30 Nov
Il nuovo ponte Sublicio*, quello di origine romana era di legno |
Voci notturne, eccezionale sceneggiato Rai, ormai di difficile reperibilità, trasmesso in 5 puntate nel 1995, scritto e co-prodotto da Pupi Avati che rilancerà dietro la macchina da presa il bravo Fabrizio Laurenti che nella sua filmografia horror aveva firmato solo apocrifi remake (La Casa 4, Troll 3). |
| Trama Il corpo esanime di un ragazzo è trovato dalla polizia sulle sponde del Tevere, in prossimità di un ponte. Si tratta del cadavere del figlio di un ricco industriale che si muove nell’ alta finanza americana. Intanto il migliore amico del defunto inizia ad indagare scoprendo nel computer del morto degli strani disegni e degli appunti sull’esoterismo e le sette. L’autopsia rivela che nel corpo del ragazzo sono state trovate tracce di erbe ed altre stranezze che riconducono all’ipotesi che la sua uccisione sia avvenuto durante una sorta di rito sacrificale. Nel frattempo un detective assoldato dall’industriale viene ucciso e delle strane telefonate arrivano alla famiglia con la voce del defunto, il mistero si infittisce… |
| La serie raggruppa un attori di buon calibro, Massimo Bonetti e Stefano Accorsi, Lorenzo Flaherty e Stefania Rocca (e addirittura Dario Ballantini); ma anche i complicatissimi sacrifici umani rituali che i sacerdoti del ponte officiavano nell’Antica Roma sul Ponte Sublicio* con i misteri cabalistici della musica di Debussy ; enigmi di password irrisolvibili (la fiction è tecnologicamente molto avanzata e complessa per l’epoca) con le inquietanti figure che abitano la pensione Rosetta sul LungoTevere ; le indagini voodoo di un detective a Saint Louis con la pericolosissima ’Società Teosofica per il Ritorno dello Spirito Originario’. |
18 Nov
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| La serie riprende totalmente la trama dell’originale. The Prisoner è la storia di un uomo (Jim Caviezel nella parte di Gesù nella realistica trasposizione cinematografica della Passione di Cristo di Mel Gibson) che si risveglia in un luogo misterioso chiamato Il Villaggio e scopre che la sua identità è stata completamente cancellata. Al posto di nome e cognome gli viene assegnato un numero, il Sei. Il Villaggio è sotto il comando di Due (interpretato da Ian McKellan Gandalf del Signore degli Anelli e il Magneto degli X-Men), che tiene tutti gli abitanti sotto controllo, ma che avrà qualche difficoltà con il nuovo arrivato. |
| Tra gli altri intepreti della serie troviamo Ruth Wilson (Suburban Shootout), Jamie Campbell-Bower (Twilight: New Moon), Hayley Atwell (La duchessa) e Lennie James (Jericho). |
| La miniserie si è conclusa qualche giorno fa in Amercia sul canale Amc, solo sei puntate come di consuetudine per le serie inglesi. La prima puntata (in realtà la 01 e la 02 insieme) si dimostra subito piena di suggestioni, sogno e allucinazione si alternano, come in un film di David Lynch,e si fondono ad un atmosfera carica di mistero e decisamente idisturbante e inquietante, la bravura dei protogonisti è fuori discussione, Jim Caviezel e Ian McKellen sono veramente eccezionali. |
| McKellen: “Ho còlto il senso di ciò che erano gli episodi. Ho passato la vita ad interpretare ruoli che altra gente aveva già interpretato, siano Amleto, MacBeht o Iago, perciò non mi sembra strano lavorare su un personaggio che Leo McKern, mio grande amico, intepretò nell’originale”. |
| Non posso fare un paragone con la serie classsica, che non vedut,o ma le prime due puntate mi sono veramente piaciute e ne consiglio la visione; I temi che vengono toccato sono dei classici della fantascienza quali l’annullamento dell’individuo e il soggiogamento mentale, il richiamo al Grande fratello di Orwell è esplicito (e lo era anche nella versione originale. |
| “Non esiste nessuna New York solo il Villaggio” |
11 Nov
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| Mentre la qualità di una serie come Flash Forward aumenta sempre più creando interrogativi a ripetizione, un’altra serie con protagonisti Lostiani si affaccia alla ribalta, Visitors 2009 remake della famosa serie tv anni 80, |
| Al timone dell’operazione troviamo quella vecchia volpe di Scott Peters, ben noto agli amanti della fantascienza per aver prodotto e scritto serie come 4400 e Outer Limits. Peters ha formato un cast di attori prelevandoli da molte tra le più famose serie sci-fi degli ultimi anni. Troviamo infatti Elizabeth Mitchell (la Juliet di Lost) che interpreta il ruolo della protagonista Erica Evans, un’agente dell’FBI che si occupa di antiterrorismo e che nel corso delle sue investigazioni si imbatte nel nucleo della “resistenza” agli alieni. Al suo fianco troviamo la bellissima Morena Baccarin (l’Inara di Firefly/Serenity e la Adria di Stargate), l’inquietante ruolo di capo supremo degli alieni riuscendo alla perfezione a brillare di una luce oscura. L’indimenticato Tom Baldwin di 4400, l’attore Joel Gretsch, è invece un sacerdote cattolico che al pari di Erica Evans diventerà una delle colonne della resistenza. Quello che fu più o meno il ruolo dell’alieno buono, che nella serie originale era interpretato da Robert Englund (il famoso Freddy Kruger di Nightmare), è ora di Morris Chestnut, un alieno che, infiltratosi da anni nella società terrestre, si innamora di un essere umano e decide di combattere i piani d’invasione della sua razza. |
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| Dal punto di vista visivo Visitors assolve pienamente il suo compito, ottime scenografie ed effetti speciali impeccabili. Mentre la storia non si discosta molto da quella originaria, narrando del conflitto che viene a crearsi tra i terrestri e una razza aliena di rettiloidi che, assumendo sembianze umane, sbarca sul nostro pianeta con ventisei astronavi proponendosi come una sorta di panacea per tutti i mali dell’umanità, ma le cui reali finalità sono quelle di dominazione e sfruttamento. In ogni caso la prima puntata non annoia e anzi senbra contenere fin troppe trame e sottotrame, magari nelle prossime puntate sarebbe bello vedere introdotte tematiche alternative alla serie originaria. Da vedere in ogni caso. |
21 Ott
| Attraverso il produttore di Avatar Jon Landau, James Cameron ha lasciato trapelare la notizia che ci sarà probabilmentela possibilità di espandere la conoscienza dell’intero universo che Avatar proporrà al pubblico, attraverso un libro (non un prequel), una cosa simile al fenomeno che abbiamo potuto osservare con STAR WARS e i molteplici romanzi che si sono succeduti alla doppia trilogia creata da George Lucas. |
| Il New Yorker ha pubblicato un lunghissimo e interessante articolo su James Cameron inerente alla creazione dell’universo di Avatar, il che mi ha ricordato come Tolkien non si è mai considerato un creatore ma piuttosto un subcreatore. Egli intendeva la scrittura come un’arte subcreativa ovvero un’attività umana in cui l’autore partecipa alla creazione rivelandone, pur attraverso l’invenzione, l’intima verità. |
| (…) Per Avatar, Cameron ha lavorato con un linguista per sviluppare il linguaggio dei Na’Vi, ispirandosi ai frammenti del linguaggio Maori che ha raccolto in Nuova Zelanda anni fa. Ha basato il pianeta Pandora, e la sua esotica flora e fauna aliena, parzialmente sulle creature della barriera corallina e le foreste di alghe che ha visto nelle profondità degli abissi. Ha assunto un team di artisti per dare forma alle sue idee, ma ha tenuto per sè il lavoro su una creatura: il tanathor, una gigantesta bestia a forma di pantera con sei gambe, coperta di scaglie, con due file di mascelle da rettile e il collo di una lucertola… |
| ..) Cameron si comporta come se fosse il protagonista indiscusso di uno dei suoi stessi film. “Le parole ‘No’ e ‘Non si può fare’ sono cose che lo eccitano letteralmente,” spiega Bill Paxton, che con lui ha lavorato sin dagli anni ottanta. Cameron riserva un trattamento speciale per chi osa sfidarlo. “Dica al suo amico che sta per prenderlo in quel posto, e di non dimenarsi troppo o gli farà ancora più male”: queste le parole che ha detto a un produttore della Fox invitandolo a riferirle a un dirigente della major. Si considera una persona esterna ai giochi dell’industria cinematografica, solitario, e tende a mordere la mano che lo nutre. |
| (…) “Creare un universo è scoraggiante,” racconta George Lucas. “Sono felice che Jim lo stia facendo - poche persone hanno il coraggio di fare qualcosa di simile. Io l’ho fatto con Guerre Stellari, ora lui prova a fare qualcosa di simile. Ci vuole un mucchio di lavoro. Sono convinto che Jim porterà questa sfida a un livello più avanzato di chiunque altro.” |
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| Per quello che riguarda Flash Forward, non posso fare altro che consigliarne la visione, io ho accantonato momentaneamente la visione della seconda stagione di Dollhouse per motivi di tempo; Flash Forward riesce ancora a mantenere una suspense molto intensa, inoltre una vera chicca attende i fan di Lost alla fine del quarto episodio… La vicenda principale si svolge a Los Angeles e il protagonista è un agente del FBI; il 6 ottobre 2009, durante una normale giornata, l’intera razza umana è soggetta a un black out nel quale la mente di ciascun essere è proiettata per un paio di minuti sei mesi nel futuro: nei ricordi postumi ognuno ricorderà di aver vissuto qualcosa che deve accadere il 29 aprile 2010. La serie tv è ispirata a un libro di Robert J. Sawye. |
20 Ott
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| Tre ottime notizie dagli USA: 1) Sembra che la Fox voglia produrre un film dalla famosa serie Millenium, nata come spin off di X files ma per il sottoscritto dotata di un climax di mistero più forte; 2) Il protagonista sarà ancora Lance Henriksen (Aliens: Scontro finale) grande attore e perfetto nei panni tormentati di Frank Black; 3) Dal progetto verrà escluso Chris Carter creatore della serie ma responsabile anche della produzione dell’abominevole The X Files: I Want to Believe. Henriksen ha un buon numero di progetti in cantiere per l’immediato futuro, tra i quali anche film di stampo fantascientifico, quali The Lost Tribe, The Genesis Code, The Illuminati: Out of chaos comes order; tutte pellicole che dovrebbero arrivare al cinema, o direttamente in DVD, tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. |
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| Millennium prodotta da Chris Carter (già produttore di X-file) nel 1996, fu cancellata nel 1999 dopo tre stagioni, con un episodio “finale” che conclude l’arco della storia, mandato in onda come episodio di X-Files 7×04: “Millennium”. Trama: Il titolo della serie è dovuto all’interesse nelle antiche profezie, e nella lotta fra le forze del bene e del male che si avvicina alla resa dei conti con la fine del millennio. Al centro di Millennium c’è Frank Black, un ex agente dell’FBI specializzato nella caccia ai serial killer. La capacità di Black di entrare nella mente degli assassini, che vive con una serie di vividi flash durante i quali può vedere le loro motivazioni, è servita a risolvere molto casi di efferata violenza. Ma dopo anni di questa ingrata missione Black ha lasciato l’FBI per vivere con la moglie Catherine e la figlia a Seattle. Black milita adesso nel Millennium Group, un gruppo di esperti che si batte contro le forze delle tenebre. I membri di questa oscura associazione non sono tutti convinti che stia arrivando la fine del mondo, ma sono tutti d’accordo che sia meglio agire che sedersi e aspettare. |
21 Set
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| Flash Forward, ABC, esordirà il 24 settembre 2009 ma nel frattempo vi posso dire che dopo aver visto il preason si può tranquillamente dire che le premesse che questa serie tratta da un romanzo di Robert J. Sawyer abbia tutti i titoli per poter essere un ottimo prodotto, intrigante e coinvolgente. Inoltre chi ha avuto la possibilità di vedere il preason vi ha trovato anche un easter egg molto divertente, in una sequenza infatti possiamo vedere un cartellone pubblicitario della Oceanic Airlines (direttamente da Lost). |
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| Ma vediamo cosa riserva la trama. In un giorno qualunque, all’improvviso, gli abitanti del pianeta perdono conoscenza simultaneamente per 2 minuti e 17 secondi, durante i quali possono vedere cosa accadrà nelle loro vite tra sei mesi. Al risveglio, lo smarrimento è totale e ognuno si chiederà se ciò che ha visto sarà davvero il proprio destino. Ma cosa ha causato questo misterioso blackout globale? Spetta all’agente dell’FBI di Los Angeles, Mark Benford (Joseph Fiennes) trovare la risposta e scoprire chi si nasconde dietro questo avvenimento. Ma il suo compito non è facile. Deve mettere insieme le testimonianze di tutti mettendo insieme pezzi di futuro come una enorme database: il Mosaico Collettivo. Così, milioni di persone saranno messe in contatto le une con le altre e costrette a condividere il proprio destino con quello degli altri. |
19 Set
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| La prima stagione di Dollhouse non mi è dispiaciuta per niente; la seconda inizia negli USA il 25 settembre con l’introduzione nel cast di Ray Wisee, attore pratico di serie misteriche in quanto interpretò il ruolo di Leland Palmer (padre di Laura Palmer) in Twin Peaks. |
| Trama: La storia è quella di una fabbrica-laboratorio di alta tecnologia, chiamato appunto Dollhouse (“casa delle bambole”), in cui le persone possono essere “riprogrammate” da zero. Alcuni esseri umani vengono infatti destinati a compiti specifici (lavorativi, di svago, ecc.) e nella Dollhouse, cancellando i loro ricordi - e tutte le loro abilità - tornano ad essere come bambini. Che possono poi essere programmati di nuovo grazie all’assimilazione immediata di nuovi dati, abilità, peculiarità…Echo (Eliza Dushku) è una di queste persone, ma si distingue dagli altri perché vuole scoprire la verità sul proprio passato. Vuole recuperare i ricordi che le sono stati cancellati. Ecco come lo stesso Whedon ha riassunto la trama principale di Dollhouse: «[…]racconta la storia di una ragazza che può avere qualunque personalità… Ad eccezione della propria. |
7 Ago
![]() L’innovativa (si fa per dire, ironicamente) idea del video confessionale alla Big Brother |
| Oggi ho avuto modo di vedere il pilot di Defying Gravity, nuova serie tv di ambientazione spaziale prodotta dalla abc. Si può tranquillamente affermare già solo vedendo il pilot che la serie (di cui sono già stati prodotti 13 episodi) è confezionata molto bene; con largo uso di mezzi ci viene mostrata la vita di un gruppo di astronauti dalla loro selezione per la missione alla partenza del viaggio (nel 2050) che durerà sei anni fino a Saturno e ritorno. Il tutto grazie anche all’uso di flashback e video confessionali alla Big Brother. Questi ultimi sono l’espediente utilizzato in altra forma, ma piuttosto simili, anche da un altra serie tv che ha avuto tutt’altra sorte rispetto a Defying Gravity, mi riferisco a Virtuality. |
| Nella prima metà dell’episodio pilota di Virtuality, sfortunata serie tv di Ron Moore bocciata sul nascere dalla Fox, l’espediente del video confessionale è usato massicciamente per introdurre una ventina di personaggi fissi; questa prima parte poteva risultare un pò noiosa ma si veniva ripagati in seguito da un ora di pura e favolosa fantascienza, grandissime atmosfere, locations all’interno della nave spaziale veramente belle, ottime caratterizzazioni dei personaggi, una storia che poteva avere mille sviluppi unendo space opera e realtà virtuale. |
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| In Defying Gravity invece quasi tutti i protagonisti sono più dei ninfomani che degli astronauti o scienziati, piloti etc; la scuola di addestramento somiglia più a un gruppo di adolescenti ad un campo scuola di the OC, con gli istruttori che ci provano con le proprie allieve. La protagonista Christina Cox lo ha definito un “Grey’s Anatomy nello spazio” ma io direi che ci troviamo di fronte a un Melrose place dello spazio. Il protagonista maschile è il classico americano inespressivo pronto a prendere a cazzotti chiunque, naturalmente ha tutte le attenuanti di questo mondo ci dicono gli autori, una storia d’amore finita male e il marchio di aver abbandonato due colleghi astronauti su marte. La sua ex, anche lei facente parte dell’equipaggio, è una biondina che fa smorfie per tutto il pilot e che ha una triste storia di aborto alle spalle che la perseguita. Il discorso non è chiuso qui, intendo di sicuro proseguire nella sua visione in attesa di illuminanti sorprese, ma se Virtuality lo avevo paragonato a Sunshine, Defying Gravity e più che altro Armageddon, e non è certo un complimento. |
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