23 Gen
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Nuova letteratura fantasy. Uno studio comparativo, di Giovanni Agnoloni, Editore Eumeswil. Vi voglio segnalare l’ultima fatica letteraria di Giovanni Agnoloni in uscita il 17 febbraio, ben noto a chi legge queste pagine, autore di Letteratura del fantastico (Spazio Tre, 2004), ha partecipato alla raccolta “The Ring Goes Ever On” (Tolkien Society, 2006). Traduttore e redattore di www.lapoesiaelospirito.it, aderisce al movimento fantascientifico connettivista. |
| Questo libro offre una serie di paralleli tra Tolkien e vari scrittori realisti le cui opere riescono a ingenerare un effetto subcreativo affine a quello del fantasy tolkieniano: Hermann Hesse, José Saramago, Joseph O’Connor, Cees Nooteboom, Gabriel García Márquez, Paulo Coelho, Manuel Vázquez Montalbán, Jostein Gaarder, Banana Yoshimoto. |
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| Autori molto diversi tra loro, ma con un nucleo comune: la risonanza delle atmosfere, il magnetismo degli ambienti, la capacità di scovare tracce di segreta energia naturale anche negli anfratti della metropolitanità, uno sguardo attento agli echi dello spirito e una passione esplorativa che comporta una continua reinvenzione del reale. Si realizza così una catena di effetti analoga a quella dallo stesso Tolkien postulata - nel suo saggio “On Fairy Stories” - come caratteristica della fiaba: Evasione, Ristoro, Consolazione. |
15 Gen
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di Gianfranco de Turris
Il mondo va tanto avanti e le cose stanno cambiando tanto, come ben scrive Roberto Arduini su l’Unità di ieri, che il giornale fondato da Gramsci fa ammenda su l’autore de Il Signore degli Anelli dopo appena 40 anni e oggi si fa corifeo di un positivissimo Tolkien «romantico», quando all’epoca della traduzione italiana del suo capolavoro lo denunciò come «fascista». Un incredibile passo avanti, non c’è che dire, che ha come tappe intermedie l’interpretazione di Alessandro Portelli di un Tolkien «allegorico» nel 1982 e di un Tolkien antinazista («Fascisti giù le mani da Tolkien») del critico cinematografico Alberto Crespi nel 2001 all’epoca del primo film di Peter Jackson. Una serie di approssimazioni alla rivalutazione del professore oxoniense che sembra essere giunta ora alla conclusione con la scoperta di un volume collettaneo, La falce spezzata (Marietti 1820), che propone - sai che scoperta - un’immagine di Tolkien come inserito nel «filone tardoromantico» inglese di Morris e MacDonald, risalendo sino addirittura a Novalis: nomi a quanto pare del tutto sconosciuti alla critica tolkieniana estranea agli interessi arduiniani, quella volgarmente detta «di destra» che a lui fa tanto schifo (eccetto quando va a chiedere favori ai suoi rappresentanti…). |
29 Dic
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Guida per viaggiatori nella terra di mezzo, Roberto Fontatana, Edizioni L’Età dell’Acquario / Collana «Uomini, storia e misteri. Da 28 gennaio sarà in libreria il sorprendente libro di Roberto Fontana, Presidente dell’Associazione Culturale Granburrone.La Guida per viaggiatori nella Terra di Mezzo è il vademecum ideale per chiunque voglia avventurarsi nell’universo immaginario descritto da Tolkien nel Signore degli Anelli. |
| Il viaggio alla scoperta della Terra di Mezzo proposto dall’autore è nello stesso tempo geografico – attraverso monti altissimi, praterie sconfinate, boschi incantati, città cinte da candide mura e con le strade ricoperte di polvere di diamante – e temporale. Suddivisa in tre Ere principali – la quarta ha inizio con il termine delle vicende narrate nel Signore degli Anelli – la Guida descrive le caratteristiche generali delle terre in ciascuna epoca, suggerendo i percorsi più suggestivi. Gli itinerari conducono il viaggiatore attraverso i luoghi di maggiore interesse paesaggistico, storico-artistico, culturale e gastronomico. Di ogni località sono rievocati i tempi del massimo splendore e narrati gli avvenimenti che l’hanno vista protagonista. Le «Meraviglie» dei più bei siti della Terra di Mezzo e delle altre parti di Arda vengono per altro illustrate anche grazie a dettagliate rappresentazioni cartografiche e ad accurati disegni «ricostruttivi». Dopo aver valutato la lunghezza dell’itinerario prescelto e i tempi di percorrenza, essersi equipaggiato con comode scarpe, le necessarie provviste e un bastone (e naturalmente con questa Guida nello zaino), il lettore potrà così inoltrarsi – senza timore di smarrirsi – tra i sorprendenti e variopinti panorami dell’universo tolkieniano. |
| Dall’introduzione Considerato quindi che i viaggi e le descrizioni paesaggistiche e architettoniche fanno già parte del Signore degli Anelli e degli altri libri, ci si può allora chiedere che bisogno ci fosse di scrivere una «guida turistica» del mondo di Tolkien… Ebbene, possiamo rispondere che, nelle opere del professore di Oxford, il paesaggio resta, per così dire, sullo sfondo, una specie di enorme palcoscenico sul quale si svolge la trama dell’epopea che egli ci narra: in primo piano ci sono gli eroi e le loro gesta, mentre il resto è in secondo piano, seppur magistralmente descritto. |
11 Dic
![]() Attenti a questi due, Peter Jackson e Guillermo del Toro |
| Siamo in attesa delle strepitose novità che www.theonering.net ci ha promesso sul suo sito e che ha posticipato dall’8 al 15 dicembre, forse un teaser poster o similare direttamente dalla produzione de Lo hobbit. |
| Nel frattempo sul forum dello stesso theonering.net Guillermo del Toro ha dichiarato: |
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10 Dic
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| L’Istituto Filosofico di Studi Tomistici, in collaborazione con l’Associazione Romana di Studi Tolkieniani, ha organizzato per il prossimo 22 Maggio 2010 quello che, a detta di alcuni critici, sarà il più importante convegno di studi tolkieniani mai tenutosi in Italia. Il convegno si terrà presso la Sala Covegni dell’Hotel Raffaello, Strada per Cognento 5, Modena. Il convegno si preannuncia un grandissimo evento, Tom Shippey ( La Via per la Terra di Mezzo (Marietti, 2005)) e Verlyn Flieger (Schegge di Luce (Marietti 2007)) sono considerati i più grandi esperti di Tolkien al mondo; molto buona la scelta di Franco Manni (direttore di Endòre”. E’ autore e co-autore di numerosi volumi e articoli su Tolkien tra i quali rocordo: Introduzione a Tolkien e Real and Imaginary History in The Lord of the Rings) e Andrea Monda (Tolkien, il Signore della Fantasia e L’Anello e la Croce). |
| Il tema della giornata è “Tolkien e la Filosofia” : il programma (da confermare) sarà il seguente: |
| ore 9,00-11.00: TOLKIEN TRA FILOSOFIA E FILOLOGIA: relatori: Tom Shippey e Franco Manni |
| 11.15-12.30: FILOSOFIA E TEOLOGIA TOLKIENIANA DELLA MORTE relatore: Christopher Garbowski |
| Pausa pranzo |
| 15.30-17.30: TOLKIEN PENSATORE CATTOLICO? relatori: Andrea Monda e Wu Ming 4 (L’incontro si prospetta molto interessante in quanto i due relatori si sono già scambiati fendenti su http://www.wumingfoundation.com in seguito ad un commento denigratorio di Wu Ming sull’ultimo libro di Andrea Monda che da persona colta e ironica qual’è ha risposto colpo). |
| 17.45-19.00: LA FILOSOFIA TOLKIENIANA DEL TEMPO E DEL LINGUAGGIO relatrice: Verlyn Flieger |
9 Dic
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| Lo scorso anno, il 30 novembre per la precisione dedicavo un articolo al grande John Howe e solo una menzione all’altrettanto grande, per me addirittura superiore, Alan Lee. Un anno dopo rimedio questa lacuna, Alan lee è un artista eccezionale, negli schizzi e bozzetti addirittura impareggiabile. |
| Alan Lee si è rapidamente affermato come illustratore di fama mondiale, dipingendo delicati acquarelli per molti libri noti, tra cui I Mabinogion, Castles, Merlin Dreams e Black Ships Before Troy: The Story of the Illiad, che gli è valso il prestigioso Kate Greenaway Award. Nel 1978, insieme a Brian Froud, ha realizzato il libro Le Fate (Faeries), ispirandosi ai miti e alle atmosfere della campagna di Dartmoor. Le Fate è diventato un bestseller e di recente ne è stata pubblicata un’edizione speciale per il 25° anniversario, che ha riscosso ancora una volta grande successo. |
![]() Dartmoor, meraviglioso parco nazionale nei cui pressi abita Alan Lee |
| Per celebrare il centesimo anniversario della nascita di JRR Tolkien, la Harper Collins ha chiesto ad Alan Lee di realizzare 50 dipinti per illustrare una ricca edizione speciale rilegata del Signore degli Anelli. Così è iniziata la sua avventura nel mondo di Tolkien. Successivamente ha illustrato Tolkien’s Ring di David Day e l’edizione del 1997 di Lo Hobbit. Nel 1998 ha vinto il World Fantasy Award come miglior artista. |
| Negli ultimi sette anni, tuttavia, ha dovuto mettere da parte il lavoro di illustratore per prendere parte al monumentale progetto di Peter Jackson, la trilogia cinematografica del Signore degli Anelli. Dal 1998 al 2004 Alan Lee ha vissuto in Nuova Zelanda, lavorando come conceptual designer insieme al collega John Howe, e ha dato un importante contributo a disegnare il volto della Terra di Mezzo. |
8 Dic
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E’ uscito un nuovo volume della collana Tolkien e dintorni, La falce spezzata - Morte e immortalità in J.R.R. Tolkien, edito dalla Marietti 1820 a cura di Roberto Arduini e Claudio Antonio Testi.Il lavoro è frutto di periodiche riunioni di studio che hanno coinvolto tutti gli autori per ben due anni, coordinati dall’Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena e dall’Associazione romana studi Tolkieniani. |
| Krónos - Claudio Antonio Testi, Il Legendarium tolkieniano come meditatio mortis. - Lorenzo Gammarelli, Ai confini del Reame Periglioso: morte e immortalità nelle opere brevi di Tolkien. - Alberto Ladavas, L’errato cammino del sub-creatore: dalla Caduta alla Macchina rifuggendo la Morte. - Simone Bonechi, Nei tumuli di Mundburg: morte, guerra e memoria nella Terra di Mezzo. |
| Lógos - Franco Manni, Elogio della Finitezza. Antropologia, escatologia e filosofia della storia in Tolkien. - Andrea Monda, Morte, immortalità e le loro scappatoie: memoria e longevità. - Roberto Arduini, Tolkien, la morte e il tempo: la fiaba incastonata nel quadro. - Giampaolo Canzonieri, L’invidia sbagliata. Analogie e contrapposizioni tra Elfi e Uomini sul tema del dolore. - Claudio Antonio Testi, Logica e teologia nella tanatologia tolkieniana. - Alberto Quagliaroli, Immortalità elfica come esperimento narrativo-letterario. |
| La sezione della mia libreria dedicata alle opere di Tolkien |
3 Dic
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| Chi ha paura degli hobbit? Chi ha paura delle creature frutto della fantasia di un tranquillo professore di nome JRR Tolkien? Lo hobbit, il film che verrà prodotto da Peter Jackson e diretto da Del Toro sarà il film evento dei prossimi anni, ma a Roma nei giorni scorsi un’asilo intitolato “La Contea degli Hobbit” inaugurato in memoria delle otto vittime dell’ esplosione avvenuta nel 2001 in un palazzo di via Ventotene ha creato mille polemiche suscitando l’interesse di tutti i giornali politici, incredibile ma vero. |
| «Ci chiediamo - hanno dichiarato il consigliere comunale del Pd Massimiliano Valeriani e il consigliere provinciale Marco Palumbo - chi abbia potuto legare a uno dei fatti di cronaca più drammatici degli ultimi anni un nome così vicino alla sottocultura neofascista». Il riferimento è legato ai “Campi Hobbit”, campi scuola del Fronte della Gioventù che vennero organizzati fra il 1977 e il 1980. |
| Il presidente del IV municipio Cristiano Bonelli sostiene naturalmente che si tratta «di polemiche strumentali, perché allora gli asili nido di Roma che si chiamano “Arcobaleno” potrebbero essere considerati come un riferimento al partito della Sinistra Arcobaleno». |
| Il libro del Signore degli Anelli (il secondo libro più letto al mondo dopo la Sacra Bibbia), come in seguito la trilogia cinematografica firmata da Jackson, sono sempre stati osteggiati da molta parte della cultura di sinistra che da sempre è contro il Fantasy e ritiene il genere fantastico non degno di una alcuna valenza culturale. |
30 Nov
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La letteratura dimenticata. Chesterton, Lewis, Tolkien i tre scrittori per la speranza, di Annunziata Antonazzo, Editore Istituto Teologico San Tommaso di Messina.Come un archeologo ho scovato questo saggio edito a fine 2007, la presentazione di Andrea Monda è una garanzia. Cosa hanno in comune Gilbert Keith Chesterton, Clive Staple Lewis e J.R.R. Tolkien, oltre al fatto di essere tre scrittori |
| inglesi del XX secolo? Molte altre cose, almeno è così secondo Annunziata Antonazzo (docente di lingua e letteratura inglese presso l’Istituto Teologico San Tommaso d’Aquino di Messina), autrice del saggio “La letteratura dimenticata” . Il titolo e il sottotitolo scelti dall’autrice, “Chesterton, Lewis e Tolkien: tre scrittori per la Speranza”, già rivelano due aspetti comuni ai tre autori: l’oblio, che ha ingiustamente ricoperto l’opera dei tre, e la speranza che invece l’ha fortemente alimentata. |
| Nel secolo della morte di Dio, questi tre tranquilli gentiluomini d’Oltremanica riportavano la letteratura nel suo alveo originario, l’epico e il fantastico, e nella sua dimensione più naturale, quello dell’esercizio della speranza. Ma i tre sarebbero anche autori di una letteratura «dimenticata», dice la giovane e preparata saggista. Quale il perché di quest’oblio? «Spesso relegati a semplici autori di romanzi fantasy o di detective stories - afferma l’Antonazzo - in realtà il periodo in cui vissero non diede loro gli onori che meritavano […] il loro “ottimismo”, aggiungerei “cristiano”, era forse una nota stonata per il loro tempo». |
| C’è da aggiungere che quest’oblio fu comune ma diversificato per ciascuno dei tre scrittori. Tolkien è infatti l’autore del romanzo più letto del ’900 e al successo popolare (ma non di critica) delle sue opere letterarie si è aggiunto negli ultimi 5 anni il “trionfo” dovuto alla fortunata trasposizione cinematografica del suo capolavoro. Storia simile è quella di Lewis, amico personale di Tolkien e autore di un’altra fortunata saga fantasy (“Le Cronache di Narnia”), che però, soprattutto dopo il recente film della Disney, ha finito per oscurare quasi del tutto l’altra parte, ricca e ampia, della sua produzione non solo narrativa. Il più sfortunato è stato senz’altro Chesterton, che in Italia negli anni ’70 aveva conosciuto un vero revival grazie alla serie televisiva dei racconti polizieschi di Padre Brown interpretati da Renato Rascel: oggi l’opera, vastissima e poliedrica, del geniale scrittore inglese, è praticamente scomparsa dal mercato editoriale italiano. Ed è proprio l’uscita di saggi come questo, così come la pubblicazione di due inediti, “L’uomo che sapeva troppo” (Mondadori) e “L’utopia degli usurai” (Excelsior 1881), che fanno sperare per un ritorno in grande stile del «padre spirituale» sia di Tolkien che di Lewis. |
| Questo saggio mette in luce la «parentela» di tre grandi interpreti del ’900, e il suo pregio maggiore sta proprio nell’aver colto l’essenziale delle loro opere, viste quasi come delle visioni, delle profezie. Questi tre autori sono stati tre spiriti profetici (per questo scomodi e facilmente accantonati) del ’900, in virtù della comune fede cristiana. |
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