Paolo Marzola blog

Archive for the ‘Tecnologia’ Category

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Il 2008 è il nuovo 1776! (l’anno della rivoluzione americana, ndr). E forse il 2009 sarà il nuovo 1777, l’anno in cui abbiamo avuto una Costituzione». Due giorni dopo l’elezione di Barack Obama, il fondatore di Craigslist, il sito di annunci più ricco del web, che si chiama Craig Newmark, parla alla Stanford University. Newmark è contento; si sente parte della rivoluzione. Ricorda il ruolo cruciale dei social sites e dei blog in questa campagna. Dice che anche Craigslist «promuoverà gli sforzi di chi vuole diffondere nuove idee per governare oggi e nel futuro». Per governare.
La Silicon Valley, dalle otto di sera (Pacific Time) del 4 novembre, si sente abbastanza al governo. Operosamente al governo: per dire, le finestre della sede di Facebook su University Avenue a Palo Alto restano accese tutta la notte come quelle dello studio di Mussolini a piazza Venezia (oggi come quelle dello studio di Angelino Alfano a via Arenula, ma forse non c’entra molto). Uno dei fondatori di Facebook, Chris Hughes, è stato una colonna della campagna di Obama e della sua «Internet strategy». E Obama qui lo chiamano «il Google della politica». Non solo per l’enorme successo veloce; per la conoscenza delle nuove tecnologie e la capacità di usarle come nessun altro leader, finora. Anche per questo qui ha preso il 70 per cento dei voti, in certi sobborghi ricchi ha avuto 70 volte più finanziamenti del medio distretto postale americano; hanno tifato per lui gli imprenditori del Web 2.0 come i paladini dell’Internet strumento di democrazia e creatività collettiva come Laurence Lessig.

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  • Google + iPhone

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    Con lo scopo di aumentare le possibilita’ di interazione fra uomo e macchina, i ricercatori di Google hanno preparato una sofisticata applicazione di riconoscimento vocale per iPhone.
    Il principio di funzionamento della nuova applicazione, che sostituisce la precedente versione di Google Mobile App, è molto semplice e intuitivo. Per effettuare una ricerca, gli utenti devono semplicemente scandire nel microfono dell’iPhone le parole che desiderano ricercare attraverso Google o frasi di senso compiuto come “Quanto è alto il Monte Bianco?”. Il suono della voce viene registrato dall’applicazione, compresso e inviato ai server di Mountain View. Un software interpreta così la richiesta vocale dell’utente, provvede a effettuare la ricerca e ad inviarne nuovamente i risultati all’iPhone. Stando alle prime informazioni, l’intera procedura richiederebbe pochi secondi sia attraverso la connessione WiFi sia attraverso rete 3G. I tempi di risposta potrebbero comunque essere condizionati dalla congestione della rete cellulare.

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  • Mac vs Pc tutti i filmati

    Tutti i Mac vs Pc in un unico filmato. Buon divertimento.
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    applethumbnail1.jpgJobs in una recente intervista ha affrontato argomenti particolarmente interessanti. In occasione dell’evento di lancio dei nuovi laptop la scorsa settimana, al co-fondatore di Apple era stato chiesto un parere sull’emergente categoria dei “netbook“. La scorsa settimana Jobs era sembrato scettico su di essa, affermando che era troppo presto per dire quello che sarebbe successo. Martedì è però andato oltre, fornendo alcuni suggerimenti sul fatto che Apple sta in realtà osservandola da vicino: “E’ una categoria nascente e ne guarderemo l’evoluzione”, ha detto Jobs. “E abbiamo alcune idee davvero valide se questa dovesse evolversi
    Un’altra interessante risposta di Jobs ha riguardato il tema dei concorrenti nell spazio degli smartphone. La citiamo interamente visto che incapsula la filosofia di prodotto di Apple e cerca di tirare un colpo a Google Android e ad altre piattaforme che arriveranno su numerosi dispositivi hardware differenti, rendendo difficile per gli sviluppatori terze parti abbracciare realmente quelle piattaforme come invece hanno fatto con l’iPhone.
    “Con il software che diventa la tecnologia differenziante di questa categoria di prodotto, le persone trovano che avere un centinaio di variazioni [hardware] presentate agli sviluppatori software non sia una cosa molto allettante. E la maggior parte delle imprese in questo business telefonico non ha molta esperienza su quello delle piattaforme software. Quindi siamo estremamente a nostro agio con la nostra strategia di prodotto per il futuro, e la approcciamo come una società di software, cosa abbastanza diversa rispetto alla maggior parte dei nostri concorrenti”.
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  • Il lato oscuro della rete

    9788845314971.jpg A quanto ammonta il prezzo che dovremo pagare per la rivoluzione tecnologica in termini di libertà, sicurezza e privacy? La risposta metterebbe in difficoltà i maggiori esperti della storia e delle tendenze del web. Ma non Nicholas Carr, l’autore del grande successo editoriale che ho appena concluso di leggere  “Il lato oscuro della rete”, Rizzoli.

    Carr ci guida in un suggestivo viaggio nel futuro dell’industria informatica, verso la materializzazione di un grande ed unico computer globale (da lui stesso definito WWC, ovvero world wide computer).
    Nei prossimi anni sarà considerato normale vedere il proprio pc come il semplice componente terminale di una rete di computer, che avranno la propria sede in centrali computerazionali del tutto simili alle odierne centrali elettriche.

    Se pensate che si tratti di fantascienza, Carr ci spiega come sia quanto già avviene quando effettuiamo una semplice ricerca all’interno di Google o su semplici siti come ebay ed amazon.
    Non mancheranno infine le implicazioni culturali e morali di questa grande rivoluzione che Nichola Carr anticipa ma di cui siamo tutti protagonisti, avendo accesso quotidianamente ad internet per lavoro o per divertimento.
    Semplificando all’estremo: un “server” è il computer che risponde alle vostre richieste sul Web. Quando cliccate su una pagina, una richiesta parte dal vostro computer, attivandone molti altri attraverso la rete, fino ad arrivare a quello che contiene l’informazione che cercate, che ve la “serve” inviandola sul vostro schermo. Simili meccanismi entrano in gioco anche quando inviate una e-mail o usate qualunque altro servizio dell’Internet. Il tutto sembra succedere in frazioni di secondo e senza sforzo: la complessità è nascosta da protocolli di comunicazione molto sofisticati.
    Ma dietro, nelle server farms appunto, ci sono centinaia di migliaia di macchine che sudano. Per dirla con lo svizzero Urs Hölzle, responsabile delle operazioni presso Google: “Quando entri in certi settori di un data center, ti senti piuttosto in una fabbrica che non in qualcosa di altamente tecnologico”. I data centers sono brutti, pieni di computers che producono un sacco di calore (ecco perchè occorrono le torri di raffreddamento) e di migliaia di chilometri di cavi. Sono rumorosi. Sono protetti da sistemi di sicurezza sofisticati. E sono posizionati dove un tempo si costruivano le acciaierie e altri impianti simili: vicino a fonti di energia elettrica in grande quantità e a buon mercato. Perchè per far funzionare tutti quei computers, e per raffreddarli, ne serve molta. È stato calcolato che l’insieme dei data centers che fanno funzionare la rete globale consuma circa l’1.5 per cento di tutta l’energia elettrica usata nel mondo, ma soltanto la metà serve a far girare i computers: l’altra metà va a raffreddarli (vari sforzi sono in corso per renderli più efficienti).
    È in queste fabbriche che pulsa il cuore dell’Internet.
    Il più grande google data center del mondo a Dalles, Oregon:
    Ma Carr ha anche sollevato un’enorme polverone per aver scritto un articolo, che vi allego integralmente, dal provocatorio titolo:

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  • Mac vs Pc

    La Apple è innovativa da sempre e le sue pubblicità hanno fatto storia ma questi Mac vs Pc sono dei piccoli capolavori di ironia, per cui ho deciso di riproporli ogni tanto; per farsi due risate e meditare…
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  • applethumbnail1.jpgHo trovato su Youtube, il discorso tenuto dal Ceo di Apple e Pixar Steve Jobs, all’ Università di Stanford, USA, il 12 giugno 2005 in occasione della consegna delle lauree.
    Jobs racconta i diversi momenti della sua vita compresa la creazione di Apple, Next e Pixar.
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  • applethumbnail1.jpgApple ha presentato ieri, e io mi sono goduto tutta la presentazione di Steve Jobs al Keynote, una nuova linea di portatili MacBook con un design rinnovato, nuove schede video, schermi e un trackpad multitouch di vetro.
    Prende spunto dall’Air anche la tastiera, sempre retroilluminata ma è ora nera e piatta, simile a quella dei MacBook. Sparisce il vecchio trackpad, sostituito da una nuovo pad multitouch sensibile di vetro, più grande di quasi il 40% e senza pulsanti perché totalmente sensibile ai click oltre che a una ampia gamma di gesti per impartire comandi e attivare funzioni. Cambia anche anche lo schermo, che richiama esteticamente quello degli iMac, con una superficie di vetro e cornice nera mentre l’illuminazione è ora quella a Led il che garantisce maggiore luminosità, un’accensione istantanea e al tempo stesso consumi ridotti.
    Internamente non è il clock del processore (fino a 2.53GHz) o l’aumento di Ram e memoria di massa la sorpresa maggiore ma la collaborazione con nVidia che fornisce la scheda video, anzi le schede video.
    I MacBook Pro vedranno coesistere due diversi chipset grafici, probabilmente sfruttati dal prossimo sistema operativo: il più potente è la GeForce 9600M GT, con 512MB di memoria, 32 core di elaborazione parallela e 120Gflop di potenza. Quando il portatile è alimentato a batteria si attiverà invece la GeForce 9400M, che comunque assicura prestazioni superiori alle vecchie schede di punta con i suoi 16 core di elaborazione e 54 GFlop e garantisce fino a 5 ore di autonomia.
    Questa scheda “mobile” da sola la si trova anche in nuovi MacBook con schermo da 13. Hanno lo stesso design di alluminio e vetro, schermo a Led, trackpad e tastiera dei Pro ma senza porta Firewire e con processori uguali ai vecchi modelli: che rimangono in vendita ad un prezzo ribassato di 949 Euro (Iva inclusa). Praticamente immutato anche il MacBook Pro da 17″ che rimane col vecchio design ma vede aumentare capienza del disco e risoluzione dello schermo.
     
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    applethumbnail1.jpg“Riflettori puntati sui notebook”. Con questo slogan Apple ufficializza la presentazione di nuovi portatili per la giornata del 14 ottobre, il prossimo martedì, presso il Town Hall del Campus di Cupertino. L’invito è stato diramato nel corso della serata di ieri alla stampa specializzata statunitense, l’evento si terrà come di consueto alle 10, ora locale di Cupertino, ovvero alle 19 ora italiana.
    La data del 14 di ottobre era stata ipotizzata già nel corso del mese passato, anche se il ritardo nella spedizione degli inviti ha fatto credere in una posticipazione dell’evento. Al centro dell’attenzione vi saranno pertanto i portatili, che dovrebbero (ma siamo sempre nel campo delle ipotesi) portare una ventata di novità, a partire dai chipset integrati NVIDIA, passando per il fantomatico “Brick”, sino ad un nuovo portatile da 800 dollari come emerso nel corso della giornata di ieri.
    Cupertino si trova a pochi chilometri da San Francisco, nel cuore della Silicon Valley.
    Silicon Valley Tour:
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