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Mi è capitato l’altra settimana di trovarmi sulla mia mountain bike mentre scalavo le lievi colline della Valpolicella, sotto un’intenso acquazzone, di quelli con le gocce talmente grosse da sentirle impattare pesantemente sul terreno.
Ero nelle vicinanze di una fitta boscaglia e il crepitio dell’acqua a contatto con il fogliame si disperdeva nello spazio circostante, solo e unico abitante mi sono goduto questo momento di ritorno alla natura.
L’acqua mi aveva completamente inzuppato e avviluppato ma nell’arco di un attimo è cessata e un sole caldissimo ha fatto capolino aprendo un’orizzonte di un blu intenso, ed è stato allora che due immagini mi sono venute alla mente.
La prima è quella di una poesia di Gabriele D’Annunzio, La Pioggia nel pineto, la scena si svolge in un bosco, nei pressi del litorale toscano, più precisamente in Versilia, sotto la pioggia estiva. Il poeta passeggia con la sua donna, Ermione e la invita a stare in silenzio per sentire la musica delle gocce che cadono sul fogliame degli alberi. Inebriati dalla pioggia e dalla melodia della natura, il poeta e la sua donna si abbandonano al piacere delle sensazioni con un’adesione così totale che a poco a poco subiscono una metamorfosi fiabesca e si trasformano in creature vegetali.
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione….
La seconda immagine è quella di un quadro di Monet, dipinto sulle colline circostanti Bordighera, litorale Ligure, un ambiente particolarmente suggestivo tra ginestre, mimose e lembi di macchia mediterranea fa da cornice ad un azzurro cielo e ad un mare cobalto mentre un minuscolo paese di pescatori si staglia all’orizzonte. Il pittore sembra con le sue pennellate aver fermato l’attimo, come dopo un temporale che ha rischiarato e rinfrescato l’aria e fuso insieme cielo e acqua.
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