16 Giu
![]() Padre Jan Boyd e il Direttore di Fede e Cultura, Prof. Giovanni Zenone. |
| Domenica sera presso l’auditorium della chiesa dei SS. Apostoli, a Verona, si è svolta un’ indimenticabile conferenza dal titolo “Chesterton, l’ortodossia del buonumore“, organizzata dall’editrice Fede e Cultura con i Gruppi Chestertoniani Veronesi in collaborazione con il Chesterton Insitute e la Società Chestertoniana Italiana. |
| Un occasione culturale unica per Verona, parte di un più ampio progetto di conferenze tenute da Padre Jan Boyd (a Roma, il 14 e a Milano questa sera, essendo lui tra i più grandi esperti dell’opera di Chesterton, Presidente del G.K. Chesterton Institute for Faith & Culture e Direttore di The Chesterton Review, Seton Hall University, South Orange, New Jersey (USA). |
| I motivi di interesse sono stati molteplici, primo fra tutti l’affluenza veramente numerosa, che ha permesso ad un vasto pubblico di poter godere di un omaggio librario da parte della casa editrice Fede e Cultura e di poter assistere a tre conferenze veramente molto brillanti. |
| Moderati da Fabio Trevisan sono stati prima introdotti Marco Sermarini, presidente della società Chestertoniana Italiana e Roberto Prisco (Gruppi Chestertoniani Veronesi) che ha pennellato molto simpaticamente l’enorme figura (anche fisica) di Chesterton. |
| Padre Jan Boyd ha esposto con passione la sua relazione, discernendo tra leggenda e verità nella vita di Chesterton, raccontando emozionanti aneddoti e concludendo con le parole di gioia e di trionfo pronunciate da GKC in occasione della sua conversione al Cattolicesimo: “I saggi hanno cento mappe che disegnano universi fitti come alberi, scuotono la ragione con mille setacci che accantonano la sabbia e lasciano filtrare l’oro: per me tutto ciò vale meno della polvere poiché il mio nome è Lazzaro e sono vivo”. (potete leggere una sua intervista a Paolo Pegoraro di Bombacarta.com, a cui collabora anche Andrea Monda grande conoscitore di Tolkien, Lewis e Chesterton) |
| E’ stata in seguito la volta di Paolo Gulisano, autore di Chesterton e Belloc. Apologia e profezia, Ancora edizioni, tracciare un ricordo del forte valore dell’amicizia che legò uomini come Chesterton e Belloc e in seguito Tolkien e Lewis (e tutti gli Inklings, Inklings, Jaca Book) che in un certo senso ne furono gli ideali prosecutori, fino a ricordare che anche San Giovanni Calabria fu legato da forte amicizia epistolare con C.S. Lewis (Una gioia insolita, Jaca Book). In particolare Gulisano ha messo in luce il forte apporto che Belloc (autore tra l’altro del fondamentale e attuale L’Europa e la Fede, Il Cerchio, a cui dedicherò più spazio in futuro) diede alla conversione di Chesterton, nonchè il fatto che Hilaire Belloc fu definito “la mente più versatile e brillante del cattolicesimo inglese”, fu discepolo del Cardinale Newman, di cui ereditò la trasparenza dello spirito e la chiarezza della prosa. |
| Ha concluso la serata Alessandro Gnocchi (Giovannino Guareschi. C’era una volta il padre di don Camillo e Peppone, ed Piemme e L’ave maria di Don Camillo, Fede e Cultura) con un confronto tra Chesterton e Guareschi (Guareschi era un lettore di Chesterton, nella sua libreria di casa, Gnocchi vi ha rinvenuto una copia de Ortodossia, edizioni Morcelliana). Inoltre Gnocchi ha sottolineato le affinità di questi due grandi scrittori, che fecero un sapiente uso dell’ironia, lontani da ogni sorta di sterile intellettualismo (per Chesterton gli intellettuali erano un club di sciocchi, mentre Guareschi scriveva: “Io non racconto mai cose originali: io sono il modesto e pignolissimo cronista della vita piccola del Mondo piccolo e prendo nota di tutte le minutaglie più banali che succedono in famiglia“), attaccati con solide radici alla propria storia e al proprio passato, sottolineando che entrambi hanno raccontato un mondo talmente affascinante che ci verrebbe da dire “che bello se fosse veramente così, un mondo dove la Grazia agisce”. Mi è piaciuta molto l’espressione con cui ha concluso:”Uso Chesterton per spiegare come pensa un cattolico e Guareschi per spiegare cosa fa un cattolico“ |
| Io concludo con queste parole pronunciate naturalmente da Chesterton: “Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perchè comincia a credere a tutto“. Insuperabile. |
11 Giu
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| Una pura formalità Un film di Giuseppe Tornatore. Con Sergio Rubini, Gérard Depardieu, Roman Polanski, Nicola Di Pinto, Tano Cimarosa. Genere Drammatico, colore 108 minuti. - Produzione Italia 1994 |
| Ieri ho avuto la fortuna, questo è il termine esatto, di poter vedere un film che non si dimentica facilmente: “Una pura formalità” scritto e diretto da Giuseppe Tornatore con un’inedito tris di grandi attori, Sergio Rubini, Gérard Depardieu e Roman Polanski. |
| «Onoff:…due rette parallele non si incontrano mai. Tuttavia, è possibile immaginare l’esistenza di un punto così lontano nello spazio, ma così lontano nell’infinito, da poter credere e ammettere che le due rette vi si incontrino. Ecco! Chiameremo quel punto, Punto Improprio» |
| Lo scrittore Onoff (G. Depardieu), apparentemente in preda a un’amnesia e in forte stato di shock, è sottoposto a un interrogatorio da un commissario di polizia (R. Polanski), ma qual è il confine tra fantasia e realtà? tra falso e vero? Allucinato dramma notturno di nordico onirismo, giocato sulla corda pazza dell’assurdo, è un film da prendere o lasciare, senza vie di mezzo. Chi prende ne gusterà la sagacia della costruzione, l’alta tenuta figurativa e sonora (fotografia di Blasco Giurato, musiche di Ennio Morricone), l’ammirevole concertazione degli attori: oltre a Depardieu e Polanski (doppiati da Corrado Pani e Leo Gullotta), c’è un incisivo S. Rubini come poliziotto che verbalizza. |
| Addirittura acrobatico è il virtuosismo stilistico di Giuseppe Tornatore, che riesce senza annoiare a far svolgere l’intero film negli stanzoni, costruiti dallo scenografo Andrea Crisanti di un cadente commissariato in mezzo alla campagna. L’onirica situazione ha degli illustri ascendenti letterari da Papini a Pinter, da Ugo Betti a Sartre, per tacere dell’ovvio riferimento a Kafka. |
| Da vedere e commentare per ore. |
10 Giu
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| Il primo maggio del 1908, nella Bassa parmense, a Fontanelle, «dove il Po è un serpente d’acqua che s’aggira sinuoso nella pianura, tra grandi distese di granoturco e campi di erba medica», nasceva Giovannino Guareschi, un grande autore cattolico. Cento anni fa vedeva la luce quindi uno scrittore popolarissimo presso la gente comune (l’autore italiano più letto all’estero, con più di venti milioni di libri venduti), ignorato dalla critica che conta e dai ‘canoni’ ufficiali e falsificati della letteratura italiana del Novecento che dalla Bassa emiliana trarrà una fonte d’ispirazione continua per i suoi racconti. |
| Fu giornalista, disegnatore e umorista oltre che scrittore, la sua creazione più famosa è Don Camillo, il robusto parroco che parla col Cristo dell’altare maggiore. Il suo antagonista è il sindaco comunista di Brescello, piccolo paese della Bassa emiliana in provincia di Reggio Emilia, l’agguerrito Peppone, diviso tra il lavoro nella sua officina e gli impegni della politica. |
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| Il rapporto di Guareschi con il potere ha sempre dato adito a controversie. Quello che è certo è che il suo carattere irruente e sanguigno ed in un certo senso anarchico (in senso lato ovviamente, essendo monarchico) gli abbia procurato sovente dei guai con le istituzioni. Il mestiere di autore satirico, per sua stessa natura, in tutti i tempi è sempre stato destinato comunque alla gogna. |
| Nonostante il fondamentale contributo dato da Guareschi alla vittoria democristiana del 1948, dopo la carcerazione per diffamazione nei confronti di De Gasperi, morì poco ricordato dopo un decennio di piccole collaborazioni in rubriche di alcuni periodici, ed i suoi funerali, svoltisi sotto la bandiera con lo stemma sabaudo, vennero disertati da tutte le autorità. |
| Su mondopiccolo troverete tutte le iniziative del centenario, vi consiglio vivamente di visitare i luoghi dove visse, come ad esempio Roncole Verdi, un vero gioiello della Bassa Parmense. |
5 Giu
| Trailer di X-Files - I want to believe: Quando un gruppo di donne viene rapito tra le fredde colline della rurale Virginia, gli unici indizi della loro scomparsa sono i grotteschi resti umani che iniziano a comparire qua e là nella neve che circonda i lati della strada. Le opinabili visioni di un prete portano la polizia locale, alla ricerca disperata di una pista, dritta verso un esperimento medico segreto che potrebbe o non potrebbe essere legato al caso. E’ un tipico caso da X-Files, ma l’FBI ha chiuso le investigazioni paranormali anni fa. E’ il momento di chiamare Fox Mulder e il Dr. Dana Scully, che non hanno nessuna intenzione di riaprire il loro vecchio passato. Eppure, la verità dietro questi crimini orribili è da qualche parte, e Mulder e Scully finiranno per trovarla. |
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5 Giu
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Dopo aver assistito ad un entusiasmante finale di stagione (per l’esatta cronaca rimando al blog di Mojo), da adesso fino a gennaio 2009 ci scervellaremo sulla ruota (ottagonale?) che Ben gira per spostare l’isola, aspettiamo trepidanti l’ultima puntata dei Lost Books di Faramir, che mi segnala l’inizio di una nuova Lost Experience. |
| Nel frattempo vi consiglio, se non lo avete fatto prima, di ascoltare la sesta puntata di Lost Books che contiene un ricco menù di argomenti: |
| Stephen King, Shining Stan Lee - Jack Kirby, I Fantastici Quattro Edgar Allan Poe, Discesa nel Maelstrom C. S. Lewis, Il leone, la strega e l`armadio - Il Principe Caspian C. S. Lewis, Lontano dal pianeta silenzioso - Perelandra - Quell`orribile forza Alan Moore - Dave Gibbons, Watchmen Jack Kerouac, Sulla strada Arthur Conan Doyle, La valle della paura Alan Moore - Kevin O`Neill, Black Dossier Philip K. Dick, VALIS Adolpho Bioy Casares, L`invenzione di Morel Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5 Chris Claremont - John Byrne - X-Men: Giorni di un futuro passato Madeleine L`Engle, Nelle pieghe del tempo |
3 Giu
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Musica estremamente raffinata per questo Hail to the thief dei miei mai troppo elogiati Radiohead. Il disco è il penultimo della loro ormai ventennale carriera (è datato 2003) ed è sicuramente uno dei più belli, con nostalgici rimandi alle indimenticabili atmosfere di “Ok Computer“. |
| L’elettronica non viene messa in soffitta ma nella maggior parte dei brani primeggiano gli strumenti del rock tradizionale, oltre alla voce, qui davvero in grande forma, di Thom Yorke. Quest’ultimo si produce in alcune delle sue migliori interpretazioni, e se il disco ha una qualità nel possedere un’essenza onirica, è grazie alla sua voce, che dà la sensazione di situarsi in un livello superiore rispetto alla musica, imprescindibile faro e guida spirituale. |
2 Giu
| Agli appassionati di strategia militare, come il sottoscritto, consiglio un testo appena uscito, Armamento e organizzazione. Vol. I: dalle origini alla fine della Repubblica, che per avere una visione più completa della storia strategica di Roma può essere coadiuvato da altri tre testi. |
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Armamento e organizzazione. Vol. I: dalle origini alla fine della Repubblica di Giuseppe Cascarino, Il Cerchio Ed. In questo illustratissimo libro - il primo di tre volumi - vengono minuziosamente descritti e analizzati l’armamento, l’equipaggiamento, l’addestramento e le tecniche di battaglia dell’esercito romano, nel periodo che va dalla fondazione della Città Eterna alle imprese di Giulio Cesare. |
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Strategikom di Maurizio, Imperatore Bizantino, Il Cerchio Ed. Tradotto per la prima volta dal greco in italiano, lo Strategikon è un documento prezioso anche per la comprensione degli usi e della mentalità del mondo romano più antico, di cui l’esercito dell’Impero d’Oriente si considerava legittimo e orgoglioso erede. |
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Le grandi battaglie di Roma antica di Andrea Frediani, Newton Compton. Dalle guerre sannitiche alle invasioni barbariche l’antica Roma fu protagonista di molte battaglie decisive per la storia dell’umanità. In questo volume, trionfali vittorie si alternano a drammatiche disfatte, in una avvincente successione di brillanti condottieri e improvvisati strateghi. |
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La grande storia di Roma di Antonio Spinosa, Mondadori. Con questa storia di Roma, Antonio Spinosa, autore di numerose biografie di successo, ricostruisce in un appassionato racconto sia le vicende capitali sia gli episodi misconosciuti che hanno segnato la nascita, l’ascesa e il declino della città: dalla diabolica scaltrezza di Tranquilla, capace di governare Roma attraverso un re morto, al drammatico suicidio di Lavinia, travolta dall’onta dello stupro. |
2 Giu
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| Classe 1954, scrittore, giornalista, critico, opinionista e blogger per Wired, allievo prediletto di William Gibson, autore di otto romanzi di fantascienza, innumerevoli racconti, saggi critici, introduzioni a volumi di autori da Ernst Jünger a Jules Verne. Ma soprattutto, texano visionario. Bruce Sterling è il guru delle previsioni, l’ultimo sopravvissuto di quella genìa di fantascienziati diretti discendenti di H.G. Wells che, come Huxley, Asimov, Herbert, ci hanno fatto prima sognare e poi soffrire d’insonnia quando gli incubi dei loro racconti divenivano realtà. Suoi sono Mirrorshades, antologia-manifesto del cyberpunk, La macchina della realtà e Giro di vite contro gli hacker. (e aggiungo io La matrice spezzata). |
| Tre straordinarie predizioni di come il mondo sarebbe caduto, senza poi far nemmeno troppo rumore, nelle mani dei tecnocrati. Perché Sterling adora le previsioni, vive di previsioni, ci ragiona sopra in ogni momento, la sua mente non fa che guardare più avanti, là dove la maggior parte di noi ha troppa paura, pigrizia, colpa o inconsistenza per guardare. E così, al «Festarch» di Cagliari, dove in questi giorni ha discusso di architettura digitale, ha fatto qualche previsione anche per “Il giornale”. |