Paolo Marzola blog

Archive for Settembre, 2007

Storie da Altrove n. 10

altrove_10.jpg E’ uscito il 27 Settembre in edicola il decimo numero di Storie da Altrove Il terrore che venne dallo schermo, devo dire che gli altri albi erano molto godibili ma questo non mi ha entusiasmato per niente. Conviene di sicuro recuperare i numeri passati, soprattutto i primi tre, Colui che dimora nelle tenebre, La cosa che attende nella nebbia, L’ombra che sfidò Sherlock Holmes. (che introducono elementi legati alla Loggia Nera e Loggia Bianca presenti anche nella mitologia di Twin Peaks nonchè teorizzate dalla società teosofica).

Allego in ogni caso la trama:
Dicembre 1918. Mentre gli Stati Uniti festeggiano la fine della Ia guerra mondiale, per i vicoli di New York si aggira una inquietante figura che semina il panico tra la popolazione.
Si tratta di un automa, inspiegabilmente uscito dal set cinematografico dove stava girando il suo primo film Harry Houdini, l’“artista della fuga” le cui mirabolanti prodezze entusiasmano il mondo intero. Il celebre illusionista è però segretamente un collaboratore della mysteriosa base di “Altrove”, e quando il suo vecchio amico Aldous Morrigan cade in coma in circostanze drammatiche, non ha altra scelta che mettersi a indagare, per scoprire cosa anima il colosso di metallo. La terribile verità si trova nel diario di un altro uomo famoso dell’epoca: lo scrittore Jack London. Nel resoconto di un’avventura da lui vissuta tra le nevi dello Yukon è nascosto il segreto del robot!

  • Comments Off
  • Filed under: Comics
  • La ragazza del lago

     429623719.jpg Ieri sera con Luca G. sono andato a vedere La Ragazza del lago presentato al recente Festival di Venezia.
    In molto lo hanno accomunato a Twin Peaks, ma in verità le uniche similitudini che ci possono essere con Twin peaks sono legate al fatto che in entrambi i film viene rinvenuto il  cadavere di  una ragazza e gli abitanti del paese si dimostrano misteriosamente reticenti a collaborare nelle investigazioni.

    Per il resto il film cerca di scavare nel dolore che ogni personaggio  si porta appresso, si potrebbe dire che ci riesce in pieno facendo  sembrare molto reali i suoi protagonisti.
    E’ un buon film con ottimi attori che dimostra che in italia si  possono produrre film diversi dai soliti “vacanze di natale”, non
    certo un capolavoro ma tanto basta, ricordo che l’ultimo film italiano  che ho apprezzato in eguale misura fu Vajont, sarà una coincidenza ma  entrambi i film si svolgono nella stessa regione.

  • Comments Off
  • Filed under: Film
  • L’aleph

    copt131.jpg

    L’aleph di Jorge luis Borges, Editore: Feltrinelli, 1961, è decisamente uno dei più bei libri che abbia mai letto, conoscevo solo il racconto che da il titolo al libro, l’aleph “il luogo dove si trovano, senza confondersi, tutti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli”.
    Ma sono molteplici i racconti all’interno di questa raccolta che mi sono rimasti nell’anima, da “Lo Zahir” a “Deutsches Requiem”, da “La ricerca di Averroè” a “L’immortale” il mio racconto preferito.

    Leggendo questi autentici capolavori scaturisce l’enorme cultura di Borges che sembra non avere limiti e che conduce il lettore in una vera e propria dimensione parallela che abbraccia l’intero universo, le scienze, la religione, il fantastico, il mito.
  • Comments Off
  • Filed under: Libri
  • The butterfly effect

    butterfly.jpg Teoria del caos: « Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo ».
    The Butterfly Effect
    , ho visto questo film con l’idea che fosse anche solo marginalmente collegato con il tipo di “esperienza” vissuta dal Desmond di Lost, e di questo ho avuto conferma, per cui lo consiglio agli appassionati di Lost che sono allinneati con la terza stagione.
    La storia è piuttosto originale e ben sviluppata anche se soffre di qualche buco narrativo ma soprattutto nella seconda parte riesce ad essere intrigante ed a creare una certa suspance o almeno curiosità per come verrà dipanata la matassa.
    La locandina lo propagandava come “un thriller provocatorio come Seven, soprannaturale come Unbreakable e psicologico come il Sesto senso (? questo poi è il massimo). In realtà se a qualche film volessimo accostarlo lo faremmo sicuramente con Donnie Darko, Memento e Ritorno al futuro ma sicuramente inferiore a questi tre capolavori.
    La trama:
    Fin da bambino, dietro consiglio medico, redige in chiave terapeutica un diario giornaliero che con il passare del tempo si è trasformato in un’ordinata serie di volumi. Proprio la lettura di questi scritti innesca un soprannaturale processo di viaggio temporale che gli permetterà di modificare gli eventi più traumatici della sua giovinezza. Purtroppo, proprio come nella teoria del caos citata nel titolo, ogni minima azione può dar luogo a gigantesche catene di reazioni e presto il ragazzo si accorgerà dei terribili prezzi da pagare per i suoi transfert temporali…
  • Comments Off
  • Filed under: Film
  • polesine.jpg
    Nel luglio del 2002 il giornalista romano Roberto Leggio ritrova per caso, all’interno di un libro acquistato in una bancarella di Montecatini, un vecchio ed ingiallito diario in forma di lettera con date comprese tra il maggio ed il luglio del 1926. Il contenuto del documento, invero piuttosto lacunoso, descrive tutti i momenti più salienti di un viaggio iniziato dalla costa orientale degli Stati Uniti fino alla regione del Polesine, nel Veneto. Assieme agli appunti di viaggio, sono presenti una serie di riflessioni sulla suggestione dei luoghi, e numerosi riferimenti alle numerose leggende del Polesine, in particolare ai Racconti del Filò.
    Il manoscritto è indirizzato ad Alfred Galpin, e reca la firma “Grandpa Theo”.
    Galpin (che visse molti anni a Montecatini) è un nome noto agli studiosi lovecraftiani: (uno dei pupilli dello scrittore di Providence) mentre “Grandpa Theo” è uno degli pseudonimi usati da HPL nella copiosa corrispondenza con colleghi ed amici, talvolta usato sotto forma di “Theobaldus” (in caratteri greci).

    (more…)

  • Comments Off
  • Filed under: Film
  • La fine dell’eternità

    fine-eternita.jpg La fine dell’eternità di Isaac Asimov, Editore: Mondadori, 1996.
    Questo è il primo romanzo di Asimov che leggo, in precedenza avevo letto un paio di libri divulgativi scritti da lui e comunque mi erano piaciuti. Il romanzo in questione è stratosferico, viene affrontato l’argomento dei viaggi nel tempo in modo molto affascinante e originale, e pensare che è stato scritto nel 1955. Per molti è il migliore scritto da Asimov, bello, intrigante e pure inquietante.
    Trama:
    Il protagonista, Andrew Harlan, è un tecnico con una mansione un po’ particolare: il suo compito è di manipolare il tempo. Harlan fa parte della casta degli Eterni, uomini che dal 27° secolo in poi hanno deciso di eliminare dalla realtà tutte le sue imperfezioni modificando la Storia. Ufficialmente conosciuta come organizzazione benevola dagli scopi umanitari, quella degli Eterni è una casta che ben presto Harlan inizierà ad odiare quando scoprirà che una delle milioni di modifiche della realtà che egli dovrà effettuare avrà come conseguenza la sparizione della Storia di Noys Lambent, una giovane donna del tempo normale con cui egli ha intrecciato una relazione. Ben presto però il protagonista scoprirà, suo malgrado, che molti secoli nel futuro risultano non accessibili a nessuno degli Eterni, nascondendo misteri ed intrighi più che mai inquietanti. Harlan giungerà alla scoperta dell’elemento peculiare che permette l’esistenza stessa dell’Eternità, e che gira intorno alla sua persona. Si ritroverà dunque a decidere le sorti del genere umano, quando scoprirà di poter decidere se cancellare per sempre l’Eternità e ridare alla Storia il suo corso imperfetto ma pur sempre libero.
  • Comments Off
  • Filed under: Libri
  • Accadde al ponte di Owl Creek

    occuranceanbridge1.jpg Accadde al ponte di Owl Creek di Ambrose Bierce (scrittore e giornalista statunitense tra i più caustici della San Francisco a cavallo tra il 1850 ed i primi anni del ‘900) compare nella puntata di Lost 1×13, Il lupo.
    Locke rigira questo libro nelle mani, nella Stazione Il Cigno, sfogliando le pagine alla ricerca di foglietti tra di esse. Per ogni collegamento con Lost ascotare LostPod numero dieci contiene l’intervento di Faramir all’interno della sua rubrica LostBooks. Lo allego per intero nel caso aveste voglia di leggerlo, si tratta di un racconto veramente inquietante.

    (more…)

  • Comments Off
  • Filed under: Libri