Paolo Marzola blog

Archive for the ‘Irlandahouse’ Category

martelli_2.gif E’ uscito nelle librerie un testo che vi consiglio, La lotta Irlandese, Una storia di libertà
Prefaz. di F. Cardini, pp. 268
La lotta ingaggiata dall’Irlanda per l’autonomia e l’indipendenza può essere annoverata fra le più belle e tragiche pagine della storia della libertà. In questo documentatissimo testo l’Autore traccia le origini del nazionalismo irlandese, dall’età classica a quella medievale fino alla conquista inglese e all’intensificarsi dell’odioso dominio britannico.

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  • Venerdi 22 The Late Late Show, la trasmissione più vista in irlanda, ha ospitato uno speciale tributo al leggendario Ronnie Drew, fondatore dei Dubliners.
    U2, Andrea Corr, The Dubliners, Sinéad O’Connor, Christy Moore, Shane MacGowan, Damien Dempsey, Moya Brennan, Glen Hansard, Brian Kennedy, Chris de Burgh, Duke Special, Gavin Friday, Jack L, Jerry Fish, Joe Elliott, Mary Black, Mary Coughlan, Mundy, Paddy Casey, Paul Brady, Kíla and Ronan Keating hanno interpretato ‘Ballad of Ronnie Drew’ che uscirà in CD single il 29 Febbraio.
    Il brano servirà ad aiutare nelle cure il celebre folk singer, affetto da un brutto male.

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  • Artisti irlandesi per Ronnie Drew

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    Gli U2 insieme ad alcuni dei maggiori artisti irlandesi hanno inciso una canzone per Ronnie Drew, uno dei fondatori dei Dubliners. Il titolo della canzone è ‘The Ballad of Ronnie Drew’ che il produttore John Reynolds definisce magnifica e ringrazia i cantanti per aver partecipato al progetto subito dopo la sua registrazione finale ai Windmill Lane Studios di Dublino questo martedì. “Ogni musicista a cui è stato chiesto di partecipare ha detto subito si” ha esclamato Bono, mentre Niall Stokes, editore di Hot Press, definisce la canzone potente e poetica allo stesso tempo, una performance eccezionale che arriverà sicuramente al numero 1 delle classifiche.
    «Quando uno combatte contro un tumore - ha dichiarato Bono - l’umore è in una fase critica. Vogliamo far sapere a Ronnie quanto gli vogliamo bene e quanto è rispettato».

    Bono, Edge, Larry Mullen, Adam Clayton, Brian Kennedy, Jack L, Jerry Fish, Eleanor Shanley, Andrea Corr, Christy Moore, Damien Dempsey, Joe Elliot, Mick Pyro (Republic of Loose), Moya Brennan, Mundy, Paddy Casey, Ronan Keating, Shane McGowan, Dubliners - John Sheahan, Barney McKenna, Eamonn Campbell - Christy Digname, Chris De Burgh, Paul Brady, Eleanor McEvoy, Brona Gallagher, Sinead O’Connor, Mary Black e Duke Special.

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  • bono_mali1.jpg
    “L’Italia e la Francia non hanno mantenuto nessuna delle loro promesse di aiuti umanitari nei confronti dell’Africa. A formulare questo durissimo giudizio, in un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco ‘Sueddeutsche Zeitung, e’ il cantante Bono, secondo il quale solo il cancelliere Angela Merkel ha tenuto fede agli impegni presi nel corso dell’ultimo vertice del G8 ad Heiligendamm.
    “La Germania non ha imbrogliato”, spiega il leader degli U2 al giornale, “e lo si puo’ constatare nella sua Legge Finanziaria. Ad avere imbrogliato sono stati gli altri, la Francia e l’Italia. Durante un mio incontro con i capi di governo ad Heiligendamm”, denuncia il musicista senza peraltro spingersi oltre, “uno di essi si e’ addormentato mentre stavo parlando”. Alla richiesta di rivelare chi fosse ‘l’affaticato leader’, Bono si mantiene infatti sul vago: “Nomi non ne faccio”, taglia corto. “Forse e’ dipeso dal fatto che io sono un tipo noioso, ma la signora Merkel non si e’ addormentata. Ha mostrato interesse, e soprattutto non ha promesso molto e mantenuto poco. Sono stati specialmente gli italiani, invece, a violare tutte le promesse che avevano fatto”.
    Il cantante annuncia poi che i suoi molti impegni di carattere umanitario non gli impediranno di rituffarsi presto nell’attivita’ musicale. “L’anno prossimo tornero’ al mio naturale posto di lavoro”, anticipa Bono, “e registrero’ un altro disco, anche se continuero’ a viaggiare molto per conto di Data (l’organizzazione umanitaria per la quale e’ attivo, ndr). I miei colleghi degli U2″, aggiunge con un pizzico di ironia, “hanno pero’ gia’ inviato foto del sottoscritto a tutte le stazioni di polizia del mondo, con la richiesta di fermarmi e di rispedirmi subito a casa”.
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    Per anni (dal 1999 al 2005) ho gestito un sito dedicato alla cultura gaelico/irlandese, in seguito ho curato le recensioni discografiche sul più importante portale italiano dedicato all’Irlanda, ho pensato quindi di postare sul mio blog questi articoli riguardanti dischi, film e libri (romanzi o riguardanti la questione nord_irlandese) nell’intento di fare conoscere l’Irlanda e la sua storia attraverso le voci dei suoi più vivaci protagonisti.
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  • Burn the maps

    burm_the_maps.jpg Burn the maps è uno dei dischi a cui tengo di più, mi ha accompagnato in molte occasioni, lo ritengo parte fondamentale (come molta altra musica) della mia vita, perchè la musica ha la capacità di suscitare ricordi ed emozioni come poche altre cose al mondo.
    I Frames, gruppo irlandese capitanato da Glen Hansard (il rosso chitarrista del bellissimo The Commitments, film di Alan Parker) sono un gruppo veramente eccezionale, tanto da aver trionfato ai Meteor Music Awards 2004 (i prestigiosi premi della musica Irlandese) come miglior band battendo addirittura gli U2.

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  • Il vento che accarezza l’erba

    vento_che-accarezza_erba.jpg Questa mattina ho rivisto il film di Ken Loach Il vento che accarezza l’erba vincitore della palma d’oro a Cennes 2006, le due ore di “The Wind that Shakes the Barley” scorrono emozionanti nel raccontare la vera storia delle oppressioni d’inizio secolo di quella che è stata la prima colonia britannica, l’Irlanda però non ha mai smesso di lottare contro lo spietato invasore inglese.
    Il film narra questi eventi attraverso gli occhi di due fratelli (di cui uno medico) che ad un certo punto si ritroveranno uno contro l’altro.

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  • sands.jpg «Sono un prigioniero politico perché sono l’effetto di una guerra perenne che il popolo irlandese oppresso combatte contro un regime straniero, schiacciante, non voluto, che rifiuta di andarsene dalla nostra terra». Queste parole sono tratte dal toccante Un giorno della mia vita, Editore: Feltrinelli di Bobby Sands, uno dei dieci detenuti repubblicani irlandesi che nel 1981 si lasciarono morire di fame nel carcere di Long Kesh, a pochi chilometri da Belfast, per ottenere il riconoscimento dello status di prigionieri politici.

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  • L’isola del destino

    isoladeldestino.jpg L’ isola del destino, Storie, miti e personaggi dell’Irlanda medievale di Paolo Gulisano Ancora Editore.
    Un libro, a mio parere bellissimo, che attraversa mille anni di storia di una terra antica, magica, che ancora oggi accende nel cuore di molti sogni e visioni mitiche: l’Irlanda.
    Un’isola in una posizione marginale rispetto al grande continente europeo, oggi uno degli stati più piccoli dell’Unione, ma che a dispetto delle sue dimensioni può sicuramente essere considerato tra i grandi Paesi che hanno fatto la storia d’Europa (a questo proposito vi consiglio anche il fondamentale Come gli irlandesi salvarono la civiltà di Thomas Cahill Editore: Fazi).

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