Paolo Marzola blog

Archive for the ‘Tecnologia’ Category

copamjasp.jpg Total Engagement: Using Games and Virtual Worlds to Change the Way People Work and Businesses Compete di Byron Reeves, J. e Leighton Read un libro che non è stato ancora tradotto in italiano e che suonapiù o meno così “Usare i videogame e i mondi virtuali per cambiare il modo in cui le persone e i business competono.
In una stanza ci sono due persone in attesa di fare un colloquio di lavoro. Uno è laureato con 110, lode, bacio

accademico, e ha anche una discreta esperienza pregressa in fatto di problem solving e abituato a lavorare sotto pressione. L’altro invece è sempre stato uno studente nella media, ha accettato qualsiasi voto e si è laureato fuori corso. In compenso è un Maestro di Gilda in World of Warcraft, gioco su cui ha speso qualcosa come duemila notti insonni. I due fanno il colloquio, poi si ritrovano nella sala d’attesa a prendere un caffè.

Chi è stato assunto secondo voi?

Secondo Byron Reeves, professore presso il Dipartimento di Comunicazione all’Università di Stanford, il posto spetterebbe senza dubbio al secondo. Esatto, il nerd esperto di giochi di ruolo online, quello che a scuola probabilmente implorava l’altro candidato di passargli sottobanco la soluzione del problema di matematica. Perché? Perché grazie a WOW ha imparato a collaborare, a elaborare strategie di gruppo e, cosa più importante, ha appreso i rudimenti della leadership.
I giochi online calano il singolo in un ambiente alternativo e coerente nel quale deve destreggiarsi al meglio per risolvere situazioni e, cosa non meno importante, rimanere in vita. Tornando all’esempio iniziale, il secondo candidato, essendo Maestro di Gilda, ha imparato a gestire i rapporti fra centinaia di altri utenti, e per questo, dice Reeves, ha sviluppato competenze utili a gestire una squadra di lavoro.

Stando alla dottrina Reeves, anche Second Life avrebbe le carte in regola per ospitare il tirocinio di un apprendista del terzo millennio. Trovandosi in un ambiente virtuale con una valuta fittizia a disposizione, ad esempio, aiuterebbe il lavoratore a gestire le risorse e ad allocarle secondo un criterio logico. Fallimento (virtuale) dopo fallimento, il giocatore impara a sviluppare schemi mentali che potrebbero tornare utili anche in ufficio. Certo, c’è sempre il rischio che poi sfondi il cranio del tuo collega, avendolo scambiato per un Tauren. Ma a parte questo, l’idea di Reeves potrebbe anche funzionare, e non credo che ai dipendenti Accenture spiacerebbe passare qualche oretta alla settimana raccogliendo scalpi di nani guerrieri.

Se vi state chiedendo se Reeves abbia già messo in pratica la sua dottrina sul training-videoludico aziendale, la risposta è sì. Ha fondato Seriosity, una compagnia che si occupa di sviluppare ambienti virtuali dedicati a problemi da ufficio. In uno, ad esempio, il giocatore è invitato a dare un valore in denaro a ogni email, cosa che dovrebbe aiutarlo a evitare di scrivere troppe missive elettroniche.

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    Apple per Ipad ha scelto la strada di non installare Flash sulla sua nuova creazione, la mossa sembra motivata dalla guerra che Apple e Adobe combattono da anni sul campo delle applicazioni software.
    Jobs ha definito Flash una tecnologia obsoleta che assorbe troppa energia; da sviluppatore in Flash non credo che la mossa di Jobs sia stata molto azzeccata (Apple si chiude ancora di più nella sua splendente torre d’avorio?) Flash è ormai presente in tutti i siti e non esiste per il momento una tecnologia che lo possa degnamente sostituire, tanto che al Mwc 2010 Adobe ha tolto ufficialmente i veli alla sua nuova tecnologia multimediale per device mobili e si sono visti i primi esempi basati su questo “add on” di Flash Player e sulla piattaforma Android. I primi di una lunga fila?

    Siamo all’inizio di una invasione di mini pc a tavoletta basati su piattaforma Android? Il condizionale è d’obbligo ma ci sono molti indizi che lasciano pensare che la risposta sia affermativa. E alcuni segni tangibili di questa ipotesi si sono visti anche al recente Mobile World Congress di Barcellona, dove in vetrina si è ammirato il touch tablet Icd Ultra con a bordo un’applicazione per la lettura della rivista Wired sviluppata sulla tecnologia Air di Adobe. Proprio l’ultimo rilascio della società californiana e la nuova generazione di processori grafici Tegra di Nvidia sono i punti di forza di una nuova infornata di dispositivi mobili – tablet, smartphone, netbook, smartbook, slate pc – che arriveranno presto sul mercato, nel segno di Android, per fare concorrenza all’iPad di Apple e non solo all’Pad. Il plus che tali terminali potrebbero mettere sul piatto non è da poco, osservano alcuni esperti d’oltreoceano, se Google saprà invogliare a dovere la comunità degli sviluppatori a scrivere applicazioni in Flash. Lo stesso discorso vale però anche per Microsoft e i Windows Phone, Rim e i suoi BlackBerry, e cioè le altre piattaforme, fra cui figurano anche Symbian Os e Palm webOs, che supporteranno integralmente Flash Player.

    Adobe, da parte propria, il passo in avanti verso la casa di Mountain View l’ha fatto proprio a Barcellona annunciando ufficialmente la prossima compatibilità dei suoi prodotti per Android e presentando Air - che fa leva su specifiche funzioni mobili di Flash Player 10.1, oggi in beta e atteso al debutto per la prima metà dell’anno - come un ambiente ricco di funzionalità per la distribuzione di applicazioni ad elevato contenuto interattivo al di fuori dei browser mobili e su differenti sistemi operativi. Il tutto sotto il cappello dell’Open Screen Project e con la promessa che Air nasce già ottimizzato per garantire elevate prestazioni (leggi video al alta definizione) sui display dei dispositivi mobili, smartphone in testa (vedi il Motorola Droid Milestone per esempio) ma non solo.

    Anche sui tablet androidi, questo uno dei messaggi emersi dal Mwc edizione 2010, potremo quindi vedere funzionalità – come l’input basato su tatto e gesti – che hanno fatto la fortuna dei touch phone e dell’iPhone in particolare. Se sarà invasione, di nuovi terminali, o meno lo vedremo nei prossimi mesi.

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  • Puntata numero 38 di Digitalia

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    Digitalia non è un podcast ma bensì un netcast, anche se è possibile scaricare le passate puntate dal sito http://digitalia.fm/ dove il mitico Carlo Becchi, Massimo De Santo, (vi consiglio di visitare la sua pagina anobii in quanto ad ogni puntata il Prof. De Santo consiglia sempre interessanti libri di Sci-fi) e Franco Solerio insieme a svariati ospiti mandano on air (in diretta la prossima volta martedi 23/02  alle 21,30) argomenti e discussioni geek di tecnologia varia via Skype. Il tutto su esempio di this WEEK in TECH di Leo Laporte.

    L’ultima puntata, la 38 è di sicuro interesse:

    Microsoft Phone 7 – Redmond alla riscossa?

    Photosynth e il futuro delle mappe 3D

    Merge: Moblin + Maemo = MeeGo

    BBC – tutti i giornalisti sul social web

    Flattr – la startup dei micro-pagamenti su web

    Google si lancia nel mondo della connettività

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  • Linux Magazine di marzo 2010

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    Ricordo che in edicola potete trovare il nuovo numero di Linux Magazine (Marzo 2010).
    Oltre alle innumerevoli notizie e approfondimenti nel settore GNU/LINUX. Tra le quali spulciando qua e la vedo in copertina una carrellata tra i migliori software per il controllo a distanza di un pc oppure un interessante articolo sulla sicurezza e vulnerabilità (rimanendo in tema vi consiglio http://www.pillolhacking.net/) . La chicca di questo numero è l’intervista a Richard Stallman carismatico leader del movimento del  Software Libero che LINUX Magazine ha incontrato all’università della Calabria il 18 gennaio scorso.

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    Se vi trovate a passare per Oxford (beati voi che potrete sorseggiare la birra dell’Eagle&Child mitico pub ritrovo degli Inklings) potrete godere gli ultimi giorni (13 Ottobre 2009 al 21 Febbraio 2010) di Imagine the technology of today with the aesthetic of Victorian science. La prima mostra di tecnologia odierna in chiave Vittoriana, in poche parole Steampunk. Vedere la Photo Gallery per rimanere a bocca aperta. Il tutto al Museum of the History of Science, Oxford - Steampunk
    Programma

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  • come_la.jpg Umanità accresciuta. Come la tecnologia ci sta cambiando di Granieri Giuseppe, Laterza.
    Ultimo acquisto veramente molto consigliato, un libro che andrebbe discusso ampiamente.
    «La parola chiave è accelerazione. Spesso siamo portati a considerare il cambiamento che stiamo vivendo come una rottura con il passato, come uno scarto improvviso. Il ‘digitale’, il nome che diamo a quanto ci sta cambiando intorno, è probabilmente il primo cambiamento

    che si può osservare in maniera così netta all’interno di una sola generazione, tanto che noi nati nella seconda metà del XX secolo veniamo definiti migranti. Migranti da una cultura all’altra.» Giuseppe Granieri racconta come internet e le reti stanno trasformando il modo in cui ci percepiamo esseri umani e stanno ridisegnando la nostra vita sociale, affettiva ed emozionale.

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  • 554960598_229db6392a.jpg
    Jonathan Zittrain

    Jonathan Zittrain
    (twitter.com/zittrain) è professore di “Internet Governance and Regulation” all’Oxford University ed è presidente dell’Oxford Internet Institute.  Lui sostiene attraverso il libro The future of internet and how to stop it  che intenet così come lo vediamo potrebbe avere un forte blocco.
    Uno stop dovuto a un autogenerativo termine del ciclo di innovazione e a un inquietante prospettiva di metodi di controllo della rete.
    Zittrain identifica, infatti, 4 tipologie di governo applicabili alla rete: la prima prevede un controllo centralizzato della rete, nella seconda tipologia c’è un controllo dall’alto, ma dietro una scelta generale (un modello simile alla nostra democrazia); il terzo modello prevede una comunità libera che elabora contenuti attraverso il voto e la segnalazione, infine nel quarto modello non esiste controllo e la libertà è il fine da seguire (modello Wikipedia).

    zittrain_internet2.jpgIl diffondersi di sistemi come Iphone, Ipod, Xbox rappresentano una tendenza da parte degli utenti ad essere sempre più controllati (attraverso sistemi GPS e altro) con un controllo da parte delle case produttrici quasi totale.
    Inoltre attraverso le applicazioni web 2.0 mesh-up di Facebook o Google la libertà dei fruitori è ridotta veramente al minimo, in quanto una fonte centrale monitora costantemente gli utenti.
    Quando questo modello cerca di imporre le proprie decisioni, si scatena la controparte liberale, ovvero il modello di quarta specie, che è poi anche il modello della pirateria. All’interno di questo contesto si inserisce il fenomeno per eccellenza dell’evoluzione del Web 2.0, ovvero la blogosfera.

    Difatti per Zittrain l’unico modo che ha internet di salvarsi sarà attraverso la creatività e la collaborazione open source dei milioni di utenti.

    Il libro è scaricabile con licenza creative commons dalla sezione download del sito.
    Ma di seguito vi segnalo nove libro scaricabili  con licenza creative commons altrettanto utili per conoscere la rete e l’epoca che stiamo vivendo. Purtroppo sono tutti in inglese ma devo dire che non sono molto complessi.
    Makers by Cory Doctorow
    Intertwingle by Judy Breck
    Unleashing the Ideavirus by Seth Godi
    Against Intellectual Monopoly by Michele Boldrin
    The Public Domain by James Boyle
    Networks, Crowds & Markets: Reasoning About a Highly Connected World by David Easley
    The Wealth of Networks by Yochai Benkler
    The Cluetrain Manifesto by Rick Levine
    New Rules for the New Economy by Kevin Kelly:

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  • Google è pronta a lanciare una rete Internet sperimentale a banda larga e ultraveloce, che potrebbe essere resa disponibile in varie città (tra le 50.000 e le 500.000 persone), garantendo un servizio ad un non meglio precisato «prezzo competitivo». Minny Ingersoll e James Kelly, responsabili del prodotto, hanno scritto sul blog della società che il progetto dimostra le potenzialità di Internet ad alta velocità, ad esempio nell’ambito della medicina a distanza o quello dell’alta definizione televisiva.

    «L’obiettivo è sperimentare nuovi modi per rendere migliore e più veloci l’accesso a Internet» hanno scritto. La rete di Google avrebbe una velocità rivoluzionaria di un gigabit al secondo, 100 volte più veloce di quella a cui gli utenti americani sono abituati. Si dovrebbe trattare di un “open network” che consentirebbe agli utenti di ricevere il servizio ad alta velocità da vari provider. Le città interessate dovranno fare richiesta entro il 26 marzo, mentre la società annuncerà nel corso dell’anno quali ha selezionato.

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  • Nuovo numero di Digitalia

    digitalia.jpg

    Digitalia non è un podcast ma bensì un netcast, anche se è possibile scaricare le passate puntate dal sito http://digitalia.fm/ dove il mitico Carlo Becchi, Massimo De Santo, (vi consiglio di visitare la sua pagina anobii in quanto ad ogni puntata il Prof. De Santo consiglia sempre interessanti libri di Sci-fi) e Franco Solerio insieme a svariati ospiti mandano on air (in diretta il martedi) argomenti e discussioni geek di tecnologia varia via Skype. Il tutto su esempio di this WEEK in TECH di Leo Laporte. Consigliatissimo.

    L’ultima puntata, la 37 è di sicuro interesse:
    Google lancia Buzz ed entra in rotta di collisione con Facebook e Twitter
    America’s Cup – la tecnologia più avanzata al confronto con gli elementi
    Information Theory e Privacy secondo Electronic Frontier Foundation
    Panopticlick – verifica e conosci la tua impronta digitale sul web
    Bruce Shneier e l’anonimità intrinseca dei bit
    Corriere.it a pagamento per gli utenti 3G – prove tecniche di Pay per News
    Grafene – l’ultima frontiera dei materiali per microchip
    Switch GPU su Linux

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