21 Ott
| Attraverso il produttore di Avatar Jon Landau, James Cameron ha lasciato trapelare la notizia che ci sarà probabilmentela possibilità di espandere la conoscienza dell’intero universo che Avatar proporrà al pubblico, attraverso un libro (non un prequel), una cosa simile al fenomeno che abbiamo potuto osservare con STAR WARS e i molteplici romanzi che si sono succeduti alla doppia trilogia creata da George Lucas. |
| Il New Yorker ha pubblicato un lunghissimo e interessante articolo su James Cameron inerente alla creazione dell’universo di Avatar, il che mi ha ricordato come Tolkien non si è mai considerato un creatore ma piuttosto un subcreatore. Egli intendeva la scrittura come un’arte subcreativa ovvero un’attività umana in cui l’autore partecipa alla creazione rivelandone, pur attraverso l’invenzione, l’intima verità. |
| (…) Per Avatar, Cameron ha lavorato con un linguista per sviluppare il linguaggio dei Na’Vi, ispirandosi ai frammenti del linguaggio Maori che ha raccolto in Nuova Zelanda anni fa. Ha basato il pianeta Pandora, e la sua esotica flora e fauna aliena, parzialmente sulle creature della barriera corallina e le foreste di alghe che ha visto nelle profondità degli abissi. Ha assunto un team di artisti per dare forma alle sue idee, ma ha tenuto per sè il lavoro su una creatura: il tanathor, una gigantesta bestia a forma di pantera con sei gambe, coperta di scaglie, con due file di mascelle da rettile e il collo di una lucertola… |
| ..) Cameron si comporta come se fosse il protagonista indiscusso di uno dei suoi stessi film. “Le parole ‘No’ e ‘Non si può fare’ sono cose che lo eccitano letteralmente,” spiega Bill Paxton, che con lui ha lavorato sin dagli anni ottanta. Cameron riserva un trattamento speciale per chi osa sfidarlo. “Dica al suo amico che sta per prenderlo in quel posto, e di non dimenarsi troppo o gli farà ancora più male”: queste le parole che ha detto a un produttore della Fox invitandolo a riferirle a un dirigente della major. Si considera una persona esterna ai giochi dell’industria cinematografica, solitario, e tende a mordere la mano che lo nutre. |
| (…) “Creare un universo è scoraggiante,” racconta George Lucas. “Sono felice che Jim lo stia facendo - poche persone hanno il coraggio di fare qualcosa di simile. Io l’ho fatto con Guerre Stellari, ora lui prova a fare qualcosa di simile. Ci vuole un mucchio di lavoro. Sono convinto che Jim porterà questa sfida a un livello più avanzato di chiunque altro.” |
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| Per quello che riguarda Flash Forward, non posso fare altro che consigliarne la visione, io ho accantonato momentaneamente la visione della seconda stagione di Dollhouse per motivi di tempo; Flash Forward riesce ancora a mantenere una suspense molto intensa, inoltre una vera chicca attende i fan di Lost alla fine del quarto episodio… La vicenda principale si svolge a Los Angeles e il protagonista è un agente del FBI; il 6 ottobre 2009, durante una normale giornata, l’intera razza umana è soggetta a un black out nel quale la mente di ciascun essere è proiettata per un paio di minuti sei mesi nel futuro: nei ricordi postumi ognuno ricorderà di aver vissuto qualcosa che deve accadere il 29 aprile 2010. La serie tv è ispirata a un libro di Robert J. Sawye. |
20 Ott
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| Tre ottime notizie dagli USA: 1) Sembra che la Fox voglia produrre un film dalla famosa serie Millenium, nata come spin off di X files ma per il sottoscritto dotata di un climax di mistero più forte; 2) Il protagonista sarà ancora Lance Henriksen (Aliens: Scontro finale) grande attore e perfetto nei panni tormentati di Frank Black; 3) Dal progetto verrà escluso Chris Carter creatore della serie ma responsabile anche della produzione dell’abominevole The X Files: I Want to Believe. Henriksen ha un buon numero di progetti in cantiere per l’immediato futuro, tra i quali anche film di stampo fantascientifico, quali The Lost Tribe, The Genesis Code, The Illuminati: Out of chaos comes order; tutte pellicole che dovrebbero arrivare al cinema, o direttamente in DVD, tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. |
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| Millennium prodotta da Chris Carter (già produttore di X-file) nel 1996, fu cancellata nel 1999 dopo tre stagioni, con un episodio “finale” che conclude l’arco della storia, mandato in onda come episodio di X-Files 7×04: “Millennium”. Trama: Il titolo della serie è dovuto all’interesse nelle antiche profezie, e nella lotta fra le forze del bene e del male che si avvicina alla resa dei conti con la fine del millennio. Al centro di Millennium c’è Frank Black, un ex agente dell’FBI specializzato nella caccia ai serial killer. La capacità di Black di entrare nella mente degli assassini, che vive con una serie di vividi flash durante i quali può vedere le loro motivazioni, è servita a risolvere molto casi di efferata violenza. Ma dopo anni di questa ingrata missione Black ha lasciato l’FBI per vivere con la moglie Catherine e la figlia a Seattle. Black milita adesso nel Millennium Group, un gruppo di esperti che si batte contro le forze delle tenebre. I membri di questa oscura associazione non sono tutti convinti che stia arrivando la fine del mondo, ma sono tutti d’accordo che sia meglio agire che sedersi e aspettare. |
21 Set
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| Flash Forward, ABC, esordirà il 24 settembre 2009 ma nel frattempo vi posso dire che dopo aver visto il preason si può tranquillamente dire che le premesse che questa serie tratta da un romanzo di Robert J. Sawyer abbia tutti i titoli per poter essere un ottimo prodotto, intrigante e coinvolgente. Inoltre chi ha avuto la possibilità di vedere il preason vi ha trovato anche un easter egg molto divertente, in una sequenza infatti possiamo vedere un cartellone pubblicitario della Oceanic Airlines (direttamente da Lost). |
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| Ma vediamo cosa riserva la trama. In un giorno qualunque, all’improvviso, gli abitanti del pianeta perdono conoscenza simultaneamente per 2 minuti e 17 secondi, durante i quali possono vedere cosa accadrà nelle loro vite tra sei mesi. Al risveglio, lo smarrimento è totale e ognuno si chiederà se ciò che ha visto sarà davvero il proprio destino. Ma cosa ha causato questo misterioso blackout globale? Spetta all’agente dell’FBI di Los Angeles, Mark Benford (Joseph Fiennes) trovare la risposta e scoprire chi si nasconde dietro questo avvenimento. Ma il suo compito non è facile. Deve mettere insieme le testimonianze di tutti mettendo insieme pezzi di futuro come una enorme database: il Mosaico Collettivo. Così, milioni di persone saranno messe in contatto le une con le altre e costrette a condividere il proprio destino con quello degli altri. |
19 Set
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| La prima stagione di Dollhouse non mi è dispiaciuta per niente; la seconda inizia negli USA il 25 settembre con l’introduzione nel cast di Ray Wisee, attore pratico di serie misteriche in quanto interpretò il ruolo di Leland Palmer (padre di Laura Palmer) in Twin Peaks. |
| Trama: La storia è quella di una fabbrica-laboratorio di alta tecnologia, chiamato appunto Dollhouse (“casa delle bambole”), in cui le persone possono essere “riprogrammate” da zero. Alcuni esseri umani vengono infatti destinati a compiti specifici (lavorativi, di svago, ecc.) e nella Dollhouse, cancellando i loro ricordi - e tutte le loro abilità - tornano ad essere come bambini. Che possono poi essere programmati di nuovo grazie all’assimilazione immediata di nuovi dati, abilità, peculiarità…Echo (Eliza Dushku) è una di queste persone, ma si distingue dagli altri perché vuole scoprire la verità sul proprio passato. Vuole recuperare i ricordi che le sono stati cancellati. Ecco come lo stesso Whedon ha riassunto la trama principale di Dollhouse: «[…]racconta la storia di una ragazza che può avere qualunque personalità… Ad eccezione della propria. |
7 Ago
![]() L’innovativa (si fa per dire, ironicamente) idea del video confessionale alla Big Brother |
| Oggi ho avuto modo di vedere il pilot di Defying Gravity, nuova serie tv di ambientazione spaziale prodotta dalla abc. Si può tranquillamente affermare già solo vedendo il pilot che la serie (di cui sono già stati prodotti 13 episodi) è confezionata molto bene; con largo uso di mezzi ci viene mostrata la vita di un gruppo di astronauti dalla loro selezione per la missione alla partenza del viaggio (nel 2050) che durerà sei anni fino a Saturno e ritorno. Il tutto grazie anche all’uso di flashback e video confessionali alla Big Brother. Questi ultimi sono l’espediente utilizzato in altra forma, ma piuttosto simili, anche da un altra serie tv che ha avuto tutt’altra sorte rispetto a Defying Gravity, mi riferisco a Virtuality. |
| Nella prima metà dell’episodio pilota di Virtuality, sfortunata serie tv di Ron Moore bocciata sul nascere dalla Fox, l’espediente del video confessionale è usato massicciamente per introdurre una ventina di personaggi fissi; questa prima parte poteva risultare un pò noiosa ma si veniva ripagati in seguito da un ora di pura e favolosa fantascienza, grandissime atmosfere, locations all’interno della nave spaziale veramente belle, ottime caratterizzazioni dei personaggi, una storia che poteva avere mille sviluppi unendo space opera e realtà virtuale. |
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| In Defying Gravity invece quasi tutti i protagonisti sono più dei ninfomani che degli astronauti o scienziati, piloti etc; la scuola di addestramento somiglia più a un gruppo di adolescenti ad un campo scuola di the OC, con gli istruttori che ci provano con le proprie allieve. La protagonista Christina Cox lo ha definito un “Grey’s Anatomy nello spazio” ma io direi che ci troviamo di fronte a un Melrose place dello spazio. Il protagonista maschile è il classico americano inespressivo pronto a prendere a cazzotti chiunque, naturalmente ha tutte le attenuanti di questo mondo ci dicono gli autori, una storia d’amore finita male e il marchio di aver abbandonato due colleghi astronauti su marte. La sua ex, anche lei facente parte dell’equipaggio, è una biondina che fa smorfie per tutto il pilot e che ha una triste storia di aborto alle spalle che la perseguita. Il discorso non è chiuso qui, intendo di sicuro proseguire nella sua visione in attesa di illuminanti sorprese, ma se Virtuality lo avevo paragonato a Sunshine, Defying Gravity e più che altro Armageddon, e non è certo un complimento. |
3 Ago
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| In attesa di poter vedere la prossima stagione televisiva novità del calibro di Caprica, il Prigioniero, la seconda stagione di Survivers e naturalmente l’ultima stagione di Lost il sottoscritto sta facendo una gran scorpacciata di serie tv, nuove o vecchie che siano: sto seguendo l’incredibile finale (la quarta stagione) di Battlester Galactica, l’inizio di 4400, Kings e l’interessante Dollhouse, i vecchi episodi di Twilight zone (Ai confini della realtà), buona parte di Harper’s island e Terminator Sarah Chronicles, tutto Life on mars (quello USA), Survivers della BBC, la miniserie Torchwood, alcune puntate del mitico Millenium, la prima (e ultima) spettacolare puntata di Virtuality e per adesso non mi sono perso una puntata del simpatico Warehouse… e adesso lo strepitoso Master of science fiction. |
| Dico subito che almeno tre dei sei episodi prodotti per Master fo science fiction (un tentativo andato a male, per mancanza di fiducia della abc produttrice della serie, di riproporre la formula di Ai confini della realtà) sono di notevole caratura, veramente alta. |
| Il più bello risulta essere Il risveglio (The awakening) tratto da un racconto di Howard Fast e diretto da Michael Petroni, una chicca per gli amanti di X files, dato che ha come protagonisti Terry O’Quinn (Lost e Millennium) che nell’episodio ricopre il ruolo di un Maggiore dell’esercito di nome Skinner (come il Walter Skinner, vice Direttore presso l’FBI in X files) e udite udite William B. Davis, l’uomo che fuma, oscura presenza contro cui si confrontavano Mulder e Scully. Nel mezzo di una feroce sparatoria alle porte di Baghdad, alcuni soldati americani scoprono un corpo misterioso non riconducibile alla specie umana. Rapidamente su tutto il globo cominciano a comparire numerose creature di questo genere, anche in grado di scambiarsi informazioni tra loro. Di fronte a questa minaccia, il mondo intero sarà costretto a scegliere tra pace o distruzione di massa. |
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| Molto bello anche A Clean Escape basato su un racconto di John Kessel (vincitore di un premio Nebula) e diretto da Mark Ridell è ambientato in un non lontano futuro post apocalittico, in cui la psichiatra Deanna Evans (interpretata da Judy Davis) interroga un distinto quanto confuso paziente (Sam Waterstone), che sembra afflitto da vuoti di memoria. Perché l’uomo non riesce a ricordare e per quale motivo è così importante per la dottoressa riuscire a scoprire il segreto che si cela nella sua mente? |
| Ma sono di alta qualità anche Terry Was a Man da un racconto di Robert Heinlein e diretto da Michael Tolkin (autore anche della sceneggiatura) vede come interpreti Anne Eche (Vulcano, Nip/tuck) e il veterano Malcom McDowell, Little Brother scritto e sceneggiato da Walter Mosley, diretto da Darnell Martin, ha come interpreti Clifton Collins jr e Kimberly Elise (protagonista della serie da noi inedita Close to Home). |
| Watchbird da un racconto di Robert Schekley per la regia di Harold Becker, vede come protagonisti John Cromwell e Sean Astin (il Sam de Signore degli anelli) e The Discarded scritto dal pluripremiato autore Harlan Ellison, diretto da Michael Petroni e interpretato da Brian Dennehy (Rambo), John Hurt (Alien, attore che sarà ricordato per sempre per come l’alieno entrava sulla Nostromo) e James Denton (Desperate Housewives), |
21 Lug
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| Premetto che non avevo mai visto niente di collegato al Doctor Who, mitica e tanto decantata serie tv della BBC; però mi ha subito incuriosito questa mininserie del suo spin più adulto, in cinque puntate, Torchwood, Children of Earth, che in Inghilterra in prima serata sul primo canale nazionale ha raggranellato la ragguadevole cifra di 6 milioni di spettatori a serata. |
| Un’unica storia dilatata su cinque ore e scritta da Russell T Davies, il creatore della serie e l’uomo che ha condotto Doctor Who negli ultimi quattro anni, la miniserie vede quanto resta del team Torchwood di Cardiff affrontare il nemico più letale: lo stesso governo inglese, oltre che un minaccioso invasore alieno. |
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| Children of Earth prende le mosse nel 1965, quando un contatto alieno si risolve col rapimento di dodici bambini inglesi (inquetanti le scene riguardanti i bambini che ripetono ossessivamente i messaggi alieni). Nel 2009 gli stessi alieni tornano sulla Terra, con una richiesta inaccettabile (il 10% dei bambini della terra), minacciando di distruggere il nostro pianeta. Torchwood , o ciò che ne resta, si attiva per far fronte alla minaccia, ma deve affrontare un pericolo inatteso: è lo stesso governo inglese che dà ordine di cancellare Torchwood e ucciderne tutti i membri. |
| Scopriamo che Jack Harkness, l’immortale (John Barrowman) ha una figlia e molti oscuri segreti (come Wolverine of course). A questo proposito ho trovato molto forzata l’esplorazione del rapporto tra Ianto e Jack, in quanto ci sono delle neanche tanto velate implicazioni omosessuali che con un bacio tra i due protagonisti nel finale della prima puntata (che ho trovata forzata anche se ci fossero stati un uomo e una donna, in quanto ha fatto calare la tensione drammatica che si era creata), sicuramente un difetto delle produzioni inglesi di essere estremamente politically correct. A parte questi dettagli del tutto insignificanti all’interno della storia la sceneggiatura e la resa visiva è ottima e la tensione raggiunge vertici altissimi (facendo sembrare film come La guerra dei mondi di Spielberg una cosa per bambini, oltre a far pensare che gli Anglosassoni si che sanno fare grande Fantascienza!!) d’altronde una Londra sotto assedio militare fa sempre la sua bella figura come avevo già scritto in un post precedente sul rapporto tra Inghilterra e Fantascienza. |
| Sebbene gli alieni siano ben presenti, e si facciano decisamente sentire (ma vedere molto meno), la storia è incentrata soprattutto sul conflitto tra Torchwood e il governo inglese, che viene presentato da una parte nel ruolo del funzionario ligio fino all’estremo, interpretato dal bravo Peter Capaldi, e dall’altro nella figura del primo ministro Green (Nicholas Farrell) e in quella dei suoi membri di gabinetto, in modo davvero impietoso. Spietato, pronto a ingannare il suo stesso popolo, pronto a prendere decisioni di gravità inaudita preoccupandosi solo di uscirne pulito a livello personale. Le scene in cui i militari vengono fatti intervenire contro la popolazione inglese sono da brivido. Tutto molto bello a parte il finale un poco stiracchiato. |
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« Remember, remember,
the fifth of November, Gunpowder, treason and plot. I see no reason why Gunpowder treason Should ever be forgot! » |
20 Lug
![]() Il capitano Frank Pike (si, esatto, proprio Pike come l’originario capitano dell’Enterprise di Star trek), interpretato da un Nikolaj Coster-Waldau che in questa foto presenta una straordinaria somiglianza con Ewan McGregor |
| Prendete Ron Moore, colui che ha reinventato Battlestar Galactica serie tv che ha toccato vertici fantascientifici quasi perfetti (e dico quasi perchè dopo quattro stagioni stupende il buon Moore è caduto su di un finale a dir poco insoddisfacente). Prendete Fox Channel un canale che sforna successi a ripetizione come Lost. Amalgamate il tutto e dovrebbe uscirne un capolavoro, invece la Fox dopo un tira e molla incredibile annulla la serie manda in onda il pilot ottenendo come risultato uno scarsissimo consenso di pubblico… però si tratta di un capolavoro, almeno per il sottoscritto, e di una grande occasione sprecata. |
| Perchè in queste due ore Ron Moore delinea dei personaggi fantastici e molto realistici (chissa quali meravigliose storie ci potevano raccontare i componenti della Phaeton legati al tema della realtà virtuale, tema molto caro a Moore visto che è il perno anche di Caprica, prequel di Battlestar Galactica) unendo un ambientazione alla Sunshine e alla 2001 odisseo spazio a star Trek e Solaris. La narrazione si svolge su tre livelli: la realtà della vita di bordo, la realtà virtuale e il reality con tanto di confessionale, presentatore e studio di montaggio. Non solo tutto ciò non confonde e disperde l’attenzione dello spettatore, ma addirittura potenzia i livelli della narrazione, amplificandone l’impatto della storia creando una notevole tensione. |
| Il finale che non vi voglio svelare, dimostra certamente coraggio ma anche una certa dose di masochismo e forse spiega il perchè della scelta di soppressione da parte dell’emittente Fox anche se si dimostra molto affascinante e con grandi potenzialità future, inoltre ricorda molto il finale del Pilot del già citato Caprica, una coscienza umana che rimane assimilata nella realtà virtuale, uno dei temi più sviluppati negli ultimi tempi dalla hard science fiction di Charles Stross ad esempio con Accelerando, oppure con Greg Egan in Permutation City. |
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| La trama: Intorno al 2050, una terribile scoperta sconvolge gli abitanti della Terra: il pianeta entro un centinaio di anni diverrà inabitabile. L’unica speranza risiede nell’equipaggio della nave Phaeton, inizialmente diretto verso il sistema Epsilon Eridani alla ricerca di vita intelligente. Ora è incaricato di trovare un sistema solare che possa diventare la nuova casa dell’umanità. Per alleviare le tensioni causate dalla reclusione duratura in uno spazio così ristretto, alla truppa della Phaeton viene concessa la possibilità di intrattenersi con un simulatore di realtà virtuale. Raggiunte però le coordinate-limite, oltrepassate le quali la missione non avrebbe più potuto essere annullata, un bug nel simulatore destabilizza la routine quotidiana della flotta: nella realtà virtuale un misterioso personaggio dagli occhi verdi inizia a uccidere i membri della nave. Quale decisione prenderà allora la Phaeton? Continuerà il suo viaggio o tornerà sulla Terra? L’intera missione è filmata e trasmessa come fosse un grande reality show. |
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