Paolo Marzola blog

Archive for Agosto, 2008

lostbooks_logo_180.jpg Durante le ferie, mentre me ne stavo beatamente a prendere il sole, ho avuto modo di riascoltare tutti i favolosi  Lost Books di Faramir (che potete scaricare dalla community di welost) e tra questi il numero 6 e 7 (di cui alcuni argomenti sono stati trattati nell’ultima riunione del Verona Lost Group) sono quelli che secondo me racchiudono i riferimenti e i collegamenti culturali più interessanti. 
Lost si dimostra per l’ennesima volta una grande “avventura” intellettuale, una vera miniera di citazioni, ispirazioni e contenuti inesauribili.
La Sesta puntata di Lost Books contiene un ricco menù di argomenti, alcuni di questi mi stanno particolrmente a cuore, a cominciare dai tre libri spaziali di C.S. Lewis che ho letto anni fa, insieme alle Cronache di Narnia.
La Trilogia spaziale, la prima vera opera fantasy dello scrittore, venne scritta in seguito a una scommessa con l’amico Tolkien. Lewis si impegnò a scrivere tre storie ambientate “lontano nello spazio”, mentre Tolkien doveva scrivere tre storie ambientate “lontano nel tempo”, The Lost Road (La strada perduta) La caduta di Númenor romanzo incompleto, che tenta di collegare al presente gli altri racconti della Terra di Mezzo (il professor Tolkien ha sempre detto che la Terra di Mezzo era il nostro mondo, in una qualche era del passato).
Altro riferimento culturale che mi sta a cuore è il grande personaggio di Sherlock Holmes che lega due mie grandi passioni, la serie tv Star Trek the Next Generations (la mia preferita del filone Trekkiano) con la commuovente Ieri, oggi, domani e La lega degli Straordinari Gentlemen di quel geniaccio di Alan Moore, senza contare X-Men (il mio fumetto Marvel preferito) con quella storia leggendaria che è Giorni di un futuro passato, con i suoi rimandi a Orwell e Dick.
Non avevo mai letto invece Watchman, inserito nella lista di TIME Magazine dei “100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi“, ma ho rimediato in questi giorni e devo dire che si tratta di un opera imperdibile.

(more…)

  • Comments Off
  • Filed under: Lost
  • The descent

    rendercmsfield.jpg The discent di Neil Marshal. Un gruppo di sei amiche innamorate dell’avventura si riuniscono per una discesa nelle cave di Boreham, sugli Appalachi, ma una volta sotto niente sembra combaciare con la descrizione del libro guida.
    Nel buio assoluto, ad attendere Sarah, Juno e le altre speleologhe, c’è un incubo di morte, e la soluzione delle loro amicizie irrisolte.
    Gli USA traballano, il Giappone stupisce, la Corea segue, ma è dall’Inghilterra che arriva l’horror che gli appassionati aspettavano da anni. Anni in cui sembrava di doversi rassegnare ad un canovaccio che prevedeva: begli spunti; tensione tenuta con effettacci cadenzati che risollevavano all’ultimo secondo uno svolgimento sull’orlo del collasso; personaggi solidi come bolle di sapone; colpi di scena tanto imprevedibili quanto improponibili. E invece è successo. Un regista britannico ha pensato che non c’è bisogno di sofismi pseudo-intellettuali e ossessioni da originalità ad ogni costo per fare un grande film di genere, ma solo onestà.
    La discesa è il titolo perfetto per raccontare la calata negli abissi (sia quelli rocciosi e neri delle grotte, sia quelli ancor più neri delle loro anime) di sei donne, che armate di piccozza mettono lo spettatore di fronte ad un dilemma più inquietante delle bianche creature che abitano le caverne: chi dei due è veramente la bestia?
    Un film teso, vivido e avvincente, che molti definiranno, come suggerito dallo stesso Marshall, una sorta di “tranquillo weekend di paura sotto terra”. Gli stessi che probabilmente diranno essere più un thriller che un horror, proprio come si compiacciono di fare da decenni a proposito di Shining e Alien.
  • Comments Off
  • Filed under: Film
  • Noi appassionati di Sherlock Holmes chiamiamo Il Canone i 4 romanzi e 56 racconti, che hanno per protagonista Holmes, scritti dal suo creatore Conan Doyle e Apocrifi quei romanzi che pure scritti da altri riescono a celebrare nello spirito e nella forma il ricordo del suo mondo.
    Da poco sono usciti due Apocrifi degni di nota, il secondo Apocrifo è:
    copj133.jpg Sherlock Holmes e l’ombra di sangue, di Marco Grassi. Edizioni il filo.

    Opera prima di Marco Grassi che si articola e svolge nella Londra del XIX secolo, dove crimini inesplicabili e straordinarie manifestazioni soprannaturali avvolgono Kensington in una fitta nebbia di mistero. Quale potere sovrumano può aver permesso alla grottesca e portentosa creatura che ha sottratto la bizzarra tela di Francisco Goya di sparire oltre il poderoso muro dei giardini di Morgan House senza lasciare tracce?

    Quali arcani eventi si celano nelle oscure coincidenze raccolte dal dottor Doyle tra le pagine dei drammatici diari di Bram Stoker? A quale mostruosa razza di predatori appartiene la spietata Sanguisuga Rossa evocata nell’orribile agonia del banchiere Crosby? Dagli appunti del dottor Watson rinvenuti dopo più di un secolo, affiora la soluzione di un mistero tra i più ripugnanti della carriera di Sherlock Holmes.
    Interessante come l’autore aprofondisce il rapporto tra l’Agente Letterario Conan Doyle e gli inquilini del 221B di Baker Street.
    Marco Grassi è nato nel 1964 a Roma, dove esercita la professione di architetto. Coltiva con diletto le precedenti esperienze come vignettista e illustratore, condividendole con la passione bibliografica per la letteratura di genere, il cinema e i fumetti. Sherlock Holmes e l’ombra di sangue è la sua prima opera di narrativa.
  • Comments Off
  • Filed under: Libri
  • Sherlock Holmes contro Dracula

    Noi appassionati di Sherlock Holmes chiamiamo Il Canone i 4 romanzi e 56 racconti, che hanno per protagonista Holmes, scritti dal suo creatore Conan Doyle e Apocrifi quei romanzi che pure scritti da altri riescono a celebrare nello spirito e nella forma il ricordo del suo mondo.
    Da poco sono usciti due Apocrifi degni di nota, il primo è:
    copertina_grande.jpg Sherlock Holmes contro Dracula, di Watson John H. in quanto anche gli Apocrifi sono sempre redatti dal dottor Watson (in realtà Estleman L. D.) Gargoyle ed.

    “Temo, Watson, che nel narrare le mie piccole avventure abbiate fortemente sottovalutato il vostro contributo nel portare ciascun caso alla sua soluzione. Così come la lanterna più luminosa è inutile fintanto che non viene accesa, la presenza di un genio senza che ci sia qualcuno a stimolarne l’attività è davvero poca cosa. Cosa sarei senza di voi?”

    È l’anno 1890. Una nave fa naufragio sulla costa inglese, l’equipaggio è scomparso, il capitano è stato assassinato e viene trovato legato alla ruota del timone, l’unico passeggero è un sinistro cane nero. Il mistero, di cui nessuno riesce a venire a capo, è pane per i denti dell’inimitabile Sherlock Holmes, ma per la prima volta nell’arco della sua esaltante carriera il grande detective è in difficoltà. Risulta evidente che gli uomini dell’equipaggio sono stati uccisi e gettati fuori bordo, ma cosa può spiegare l’espressione di orrore stampata sul volto del capitano, il suo fatale dissanguamento, e lo strano carico della nave – cinquanta casse di terra?

    Il gioco è aperto e Sherlock Holmes, assistito come sempre dal fedele Dottor Watson, si viene a trovare sulle tracce non di un nemico mortale, ma del Re dei Vampiri in persona – il Conte Dracula…

    Dall’impalamento della “Bloofer Lady” al rapimento di Mary, l’adorata moglie di Watson, dalla morte di un’innocua prostituta alla terrificante conclusione su una spiaggia isolata, questo caso unico è insieme una gloriosa celebrazione di due dei più popolari generi letterari, il thriller mozzafiato e l’horror agghiacciante, e una chicca prelibata per tutti gli appassionati di Holmes e di Dracula, ovunque e in ogni tempo.
    Scritto nel 1978 e tradotto in 23 lingue, questo romanzo di Estleman è stato uno dei primi a giocare con personaggi e autori diventati ormai dei classici della letteratura di genere. Non a caso la dedica del libro è per Sir Arthur Conan Doyle e Bram Stoker, creatori dei personaggi immortali che Estleman decide di mettere uno di fronte all’altro.
  • Comments Off
  • Filed under: Libri
  • La neve se ne frega

    coverdp2.png Ok, faccio un mea culpa, questo libro è stato scritto da Luciano Ligabue nel 2004 e io l’ho letto solo da poco grazie al suggerimento di una mia collega. Il libro lo dico subito è bellissimo, il titolo è La neve se ne frega, Feltrinelli Editore.
    Ora, conosco la musica di Luciano Ligabue ed ultimamente la sua passione per il cinema, ma personalmente non avevo mai letto niente di suo e vi dico che sono rimasto molto impressionato e coinvolto da questa storia d’amore ambientata in un futuro alla  1984 di George Orwel.
    La vicenda è infatti ambientata nel 2166, in un ipotetico mondo in cui regna la perfezione della vita.
    La narrazione è ambientata principalmente nella casa di una giovane coppia: Difo e Natura. Difo è un uomo intelligente, che ama il suo lavoro, ma soprattutto sua moglie. È molto geloso, ma nonostante ciò i due sono una coppia molto unita che affronta sempre insieme le difficoltà. Il racconto, inoltre, introduce altri due personaggi secondari: Prosca e Famo, vicini di casa e migliori amici dei due protagonisti, sempre con la battuta pronta e capaci di far divertire.
    Difo e Natura vivono in una società controllata da un sistema di leggi molto severe, regolate dal Piano Vidor. L’applicazione del Piano consiste nel controllare i pensieri, i sentimenti e il linguaggio dei cittadini. Essi sono osservati dalle telecamere del Governo, privati delle proprie idee e di ogni forma di spirito critico. In questa forma di “repressione della libertà” vi è uno stile di vita opposto a quello dell’attuale civiltà Occidentale improntata sulla libertà dell’individuo. I personaggi di questa società nascono in un’età avanzata e muoiono a zero anni. Si nasce inoltre per mezzo di apposite macchine.
    Il significato del titolo La neve se ne frega, mette in risalto appunto la neve. La neve è così importante perché interferisce con le riprese delle telecamere del Piano Vidor, facendo in modo che il governo non possa controllare i cittadini almeno durante le nevicate. In questo modo la neve assume un significato simbolico all’interno del racconto: rappresenta la libertà tanto negata ai cittadini, è un elemento che va contro le ingiustizie sociali, contro tutti gli strumenti di potere e di oppressione che si servono delle tecnologie più avanzate. Come testimonianza queste frasi tratte dal libro: “Grazie per la neve che sta scendendo. Mi è sempre piaciuta, ma adesso mi sembra proprio puntuale. Tempestiva. Porta pulizia. Porta bianco. Costringe all’attenzione. Ai tempi lunghi. Lima rumori e colori. Lima le bave dei sensi. Ce n’è bisogno. Ancora per un po’”.
    In seguito al grande successo che ha ottenuto, è stato pubblicato dalla Panini comics, in tre volumi da marzo a maggio 2008 l’adattamento a fumetti del romanzo. Il fumetto è stato scritto da Matteo Casali e disegnato da Giuseppe Camuncoli. E vale la pena anche questo di essere acquistato. Buona lettura.
    6258dr8_775.gif
  • Comments Off
  • Filed under: Libri
  • 1.jpg
    Ieri sera ho finalmente assistito alla visione di The dark knight - Il cavaliere oscuro, il tanto atteso film di Christopher Nolan.
    Il Batman “iniziato” e “totalmente formato” di Nolan riscrive in chiave crepuscolare il mito del giustiziere mascherato e rilancia in avanti la scommessa del fumetto al cinema. Nolan codifica nel noir il character di Kane Quarto potere), deviandone le traiettorie e sviando lo sguardo dello spettatore in un gioco perverso, che si annoda nella psicologia dei suoi protagonisti e si complica nell’interazione tra i personaggi e il paesaggio metropolitano dominato dal denaro.
    Grandi emozioni, evoluzioni mozzafiato, esplosioni dirompenti, bellissime donne (meglio di 007) il tutto coinvolge senza dare tregua e la bravura di tutti gli attori si nota leggermente di meno rispetto al primo Batman the begins, a parte la stratosferica interpretazione del Joker di Heath Ledger e il grande mestiere di Morgan Freeman e Michael Caine. Christian Bale è un ottimo e malinconico Bruce Wayne (che veste Armani e guida una Lamborghini Murcielago Roadster, evviva l’italian style) e un Batman perfetto che spogliato dal rigido esoscheletro, il singolare “costume”, disgiunto dal cappuccio, attribuisce nuova energia al personaggio logorato dal protrarsi dell’iteratività narrativa.
    5.jpg
    Christopher Nolan, Christian Bale e Morgan Freeman
    I duellanti sono tutti ugualmente sconfitti e perdenti. Batman perde l’illusione d’amore di Rachel e attira su di sé l’attenzione ostile dei cittadini, distogliendola come un prestigiatore da quei particolari che lascerebbero intuire la soluzione del mistero; Harvey perde Rachel e la “faccia”; Joker la risata, bloccata e “appesa” in cima a un grattacielo.
    In definitiva un grande e dolente film sulla figura di un eroe che non può essere eroe, che è pronto a sacrificare l’amore e la felicità per l’insaziabile sete di giustizia e responsabilià. Imperdibile davvero, il migliore del suo genere con il suo prequel, Iron Man, Spiderman e X-men della Marvel…aspettando X-men the origins: Wolverine.
    3.jpg
    Heath Ledger
    4.jpg
    Michael Caine
    2.jpg
    Nestor Carbonell e Gary Oldman
  • Comments Off
  • Filed under: Film
  • Articoli Successivi »