori tra cui un River Phoenix eccezionale.
Ma che cosa hanno in comune queste due opere e perchè sono in certo senso collegate? |
| Per prima cosa entrambi i film sono tratti da due racconti dello stesso autore, il geniale Stephen King che trasferisce ad entrambi un senso di nostralgia che è da sempre uno dei suoi marchi di fabbrica ma che in questo caso tocca le corde dell’amicizia nel periodo dell’infanzia, con eventi che segnano un intera esistenza. |
| Stand by me è tratto dal racconto Il corpo (nella raccolta Stagioni diverse, edita in Italia dalla Sperling & Kupfer) costituito da quattro storie differenti, una per ogni stagione. Oltre che dal racconto in questione, da ben altri due racconti facenti parte di questo lavoro di King sono state tratte altrettanti pellicole cinematografiche, e sicuramente non meno degne di nota: “Le ali della libertà”, dal racconto “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank”; “L’allievo”, dal racconto “Un ragazzo sveglio”. |
| Estate del 1959, nell’Oregon. Quattro ragazzini partono per un’escursione di cinquanta chilometri lungo la ferrovia, affrontando varie avventure e scoprendo il cadavere di un ragazzo scomparso giorni prima, sceneggiato da Raynold Gideon e Bruce A. Evans, nominati per l’Oscar, è considerato uno dei film più belli sull’adolescenza degli anni ‘80, nel miracoloso equilibrio della memoria tra sentimento e avventura. |
| La cittadina dove è ambientata l’azione è la già nota Castle Rock che ritorna in molteplici romanzi e racconti di King, nell’ultima parte del film, quando Chris Chambers (interpretato da River Phoenix) scompare, Reiner ha dichiarato che è dura rivedere quella scena per lui perché non aveva idea di ciò che sarebbe accaduto a River anni dopo. |
21 Nov
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Cuori in Atlantide è diretto da Scott Hicks, tratto da un racconto Uomini bassi in soprabito giallo di Stephen King, incluso nell’omonimo romanzo Cuori in Atlantide. Il film ripercorre le atmosfere e il tema che avevano decretato il successo di Stand By Me - Ricordo di un’estate. Si tratta quindi del racconto nostalgico di un passaggio nell’età adulta che avviene durante un’estate dove l’aria è carica di tragici misteri. |
| Il rapporto tra l’anziano sensitivo e il suo giovane amico, al quale per un attimo regala la possibilità di provare il suo dono, è descritto aderendo fedelmente all’atmosfera creata dallo scrittore, che spesso ama allontanarsi un po’ dai consueti sentieri dell’horror, riscattando così la timida regia di Scott Hicks. |
| Cuori in Atlantide parla di poteri paranormali, cita il capo dell’FBI Hoover e l’elisabettiano Ben Johnson, ci fa risentire i Platters, Sinatra e Scandalo al sole. Ma, tutto sospeso tra realtà e fantastico, è riuscita la vena intima con cui racconta la complicità non verbale tra il vecchio e il giovane. |
| Si può dire tranquillamente che sia un mix tra Stand by me e Il sesto senso. Pur lasciando, come dice qualcuno, molti quesiti aperti e domande irrisolte sul fronte del razionale, il film è una elegia sul Tempo, con tutte le sue emozioni, e sulla disperata impossibilità di fermarlo. |
| Bobby Garfield dopo molti anni torna nel suo paese natale, per partecipare ai funerali dell’amico d’infanzia Sully, una volta lì scopre anche della morte di un’altra amica d’infanzia, Carol. I ricordi lo fanno tornare indietro nell’estate in cui aveva undici anni e in cui conobbe il solo e misterioso Ted Brautigan. L’amicizia con Ted supporta la mancanza di una figura paterna e la mancanza dell’affetto di una madre vedova, egoista e disillusa. Bobby scopre che Ted possiede dei poteri che gli permettono di leggere nella mente e nel cuore delle persone e per questo è ricercato da dei misteriosi uomini vestiti di grigio. Bobby passerà l’estate leggendo il giornale per Ted, tenendo d’occhio gli uomini in grigio e soprattutto darà il primo bacio all’amica Carol. |
18 Nov
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Il lavoro mi sta particolarmente assorbendo in questo momento ma sono riuscito a vedere un film che al cinema mi era sfuggito e che consiglio vivamente a chi ama le atmosfere dei college inglesi e il genere giallo/thriller, Oxford murders con Elijah Wood e John Hurt diretti da Álex De la Iglesia il nuovo Guillermo Del Toro. Martin è un giovane studente americano con la passione per la matematica |
30 Ott
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Riesco finalmente a pubblicare una breve, per motivi di tempo, recensione del film The mist, diretto e prodotto da Frank Darabont, trasposizione cinematografica del racconto di Stephen King La nebbia, contenuto nella raccolta Scheletri. Devo dire che la mia aspettativa per questo film era molto alta. L’inizio è molto blando ma man mano che il film procede e che l’orrore si fa più tangibile ciò che |
19 Ott
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In attesa di scrivere la recensione di the Mist sempre tratto da un racconto di Stephen King, 1408 ha come protagonista Mike Enslin, scrittore di successo specializzatosi nella ricerca di fenomeni paranormali dopo la prematura morte della figlioletta che ha provocato anche il suo distacco dalla moglie. |
7 Ott
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Dopo molto tempo dalla sua uscita riesco a pubblicare una breve recensione di un film che personalmente ho molto atteso, Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo. Diciannove anni dopo Indiana Jones e l’ultima crociata l’eroe con frusta e cappellaccio creato da Lucas e Spielberg ricomincia la sua attività di archeologo. Gli anni sono passati sia per lui che per quelli come me hanno amato questo personaggio fin dalla sua |
| prima apparizione e forse abbiamo perso la capacità di stupirci. Lo ritroviamo nel 1957 nel bel mezzo di un deserto del Sudovest degli Usa mentre la Guerra Fredda domina la scena politica con il terrore del conflitto nucleare e al cinema fanno la loro comparsa gli ‘esseri venuti dallo spazio’. |
| Questa volta quindi i ‘cattivi’ sono i russi e il professor Jones, dopo essere sfuggito alle loro grinfie nella sequenza iniziale, si trova preso di mira dalla CIA la quale non si fida di lui al punto di fargli togliere la cattedra. Indiana è allora pronto per farsi sollecitare da un giovane atteggiato ‘alla Marlon Brando’ e a lanciarsi in una nuova avventura carica di azione e con una nemica implacabile alle calcagna: Irina Spalko, una sensitiva affamata, come ormai è tradizione, di potere. |
| Si nutrivano molte attese e al contempo molti timori per questo quarto episodio della saga troppe volte annunciato e troppe volte rinviato. L’avanzare dell’età del protagonista Harrison Ford non favoriva lieti auspici, ma se devo dirla tutta Harrison Ford è sempre all’altezza della situazione. I miei dubbi rispetto a questo quarto episodio sono legati alla sceneggiatura veramente scarsa. |
| Spielberg riporta sullo schermo la Karen Allen amata rivale de I predatori dell’Arca Perduta facendola portatrice di una notizia destinata a cambiare la vita di Indiana, e fin qui niente da eccepire ma il proseguo della trama è abbastanza scontato e troppo ridondante. |
| Il film comunque vale la pena di una visione, nella mia personale classifica si pone in terza posizione dopo I predatori dell’Arca Perduta e L’ultima Crociata a pari merito del Tempio maledetto. |
7 Ott
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Sono riuscito a vedere dopo qualche mese dalla sua uscita, l’ultima fatica di M. Night Shyamalan, E venne il giorno. Dopo il paranormale Il sesto senso, il fantascientifico The Signs, il fumetto di Unbreakable, il fantastico The village, il fantasy Lady in the water, il regista si cimenta con un nuovo genere, il terrore dilaga in tutto il paese. C’è qualcosa nell’aria. Qualcosa di impalpabile e indefinito. |
| Un respiro e si spegne l’istinto di sopravvivenza dell’uomo. In città, sui marciapiedi, nei parchi, sulle strade, la gente si toglie la vita: precipitando da un’impalcatura, sparando un colpo di pistola, pugnalandosi con un fermaglio, lanciandosi sotto un’automobile. |
| E venne il giorno è tutto questo e molto altro ancora. È un film misterioso e perturbante, saturo di colori freddi, carico di tensione sonora e atmosfere livide. Dentro un clima diffuso di inquietudine, Shyamalan esaspera quella forma di allarme emotivo che si ritrova in ogni sua opera e che anche questa volta prende corpo nei personaggi, immersi in un rammarico che li ha separati da un affetto assoluto e cruciale. Padrone “favoloso” di atmosfere, attori e tecniche di gestione della tensione, Shyamalan pone l’accento su un individuo, il professore malinconico e devoto (alla moglie) di Mark Wahlberg, che compie un percorso di emancipazione dentro un mondo che diventa improvvisamente un’entità estranea e ostile. |
| E venne il giorno è costruito sul modello tradizionale del racconto fantastico ottocentesco. Lo spettatore è tenuto per buona parte del racconto in uno stato di accorta indefinibilità, tutto quello che di anormale e di incomprensibile si verifica nel mondo degli uomini è l’effetto di un causa sovrannaturale, irrazionale e scientificamente inverificabile. Il “meraviglioso” è dato proprio dallo stato di sospensione che quella indefinibilità genera nella narrazione stessa. E venne il giorno è un film potente che mette a nudo la solitudine e la paura degli uomini, una distesa di esseri inermi e indifesi in cerca di protezione. Forse è questo il senso del cinema di Mr. Night. L’uomo delle favole. |
28 Set
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Dark Resurrection volume 1 (guardatelo nei filmati di seguito e rimarrete veramente sbalorditi) il bellissimo film no profit di Angelo Licata prodotto da Davide Bigazzi e ispirato alla mitologia creata da George Lucas avrà un seguito che si preannuncia addirittura meglio del primo volume.
Dai concept presenti sul sito si intuisce che il livello degli effetti speciali del secondo volume sarà molto alto, senza parlare dell’apporto di stuntmen professionisti e di Ran Arthur Braun, regista teatrale e coreografo dei combattimenti con spade e lame. Dark resurrection è in assoluto il fan-film più bello e realistico mai realizzato da appassionati di Star Wars. |