25 Set
| Il grande Yann Tiersen con una delle più belle colonne sonore mai composte, per Il favoloso mondo di Amélie. |
| Chiudete gli occhi e sognate, anzi, meglio di no, teneteli bene aperti per godervi questo poetico video. |
21 Set
| Eccoci a parlare di un altro film di animazione, The clone wars, nuovo film d’animazione della Lucasfilm che in Italia ha infatti raccolto poco più di 30.000 euro al suo primo giorno di programmazione, che fanno pensare ad un totale per il weekend inferiore ai 150.000, cifra veramente bassa e degna dell’altro grande flop dell’anno, Speed Racer ultima fatica dei fratelli Wachowski. |
| Collocato cronologicamente tra L’attacco dei cloni e La vendetta dei Sith, il film è l’introduzione ad una serie tv che sarà composta da tre stagioni, comprendenti in totale 25 episodi: I primi venti episodi sono di tre minuti ognuno (e compongono le prime due stagioni), i rimanenti cinque episodi invece di dodici minuti (che fanno parte della terza stagione). |
| Il film come detto è un completo flop anche negli USA, le cause? Forse l’aver voluto strizzare troppo l’occhio alle produzione di anime giapponesi, oppure aver voluto puntare troppo su di un target troppo giovanile che invece di andare al cinema ha scaricato direttamente da internet il film, ma forse il vero motivo è una trama completamente disorientante e insulsa. |
| Pur elaborando, lo riconosco, belle soluzioni cromatiche e visive, lavorando con cura sulle ombreggiature e sui contrasti, ma senza rinnegare mai la palese natura cartoonesca insita nel design dei personaggi. |
| Per l’ennesima volta (dopo Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo) George Lucas e i suoi collaboratori, e io sono da sempre un suo grande ammiratore, dimostrano di aver esaurito le idee continuando a rimescolare storie che ormai sono del tutto impoverite ed esaurite. |
| In quanto fan della prima ora dell’originale Star Wars del ‘77 mi auguro che questo strazio si concluda in breve tempo, la fortuna della prima trilogia oltre che su una storia vivace ed originale (che pure pescava nel grande mare del mito) poteva contare su personaggi eccezionali che non potranno più tornare. |
20 Set
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Magari qualcuno di voi si è chiesto che tipo di configurazione hardware utilizzano le grandi compagnie come Pixar, Dreamworks e Ilm per la gestione dei rendering.
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| Le grandi compagnia di solito stipulano dei contratti sia per quello che riguarda l’hardware (Intel o AMD di solito) sia per quello che riguarda le licenze software. Solitamente le renderfarm si compongono di cluster di CPU connesse in rete e inserite in apposite strutture rack in ambiente refrigerato. Nella maggior parte Linux la fa da padrone come SO della renderfarm. |
| A seconda delle varie priorità è possibile assegnare CPU al rendering finale oppure al setup dei materiali o all’illuminazione. Dreamworks possiede insieme a Pixar una delle farm più potenti, con ben 3000 CPU, Shrek 3 l’anno scorso ha richiesto 20.000.000 di ore di CPU di rendering!! |
| In Shrek 3 ogni elemento è curato nei minimi dettagli, ogni personaggio è dotato di pelo o capelli fluenti che si muovono secondo le leggi della fisica, una dura prova per i tecnici della Dreamworks. Ma non solo: l’erba, le foglie, l’acqua, le pieghe dei vestiti, algoritmi di GI (Global illumination) che garantiscono risultati sempre più realistici costituiscono la parte più dura nella creazione di questi film. |
| Le sfide dello staff della Dreamworks non si sono fermate all’elaborazione di questi elementi; in tutto il film sono ben 45 i personaggi coinvolti e, in alcuni momenti appaiono migliaia di “comparse” sulla scena; in ultimo, e forse tra le cose più importanti e che più mettono alla prova la CPU dei computer c’è la progettazione delle luci e la loro composizione all’interno della scena. Se avete mai provato a renderizzare una scena scegliendo le impostazioni migliori di radiosity (riflessione delle luci sugli oggetti) ed ombre potete sicuramente capire. |
| Pensate poi alla complessità delle operazioni di backup e storage. |
20 Set
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Dopo che Skynet ha distrutto gran parte dell’umanità per mezzo di un olocausto nucleare, un gruppo di sopravvissuti, guidato da John Connor (Christian Bale), combatte per la salvezza del genere umano.
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| Nel 2018 Skynet sta preparando il suo attacco finale e la resistenza umana, guidata da Connor, si prepara al peggio. L’apparizione di un uomo, Marcus Wright, che ricorda solo di essersi trovato in un braccio della morte, avvia il pilot: Marcus arriva dal futuro o dal passato? Indagando, Connor e Marcus si imbarcheranno in un’odissea che li porterà a comprendere la portata del progetto di distruzione dello Skynet. |
16 Set
| La tanto sospirata reunion dei Pink Floyd non potrà esserci mai più, i Pink Floyd hanno suonato insieme per l’ultima volta il 2 luglio 2005, in occasione del Live 8 (di cui potete vedere una superba Comfortably numb). |
| Ieri mattina la famiglia ha annunciato la scomparsa la notte scorsa, nella propria abitazione e «dopo una breve lotta contro il cancro», di Richard Wright, il sessantacinquenne tastierista dell’amatissima, leggendaria band britannica da anni divisa da conflitti di Ego: da una parte Roger Waters autore di tutti gli anni migliori della maturità del gruppo; dall’altra, proprietari del nome, David Gilmour il raffinato, magnifico chitarrista, Nick Mason il batterista e biografo del gruppo, e appunto Richard Wright, personaggio di carattere appartato, grande pianista e parte importante in tutti i lavori, in special modo in The Dark Side of the Moon, per il quale scrisse The Great Gig in the Sky e Us and Them. |
| Buon viaggio Richard. |
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13 Set
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Iain Banks sarà a Verona, alla Biblioteca Civica, sabato 27 settembre per un incontro con il pubblico nell’ambito del Tocatì, Festival Internazionale dei giochi |
| di strada che quest’anno avrà come paese ospite la Scozia. | ||
| Sabato 27 settembre, ore 18.00 Biblioteca Civica - Sala Farinati |
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| Aly Barr, funzionario del Dipartimento di Letteratura dello Scottish Arts Council, e Carla Sassi, docente di Anglistica dell’Università di Verona si confrontano con Iain Banks sul tema del gioco nella letteratura contemporanea. | ||
| Nato nel 1954, è uno dei più grandi autori viventi scozzesi. Il suo romanzo d’esordio, The Wasp Factory (1984), tradotto con “La fabbrica degli orrori” (2001), ha avuto un grande successo di critica e di pubblico. Successivamente ha scritto numerosi libri. Ha vinto vari prestigiosi premi. | ||
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| Iain Banks insieme a Charles Stross e Ken Macleod parte di un manipolo di scrittori che si ritrovano intorno ad Edimburgo e che rappresentano l’ultimo fenomeno della fantascienza mondiale. Tutti nei loro libri affrontano temi come la singolarità tecnologica e forme estreme di evoluzione sociale del genere umano, resurrezione-cyborg post-umana. MacLeod ha espresso grande scetticismo verso un eccessivo sviluppo della tecnologia e specialmente verso l’opportunità di avere intelligenze artificiali forti. Alcuni dei suoi personaggi sono dei radicali anti-tecnologia mentre Charles Stross è l’autore di punta del momento, il suo ultimo libro, Accelerando, ha entusiasmato il pubblico e la critica per le trovate narrative e l’impatto delle sue idee. |
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| Trama: La morte è stata sconfitta? Sì. Nella realtà virtuale della Criptosfera, una “copia” di noi stessi può continuare a esistere e addirittura a interagire coi vivi. Eppure tutto ciò potrebbe finire da un momento all’altro: un fenomeno misterioso - chiamato l’Invasione - sta infatti minacciando di annientare sia la Terra sia il criptomondo. Una minaccia che sembra tuttavia importare poco al re Adjine VI, determinato piuttosto a non farsi sottrarre neppure una stilla del suo potere. E invece importantissima per il Conte Sessine III, che, dopo essere stato assassinato per l’ennesima volta, è costretto a addentrarsi appunto nella Criptosfera per scoprire chi ha voluto la sua morte. Così il destino dei due mondi grava sulle fragili spalle della ricercatrice Gadfium, che, in risposta a un messaggio inviato da esseri sconosciuti, deve compiere un lungo viaggio per arrivare a capire cosa sia veramente l’Invasione e in quale modo si possa fermare. |
12 Set
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E’ fuori discussione che nell’estenuante attesa di risalire sull’isola di Lost (a febbraio dell’anno prossimo) ognuno di noi cerchi di impiegare parte del poco tempo libero nel miglior modo possibile.
Il sottoscritto ad esempio (come anche Faramir) si sta appassionando a due serial tv che per un verso o per l’altro ricadono in argomento “singolarità“. |
| Il primo è il già citato Battlestar Galactica la migliore space opera che abbia mai avuto la fortuna di vedere, entusiasmante davvero. La seconda è Terminator: The Sarah Connor Chronicles, la cui seconda stagione è ripartita in USA da pochi giorni. In entrambi i casi abbiamo dei nemici veramente singolari, sia i Cylon che i vari modelli di Terminator sono robot che si sono ribellati ai loro creatori (come in Matrix). Nell’ultima puntata di Terminator: The Sarah Connor Chronicles, Samson & Delilah, vediamo addirittura l’apparizione di un modello T 1001, quello di Terminator 2 per intenderci, capace di assumere qualsiasi forma. Tale Catherine Weaver, CEO della ZeiraCorp, azienda informatica che attraverso l’acquisizione di un software (denominato il turco, come la prima macchina con sembianze umane creata nel 1769 dal Barone Wolfgang Von Kempelen nel 1700) sviluppato per giocare a scacchi, ma talmente potente da evolversi fino ad ottenere una sorta di autocoscienza, lo porterà a diventare nel giro di pochi anni il famigerato Skynet, sempre che i nostri eroi non lo fermino prima. |
| La domanda che mi faccio è “Quanto tempo impiegheranno le macchine a prendere autoscienza?”, perchè, vale la pena di rammentarlo, esistono già sistemi che si avvicinano allo Skynet televisivo, un esempio è HECToR, acronimo di «High-end computing terascale resources». |
| Il sistema, che vanta una capacità di elaborazione equivalente a 12.000 sistemi desktop, si trova presso l’Advanced Computing Facility (ACF) dell’Università di Edimburgo e opererà per sei anni. |
7 Set
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Colto da un raptus improvviso oggi ho deciso di andare vedere un film di cui si favoleggiava ormai da mesi, si parlava di un flop negli USA e i commenti non erano per niente benevoli: ebbene questi giudizi negativi erano tutti azzeccati. Penso che sia la prima volta che dalle pagine di questo blog, che ha ormai più di un anno di vita, parta una stroncatura, ma queste in realtà sono le parole di un amante deluso. |
| Con questo film Carter ha deciso di far calare il sipario sulla sua creatura più famosa nel peggior modo possibile. Ha cercato di riportare sullo schermo la “puntata classica” di X-Files, con gli ingredienti che l’hanno resa riconoscibile nel tempo e che ne hanno caratterizzato l’atmosfera cupa e inquietante, ma senza riuscirci. |
| “Voglio crederci” è piuttosto convenzionale nella costruzione dell’intreccio e della tensione. Quindi il piacere dei fans di rivedere i propri beniamini è in realtà molto ridotto da una vicenda che si trascina stancamente e avara di brividi sia nella cura delle inquadrature che nell’avanzamento della trama. |
| Il paranormale, le teorie del complotto, le mutazioni genetiche, gli UFO, gli alieni, la tensione e l’ansia mista ad horror sono alcune delle particolarità che hanno fatto diventare X-Files una serie tv semplicemente di culto in tutto il mondo. Che fine abbiano fatto tutti questi ingredienti, in questo secondo capitolo cinematografico, probabilmente lo sa solo Carter. La più brutta delle puntate della serie tv ha più tensione e interesse di questo film. |
| Non si può trasformare completamente una creatura praticamente perfetta, andando quasi a cancellare quanto di buono fatto in passato. Gli stessi David Duchovny e Gillian Anderson sembrano quasi spaesati e costretti a rivestire i panni di due personaggi che l’hanno resi immortali, ma che da 6 lunghi anni avevano smesso di far vivere. Riportarli in vita, soprattutto in questo modo, è stata una pessima idea. Sconsigliato agli amanti della serie. |