13 Lug

Ha debuttato su SyFy e non è niente male la miniserie di 13 puntate Haven ispirata ad un racconto di Stephen King, bellissime locations e mi azzardo a sostenere che per certi versi mi ha ricordato x-files (e non Fringe per fortuna), “strani fenomeni” e tanto altro, questo è l’antefatto: (more…)
14 Giu

Sette persone, totalmente sconosciute l’une alle altre si ritrovano chiuse a chiave all’interno di stanze di un hotel che ricorda l’Overlook di Shining, nel mezzo di un piccolo paese isolato da tutto e da tutti.
Vengono liberati uno alla volta da Joe Tucker, l’unico tra di loro che ha trovato il modo di aprire la porta della propria camera: una chiave nascosta nella “tipica” bibbia da comodino. Appena usciti, i sette iniziano a farsi domande l’un l’altro per cercare di capire che cosa stia succedendo e trovare un collegamento tra di loro che possa spiegare la situazione in cui sono finiti.
Insieme a loro, nella città fantasma, ci sono anche un gruppo di cuochi e camerieri cinesi che preparano loro la cena (e sostengono di non sapere nulla di quanto sta accadendo) ed il concierge dell’albergo, che è stato contattato da un misterioso “qualcuno” per servire i sette rapiti. L’uomo racconta di essersi svegliato nella città da un giorno con l’altro e fa intuire come questa non sia la prima volta in cui viene impiegato per qualcosa di simile.
Ho dato un giudizio positivo perchè tale è la voglia di trovare un erede che mi viene da dare credito a questo Persons Unknown.
Creato e scritto da Christopher McQuairre, premio Oscar per I Soliti Sospetti, Persons Unknown ha come showrunner Remi Aubuchon, co-creatore del deludente Caprica. Il regista del pilot è Michael Rymer, produttore e regista di molti episodi di Battlestar Galactica.
La serie, della NBC composta da 13 episodi, scritta da Christopher McQuarrie, vede nel cast attori come Alan Ruck (Spin City), Jason Wiles (Third Watch), Daisy Betts, Chadwick Boseman, Kate Lang Johnson, Tina Holmes, Sean O’Bryan e Lola Glaudini (Criminal Minds). Ci sono voluti ben due anni per far vedere la luce alla serie tv, dal momento che la NBC ha comprato i diritti di trasmissione solamente l’ anno scorso.
18 Mag

Ridere si sa è importante nella vita (inoltre Happy Town riprenderà a giugno e Lost, V, Fringe e Flash Forward sono agli sgoccioli) per questo vi consiglio una sit-com eccezionale: The big bang theory, nello specifico se siete appassionati di Tolkien come me non potete perdervi la puntata 3×17, The Precious Fragmentation.
I ragazzi combattono tra loro per un’anello che credono essere un originale del film di Peter Jackson “Il Signore Degli Anelli”. Leonard vuole restituire l’anello al suo legittimo proprietario, Koothrappali vuole venderlo per comprarsi una moto d’acqua, Sheldon vuole tenerlo a tal punto che comincia a trasformarsi davvero in Gollum.
Sheldon: “Un anello per domarli.”
Raj: “Un anello per trovarli.”
Howard: “Un anello per ghermirli…”
Leonard: “E nel buio incatenarli.”
Raj: Per la miseria, siamo troppo nerd.
La serie, ambientata a Pasadena, in California, racconta le vicende di quattro giovani scienziati, Leonard, Sheldon, Raj e Howard, che lavorano insieme al California Institute of Technology e fanno amicizia con Penny, una bellissima ragazza venuta a vivere nell’appartamento di fronte a quello condiviso da Leonard e Sheldon.
Ogni episodio ha una sua storia e seppur la maggiorparte di loro siano autoconclusivi, viene portata avanti una trama di fondo. Inutile dire che tantissimi sono i riferimenti alla fisica, ai videogames, a Star Wars, a Star Trek, per non parlare di moltissimi fumetti, film e serial americani (si sprecano quelli su Battlestar Galactica e Pandora), sottolineando l’altissima componente nerd.
Quando Leonard si innamora di Penny, lo strano mondo dei quattro amici, nerd a tutti gli effetti si scontra con quello semplice e superficiale di lei.

Il mitico Stan Lee con i protagonisti della serie
Consigliatissima anche la 3×16 The Excelsior con una cameo di Stan Lee, 88enne leggendario co-creatore di personaggi dei fumetti come Spider-
Sheldon: “Come potro’ mai parlare con Stan Lee dei fondamenti scientifici del volo nello spazio siderale su una tavola da surf d’argento, quando parte del mio cervello sara’ impegnata a esaminare il suo volto in cerca dei sintomi di una malattia cutanea contagiosa?”
6 Mag

Haplin, Minnesota, un’omicidio molto violento nella neve e una cittadina della provincia americana dove l’apparenza felice nasconde il torbido e l’incofesssabile.
La vita scorre tranquilla, l’aria ha il sapore del pane appena sfornato grazie al panificio che troneggia sulla cittadina e da lavoro alla maggior parte dei suoi abitanti il tutto nelle mani della potente famiglia Haplin. Tutti sembrano sorridenti e di buon umore come la signora fa notare a Henley (Lauren German) la nuova arrivata in città. Henley dice a Merrit di essere originaria di Snoqualmie, la cittadina in cui venne girato Twin Peaks, citazione d’obbligo per questa serie di 8 episodi che omaggia molto anche Stephen King.

Ma c’è un ma, per sette anni, ogni anno ad Haplin è scomparso qualcuno. L’autore delle sparizioni è stato soprannominato Magic Man dai cittadini per la sua capacità di non lasciare alcuna traccia nè di sé nè della vittima. Da cinque anni le sparizioni sono cessate e questo è dovuto allo sceriffo che in qualche modo è riuscito a scacciare Magic Man e tenere unita la comunità.
L’intero antefatto è raccontato da un misterioso personaggio interpretato sa Sam Neill.
Le indagini dello sceriffo Conroy (M.C.Gainey il Tom Friendy di Lost) e di suo figlio Tom (un bravo ragazzo innamorato della moglie Rachel e della sua bambina) si concentrano sui fratelli Stivaletto, loschi individui della cittadina, ma in tutto questo la nota di interesse è dovuta allo stato di trance in cui cade più volte lo sceriffo, momenti in cui parla di una certa Chloe.
“Lo direi a Chloe se dovessi mai rivederla.”
“E quand’e’ che e’ stata contattata da Chloe?”
“Chloe sa che sei qui?”
“Chloe ha dato fuoco all’involucro… Ora che e’ stato versato altro sangue tutto sara’ svelato”
Nel finale scopriamo che Chloe è Henley (e sua mamma non è affato morta come lei ha raccontato) ed è lì a Happy town per indagare mentre nell’ultima scena vediamo lo sceriffo che completamente fuori controllo sembra amputarsi una mano con un’accetta.
Credo che seguirò volentieri la serie fino alla sua conclusione, con Harper’s Island (a proposito di Harper’s island, sul sito serialmente.com c’è un elenco dei personaggi in rigoroso ordine di morte da non perdere assolutamente) sono stato fortunato ad indovinare il colpevole alla quarta puntata vedremo se lo sarò anche con Happy Town.
28 Apr

Ho iniziato a seguire il Doctor Who finalmente, con una certa frequenza e non più occasionalmente per curiosità dopo la visione del suo spin off Torchwood.
Matt Smith è la nuova incarnazione del mitico Doctor e devo dire che la prima puntata di introduzione (il pilot The Eleventh Hour) me lo ha fatto subito diventare simpatico. L’impresa non era affatto facile, perché l’eredità lasciata da David Tennant era estremamente pesante, ma Smith interpreta con grande abilità, introducendo anche una certa spontanea semplicità che contrasta con l’interpretazione brillante ma spesso troppo artefatta di Tennant.

La sua aiutante Amelia Pond (Karen Gillan) è molto carina e questo aiuta di sicuro, molto espressiva e come coppia funzionano molto. Il loro rapporto viene introdotto in una maniera a dir poco magistrale, commovente come non era mai avvenuto nel caso delle precedenti “companion” del Doctor.
Ottima la regia di Adam Smith, che riesce a fornire inquadrature e piani sequenza tecnicamente sbalorditivi per lo standard di un telefilm. Ma la cosa che sorprende è proprio la cura del dettaglio e dell’interazione tra il Doctor e la sua futura companion, che rende la visione assolutamente godibile, con dei dialoghi esilaranti accompagnati da brivido e azione. Molto divertente quando il Doctor afferma di aver suggerito il risultato corretto a Fermat per il suo teorema.
L’unica cosa che mi ha lasciato perplesso è stata la storia di contorno che è risultata un poco banale ma spero che ci possano essere ancora episodi come Blink - 3×10, Midnight -4×10 (che mi ha mi ha ricordato la mitica serie Ai confini della realtà) o come The Shakespeare Code - 3×02 (che racconta con ironia l’incontro fra il dottore ed il grande bardo, concedendosi perfino dei collegamenti fra le opere del teatro elisabettiano ed il mondo di Harry Potter) veramente geniali, senza grandi effetti speciali ma basate solo su grandi idee.
4 Mar
| Il tempo è quello che è in questo periodo ma cerco di seguire: Lost che è nel mio cuore da sei anni, la seconda stagione di Survivors che ho aspettato da due anni mentre in Caprica ho sperato fino all’ultimo. Nel prossimo periodo cercherò di vedere la terza stagione di Torchwood. Ma adesso vediamo di analizzare le ultime puntate molto brevemente. |
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Lost 6×06 Sundown: Cala il tramonto nella sesta puntata della sesta edizione di Lost, e la notte scende anche sull’incarnazione del male che tenta Sayid come Cristo fu tentato da Satana, “E se ti dicessi che potresti avere qualsiasi cosa desideri?” sussurra il fumo nero ad un Sahyid sempre più demoniaco. E alla conclusione di quella che si può tranquillamente definire una delle più drammatiche e belle puntate che Lost ci abbia mai mostrato, il male circondato dai suoi accoliti, Sayid, Claire e Kate. (dove sia finito Sawyer forse lo sapremo la settimana prossima) si avvia nella notte alla ricerca di cosa non sappiamo ancora. Voto 10. |
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Puntate 2×05 e 2×06 di Survivors sicuramente le migliori della seconda stagione; anche qui con un tasso di drammaticità incredibile la bellissima Sarah ci lascia dopo essersi riscattata e redenta. Devo dire essermi commosso in questo episodio, Sarah era da sempre il personaggio relegato ai margini del gruppo ed era prevedibile che toccasse a lei morire in un crescendo di emozioni. Nell’ultima della stagione la 2×06 i nostri trovano la base segreta completamente deserta, il virus ha sterminato quasi tutti al suo interno ma Abby Grant ritrova suo figlio Peter mentre Tom si imbarca in un avventura senza ritorno…. oppure si… tra due anni purtroppo. Voto 10 |
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Voto negativo a Caprica, serie tv che era in possesso di grandi potenzialità e che ereditava l’esperienza di Battlestar Galactica, ma questa volta Si Fi Channel non fa centro, ogni puntata si trascina verso la noia più nera anche se l’intento degli autori sarebbe quella di mostrarci il dramma di due genitori ( i coniugi Graystone) che hanno perso una figlia pescando dalla realtà post 11 settembre ma poi scivola in un film da gangster di serie b quando fanno loro comparsa i Tauron. Sconsigliatissimo. Voto 0 |
17 Feb

Prima che Lost (e la seconda stagione di Survivors e Caprica) mi catapultassero in un vortice di viaggi temporali e realtà parallele ho visto un piccolo gioiello che in seguito ho rivisto con una manciata di Lost fan veronesi, si tratta della puntata 3×10 di Doctor Who dal titolo di Blink nella quale il Doctor Who ci trascina in un delirio di paradossi temporali e easter eggs nel quale la razza aliena degli angeli piangenti può catapultarti in un altro tempo se si distoglie lo sguardo da quelle che sembrano innocue statue. Don’t blink. Blink and you are death. Consigliatissimo.
12 Feb

Tra i mille impegni sono riuscito a vedere The Color of magic di Terry Pratchett, tratto dal primo romanzo della lunghissima saga del disco. Composta attualmente da oltre 30 libri, quella del Mondo Disco (Discworld) è una serie fantasy-comica ambientata in un universo parodistico.
Talmente parodistico che ammetto ho faticato non poco ad apprezzarlo, anche se rivela di sicuro un enorme fantasia e gli attori sono senz’altro bravi a rendere quell’atmosfera di salutare follia che permea l’intera opera.
Il bislacco mondo piatto viaggia infatti nell’universo appoggiato sulla schiena di quattro elefanti in equilibrio precario sul carapace della tartaruga gigante Grande A’Tuin.
Come dicevo il cast è di gran prestigio: Sean Astin (Hobbit Sam) che veste gli sgargianti abiti di Duefiori, di Tim Curry (il Dottor Frank-N-Furter del RocKy Horror Picture Show) a suo agio nel ruolo del pericoloso mago Trymon, di Jeremy Irons il Patrizio di Ankh-Morpork, e per concludere quello di Christopher Lee che ha doppiato il personaggio della Morte.
Se avete letto almeno uno dei libri queste tre ore vi piaceranno di sicuro, se non lo conoscete questa è l’occasione giusta per conoscere questo autore che è stato uno dei primi autori ad usare internet per entrare in contatto con i suoi lettori.
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