waters.jpg

Dopo aver trepidato per più di un anno con i biglietti riposti in un libro fotografico dell’ultimo tour dei Pink Floyd (a cui ho avuto la fortuna di assistere, un memorabile concerto di un trittico all’Arena di Verona) per varie vicissitudini Laura ed io non abbiamo potuto vederlo per cui vi propongo l’entusiasta esperienza multi sensitiva di un amico, anch’egli ex Lostiano, che ha assistito al primo concerto Milanese di Roger Waters che ha riproposto per intero l’opera rock The Wall.

di Gianluca Zucca

ore 20.30

Milano, forum di Assago.
Abbandonata ai cancelli la pazzia di una giornata di scioperi, è il momento di scoprire se Roger vincerà la sua scommessa, quale? Dare emozioni a chi in quel 79 c’era e a chi non era stato ancora progettato…
Certo l’atmosfera è un altra, il pubblico pure… ragazzi educati si alternano a molti capelli bianchi, si può sentire l’incertezza del pubblico, l’attesa c’è ma non si sa esattamente per cosa.

ore 21
D’un tratto le luci si abbassano, la folla si placa, il quadro si ricompone, Waters, il muro, la band.. sulle prime note di “in the flash” inizia il viaggio,
attraverso il dolore di un uomo che si scopre isolato dal mondo, dal suo pubblico, circondato da paure vecchie e nuove a cui nessuno può sentirsi estraneo.
L’artista cerca il suo pubblico che al crescere d’intensità, risponde forte sulle note di Mother.. Verrebbe da scrivere ‘e tutto il resto è noia…’
Invece non è così, non si può non notare un gruppo di musicisti che suonano come da cd, una qualità del suono che non si sentiva da anni, le animazioni proiettate sul muro che arriva ad isolare completamente la band nel proseguo del concerto, neanche i fuochi d’artificio iniziali che hanno scaldato l’atmosfera e l’immaginazione.
E’ giusto chiamarlo col suo nome: SHOW! si perchè nonostante l’emozioni nasca nel riconoscere l’intro di un pezzo e cresca fino all’apice nell’assolo di chitarra (Gilmour è un altra cosa… ma lamentarsi è peccato), dal Maiale che ci sorvola guardingo al sinistro maestro-marionetta di nove metri, sembra proprio di seguire un percorso, una storia che va al di là della sola musica.
Alla caduta del muro, con una versione “folk” di Outside the wall si chiude lo show.

ore 23.30
Chi ha partecipato mentre applaude sa di aver assistito a qualcosa di unico, che ha lasciato molti con la bocca aperta per buona parte del tempo, non si può non pensare che si è appena assistito ad uno spettacolo che ha 30anni!
Quindi… scommessa vinta? Si, la bontà del lavoro non è mai stata in discussione, ma, a Waters si deve l’intelligenza di non averla snaturata, di averla arricchita con effetti e qualità audio/visive non disponibili qualche anno fa.

roger_silo.jpg

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)